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Terrorismo

Le armi, i campi di addestramento e il ruolo di Jibril “il Monco”: così prende forma l’alleanza del terrore tra Al Qaeda e Houthi

Al Shabaab, alleato dell’organizzazione terroristica, e ribelli yemeniti collaborano su droni, traffici e formazione militare. Un asse che può minacciare le rotte strategiche del Mar Rosso

houthi

Gli Stati Uniti devono far fronte a una nuova minaccia nel Corno d’Africa e nel Medio Oriente: la crescente collaborazione tra Al Shabaab, principale organizzazione affiliata di al Qaeda, che estende il suo controllo su vaste porzioni della Somalia, e i ribelli sciiti Houthi dello Yemen.

Secondo funzionari statunitensi, somali e yemeniti citati dal Wall Street Journal, i due gruppi, nonostante le profonde divisioni settarie, collaborano almeno dal 2023 nello scambio di armi, addestramento e competenze militari.

Al Shabaab e Houthi, l’alleanza tra armi e addestramento

Il loro principale intermediario sarebbe stato il somalo Jibril “One-Armed” Yahya Ali, Jibril “il Monco”, ucciso a febbraio da un attacco missilistico statunitense nello Yemen. Al Shabaab avrebbe ottenuto dagli Houthi armi più sofisticate, droni e addestramento, mentre i ribelli yemeniti avrebbero acquisito denaro e una possibile nuova posizione strategica sulle coste somale, affacciate sul Golfo di Aden.

Secondo un funzionario dell’intelligence militare statunitense citato dal quotidiano, almeno 100 combattenti di Al Shabaab sono stati addestrati nello Yemen, anche all’impiego di droni e alla fabbricazione di ordigni più letali. Le armi verrebbero trasferite attraverso il Golfo di Aden su imbarcazioni e successivamente trasportate verso le aree controllate da Al Shabaab nel sud della Somalia.

La collaborazione rappresenta una minaccia particolarmente grave per il traffico marittimo di petrolio e gas. Il Golfo di Aden e lo stretto di Bab el Mandeb rappresentano infatti un’arteria vitale per il trasporto marittimo del petrolio mediorientale, specie alla luce del blocco di fatto dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran. Gli Houthi hanno già attaccato petroliere legate all’Arabia Saudita nel Mar Rosso e puntano, secondo fonti di intelligence, a servirsi di Al Shabaab per installare radar e sorvegliare il traffico navale.

Somaliland e Mar Rosso, cresce la tensione regionale

La situazione è ulteriormente complicata dalla crescente presenza israeliana nel Somaliland. Israele ha riconosciuto a dicembre l’indipendenza della regione, che dispone del porto di Berbera, posizione strategica per controllare il Mar Rosso e contrastare gli Houthi. Il gruppo yemenita ha minacciato di colpire eventuali attività israeliane nel Somaliland. A giugno, una delegazione Houthi ha raggiunto il sud della Somalia per discutere con i vertici di Al Shabaab un coordinamento contro la presenza israeliana a Berbera, offrendo in cambio ulteriori armi e addestramento.

Secondo fonti statunitensi, Al Shabaab dispone di entrate per almeno 100 milioni di dollari l’anno grazie a estorsioni e altre attività, fornendo agli Houthi una consistente fonte di finanziamento. Per Washington, l’alleanza rischia quindi di trasformare una collaborazione finora prevalentemente opportunistica in una partnership con implicazioni regionali e globali, capace di minacciare uno dei principali “colli di bottiglia” del commercio marittimo e petrolifero mondiale.

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