Toh, in testa c’è Cassano E il derby d’Italia è con il Genoa

Non è colpa nostra se poi si finisce a parlare spesso dello stesso argomento. È colpa sua, soprattutto se ci si mette pure l’Ansa a titolare «Cassano inventa e i Doriani sognano» e la tentazione diventa irrefrenabile.
Già, Antonio Cassano e la Sampdoria in testa alla classifica: possibile debba funzionare solo lì? Vabbè, qualcuno fa giustamente notare che ieri la Samp non ha giocato benissimo, l’Atalanta ha preso pure due pali e meritava quantomeno - ma quantomeno - di non perdere, eppure la squadra di Del Neri è là in alto grazie a un gol ispirato da semprelui. Insomma: di solito per vincere ci vuole talento, tenacia e un po’ di fortuna, ingredienti che in questo caso ci sono proprio tutti. Poi magari non dura, ma per adesso il tutto riporta al solito discorso, ovvero «Totò e i mondiali», un film che da qui al Sudafrica rivedremo in diverse edizioni. E visto che siamo reduci da una chiara e bella vittoria degli Azzurri, Lippi non si offenderà se ne riparliamo: lui ha il diritto e il dovere di difendere le sue scelte, noi la possibilità di metterle in discussione. Con il massimo rispetto, s’intende.
In pratica, il dilemma è questo: si può rinunciare alla fantasia di un Cassano così ispirato, soprattutto nel caso che in certe partite non passi per caso un Kaladze a risolvere i problemi? Risposta: forse, ma bisogna pensarci bene. Su Fantantonio è insomma inutile fare una guerra di posizione: non si deve esagerare nell’indicarlo come la soluzione finale, né scartarlo a priori secondo pregiudizi. Se ne può e se ne deve parlare, soprattutto se continuerà così.
Anche a Bergamo il ragazzo ha dimostrato di aver assimilato disciplina e regolarità. E lo ha fatto avendo come allenatore Luigi Del Neri, uno che ha perdonato gli insulti ricevuti quando a Roma lo sostituiva 15 minuti in ritardo rispetto agli accordi prepartita. Cioè uno che ha perdonato. Ecco, da qui possiamo ripartire: i silenzi e i malumori di Lippi su Cassano alimentano la sensazione di un pregiudizio da parte sua, mentre è più che possibile che il nostro ct, vinto un mondiale facendo gruppo, non voglia toccare la formula magica. Giustissimo insomma, ma se la Nazionale è da sempre la vetrina dei migliori non si può negare che il talento barese sia attualmente quello, cioè uno dei migliori del campionato. Poi la discussione andrà avanti a lungo: spetta ora a Cassano portarla fino a ridosso del Sudafrica. Detto questo - e segnalando però anche un uomo di Lippi, cioè Di Natale, tripletta, sei gol in tutto, capocannoniere - il campionato mette in vetrina il derby di Genova: il Grifone nel trio di testa è un premio a Gasperini, pronto per il salto in alto: in squadra ha gente come Palacio, uno bravo bravo, Zapater e - già, perché no? - Crespo. Può durare e sorprendere: il derby d’Italia per ora è a Genova. E Inter-Juve? C’è sempre: Mourinho ha detto che i suoi campioni sono er mejo che c’è in giro, Eto’o e Milito gli hanno dato ragione, anche se l’Inter è davvero ancora in costruzione. O meglio: forse è già pronta per le grandi sfide, però è ancora in difficoltà - come spesso è accaduto anche la scorsa stagione - contro le difese chiuse. La Juve vista all’Olimpico è più rodata, ma resta l’incognita della fragilità di Diego e dell’imminente Champions League. L’unica certezza per ora è che non solo sole. Anzi.
Ps. La Roma è tornata a vincere con Ranieri in panchina e questa è una buona notizia. Proprio Ranieri, allenatore gentiluomo, si accerti se le accuse del tecnico del Siena Giampaolo di cui si occupa anche il nostro Filippo Grassia nella sua rubrica («Totti e De Rossi insultavano l’arbitro») siano vere. E da allenatore gentiluomo intervenga.

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