Torna Ben Hur. Ma ora è il musical più eccentrico della storia

LondraQuattrocento comparse, un centinaio di animali tra cui trentadue cavalli, colombe e falchi in libertà, tutti insieme nella più grande arena da tour del mondo. Questo quanto promesso dalla nuova produzione di Franz Abraham, Ben Hur Live, la cui prima mondiale è andata in scena a Londra l’altra sera all’Arena 02 di Greenwich. Abraham ha lavorato al progetto per quindici anni investendo più di sei milioni di euro nel tentativo di ricreare uno spettacolo unico nel suo genere che avesse la velocità di un musical di Brodway, la passione della tragedia greca, la potenza di un concerto rock e la magia di un grande film com’è stato quello interpretato da Charlton Heston, vincitore di undici Oscar. Non c’è dubbio, un progetto che lo stesso Times ha definito ieri tra i più arditi ed eccentrici che mai si siano visti. La squadra creativa comprende grandi nomi. Primo fra tutti quello Stewart Copeland, non solo fondatore dei Police, ma anche creatore di musiche e opere per 60 film. In questo spettacolo è anche il fascinoso narratore che si aggira a cavallo tra gli attori, spiegando in lingua inglese ciò che i protagonisti si dicono invece in un dialetto pasticciato che è latino e aramaico impregnato da un forte accento tedesco. La regia è affidata al newyorchese Philip W. McKinley, mentre la potente scenografia è opera di Mark Fisher, già curatore delle cerimonie di apertura e chiusura dei giochi Olimpici di Pechino. Gli splendidi costumi dei mercati della Galilea sono stati invece disegnati da Ann Hould-Ward, vincitrice del prestigioso Tony Award per la Bella e la Bestia. Ben Hur Live ha quindi tutte le carte in regola per offrire due ore di grande intrattenimento familiare, promessa che mantiene anche se il risultato finale non convince appieno. Nelle otto scene che raccontano la storia del principe ebreo Giuda Ben Hur, non rivive la magia del libro originale di Lewis Wallace né ci si avvicina alla forza rievocativa dell’evento cinematografico hollywoodiano. Questo drammone è soprattutto una prova di bravura circense dove i veri protagonisti diventano gli acrobati e i cavalli, bravissimi nelle rispettive performance. L’imponente impianto scenico, sicuramente d’effetto, ha il pregio di essere interamente meccanico. Anche la scena clou, la gara di bighe resa magistralmente al cinema è uno sforzo apprezzabile ma i cavalli addestrati sono troppo controllati per dare alla scena la stessa forza selvaggia del vecchio Ben Hur e quando vengono forzati un pochino finisce che una biga si rovescia e il conducente rimane acciaccato a terra. Non rimarranno invece delusi gli appassionati dei combattimenti, molto convincenti, di cui le scene abbondano. Lo spettacolo rimarrà a Londra fino al 20 di settembre per poi spostarsi in altre capitali europee. La tappa italiana è fissata per il 6 e il 7 novembre al Mediolanum Forum di Assago e nel luglio del 2010 a Roma. La voce narrante sarà quella di Luca Ward.