Dopo mesi di silenzio, grazie alle inchieste di questo quotidiano, l’attentato di Modena è tornato alla ribalta. Lo scorso maggio, Salim El Koudri ha lanciato la sua auto contro la folla nel centro di Modena, causando un decesso e molti feriti gravi. Una tragedia che si è consumata in un sabato pomeriggio come tanti, che ha però cambiato la storia di questa città, ferita per sempre dal gesto scellerato di un uomo che, fin da subito, è stato considerato esclusivamente un paziente psichiatrico. La sinistra ha cercato di chiudere rapidamente la questione, archiviandola come un tragico incidente ma i parenti delle vittime e le stesse vittime non ci stanno, vogliono chiarezza e vogliono che ci sia verità.
“Ricordo che avevo lo sguardo rivolto al cielo e mi chiedevo se davvero quell’auto mi fosse piombata addosso; se fossi stato in grado di raggiungere il luogo in cui mi aspettavano. Non avevo capito cos’era accaduto davvero. Non parliamo di un pazzo, ma se anche lo fosse non giustifica il dolore che ha causato a tante famiglie. La differenza tra il bene e il male la conosce anche un folle”, ha dichiarato a Il Resto del Carlino lo chef Ermanno Muccini, tra i feriti più gravi. “Ho ancora qualche problema alle braccia e al collo. Le mani mi cedono, soprattutto la mano destra e, al momento, non posso tornare a lavorare. La conseguenza è anche il minor guadagno: circa un terzo rispetto a prima”, ha spiegato ancora Muccini, svelando un aspetto che troppo spesso si sottovaluta.
Riguardo a El Koudri, Muccini ci tiene a sottolineare, rispondendo a quanti minimizzano, che “il punto è che il danno l’ha fatto ed è stato volontario, quindi non importa se sia o meno terroristico seppur, da quanto ho capito rispetto alle ultime notizie emerse, lo è. Anche io sono in cura, ma non ho mai ammazzato nessuno e so distinguere il bene dal male. L’attentatore ce l’ha con noi, con gli italiani e con il nostro Cristo perché non è contento di quello che ha”. Lo chef ricorda anche che El Koudri è “nato in Italia, le prime generazioni non hanno causato mai grandi problemi ma le seconde sono scontente di tutto, di ciò che hanno. Quindi, secondo me, dovrebbero andare via se qua non si sentono a casa. Ho tanti amici di origine straniera, non ce l’ho con gli stranieri ma chi non si sente a casa non ci deve rimanere”. E lui ribatte su un punto che considera fondamentale: “Neppure chi è malato commetterebbe mai un gesto del genere quindi io non credo sia un matto, credo lui ce l’abbia con noi perché non ha ottenuto quello che voleva”.
