11 settembre, 7 ottobre e il voto in Israele a fine mese. Non è una cabala, ma date che mescolate assieme possono provocare attacchi del terrore, come il tentativo di fare schiantare il volo di FlyDubai in Israele. Il ministro della Difesa dello stato ebraico, Israel Katz, ha dichiarato che si tratta di un fallito «attacco terroristico jihadista». Ventiquattro ore prima il premier Bibi Netanyahu aveva lanciato l’allarme su possibili attacchi in vista delle cruciali elezioni politiche del 27 ottobre. E l’allerta si era già innalzata anche in Europa: «acuta» nella Ue e «severa» in Gran Bretagna, solo un livello sotto il «critico», quello più alto da attentato imminente. In Italia è «elevato». Per Europol «la preoccupazione principale degli Stati membri è costituita dal terrorismo di matrice jihadista». Il 71% degli arresti sono collegati a reti della guerra santa o lupi solitari.
Il copilota omanita, che armato di coltello avrebbe cercato di prendere il controllo del Boeing di FlyDubai, nello spazio giordano per farlo precipitare in Israele, in una specie di nuovo 11 settembre, ha agito da solo, non aveva complici a bordo. Un matto, ma pure terrorista, come potrebbe venire ritenuto Salim El Koudri, lo stragista di Modena. Domani l’udienza sulla perizia psichiatrica, che da informazioni del Giornale lo considera «capace di intendere e di volere» al momento dell’attacco con la sua auto, come se avesse seguito la «tattica dei mille tagli» propagandata da anni dall’Isis per fare male con qualsiasi mezzo nell’odiato Occidente.
Nel mese di settembre l’editoriale numero 564 dello Stato islamico sulla sua rivista in rete, Al Naba, non solo elogia l’attacco all’America di 25 anni fa, ma invita gli aspiranti jihadisti a «combattere contro gli Stati Uniti e i loro alleati in tutto il mondo» primo fra tutti Israele. Al Qaida ha reso noto un video di celebrazione dell’11 settembre con il figlio di Osama bin Laden, Hamza, che dovrebbe essere stato ucciso nel 2019. E ha fatto sentire la voce del nuovo, presunto, capo, Saif al-Adel, che annunciava come la rete del terrore fosse ancora in grado di lanciare grandi attacchi.
Su menti malate come il copilota omanita, El Koudri e chissà quanti lupi solitari annidati fra noi, questi appelli possono fare scattare l’azione terroristica. A una settimana dal 7 ottobre, strage di israeliani, che poi ha provocato la distruzione di Gaza e decine di migliaia di morti fra i palestinesi, utilizzati come carne di cannone da Hamas, un dirottamento clamoroso sarebbe stato un colpo fatale. Non manca il precedente di 20 anni fa, quando un arabo israeliano salì a bordo di un volo Tel Aviv-Istanbul armato di coltellino. Il dirottatore tentò di entrare nella cabina di pilotaggio, ma fu bloccato da guardie di sicurezza e dai passeggeri. Sull’aereo della FlyDubai sono stati proprio alcuni israeliani a bordo ad intervenire e bloccare l’aspirante kamikaze liberando la cabina di pilotaggio. Se il Boeing si fosse schiantato ci sarebbe stato un drammatico riflesso mondiale e ancora più locale sulle elezioni in Israele di fine mese.
Il Viminale ha un piano operativo, molto dettagliato, «Leonardo Da Vinci», peri dirottamenti aerei. In Italia gli obiettivi sensibili sono 29.377, compresi i 318 considerati ad alto rischio. Le infrastrutture strategiche nella lista dei servizi d’intelligence sono 10mila, i possibili politici nel mirino 2.565 e 2.358 gli edifici istituzionali considerati bersagli. Ambasciate e consolati da proteggere sono 1.282. L’operazione per prevenire gli attacchi è coordinata dal Comitato di analisi strategica antiterrorismo. Oggi si riunisce il Comitato nazionale dell’ordine e sicurezza pubblica, che riguarda le possibili minacce interne. Il livello di allerta terrorismo in Italia corrisponde alla fase operativa di «attenzione», ancora prima del fallito dirottamento. Nella cabala delle date sensibili, fra settembre e ottobre, sarà meglio mantenerlo alto perché non mancano possibili lupi solitari o forse qualcosa di più annidati nel brodo filo palestinese.
