Toro-Brescia, niente gol ma tante polemiche

Senza vincitori il primo round della finale per raggiungere Lecce e Cesena in serie A, ma nel ritorno di domenica sera al Rigamonti, il Brescia potrà anche pareggiare mentre il Torino deve vincere e basta. Con il giallo nel finale perché, dopo l’espulsione di Budel al 91’, l’arbitro Damato annulla al 93’ il gol di Arnà reo di una ingenua tiratina alla maglia di Martinez. La partenza è di quelle che non conciliano col bel calcio: interventi troppo decisi, quasi cattivi, spinte, sgambetti, manate, gomitate non viste, insomma un campionario di scorrettezze che l’arbitro Damato ha fatto fatica a bloccare. Certo, sono volati tre cartellini gialli e a farne le spese sono stati proprio i bresciani perché due punti fermi come Mareco in difesa e Budel a centrocampo, essendo diffidati, salteranno il ritorno. Ininfluente invece l’ammonizione al granata D’Aiello, mentre se la sono cavata Barusso e Genevier.
Il Toro però sorprende fin dall’inizio con l’allenatore Colantuono che ha snaturato la solita tattica, presentando un mai visto 3-4-2-1, con il duo Gasbarroni-Scaglia largo sulle fasce e Bianchi in mezzo. La difesa bresciana, a 3, sembra non raccapezzarsi e sin dal primo minuto fioccano i falli con Mareco che sgomita una prima volta su Bianchi. Due minuti dopo altro contrasto tra i due, altra presunta gomitata e Bianchi ne esce col labbro sanguinante, si dirige a bordo campo e rivolgendosi al quarto uomo Morganti con un «Guardami» si lascia scappare una bestemmia che Morganti sembra non captare, ma le immagini la evidenziano al punto che potrebbe essere attivata dal procuratore federale la prova tv che inevitabilmente porterebbe alla squalifica per tre giornate del granata, con un bell’addio alla finale di ritorno. È comunque il Toro a fare la partita, con un sinistro dal limite di Bianchi che Arcari devia in angolo, un colpo di testa alto di Loria al 20’, un tiro a lato di Barusso al 33’. E il Brescia? Le rondinelle si difendono per tutti i primi 45, con il tecnico Iachini che si sgola in panchina come un urlatore anni ’60, si ripete negli spogliatoi e nella ripresa è un altro Brescia quello in campo. Si calmano i bollenti ardori e i biancoazzurri crescono, alzano il baricentro, pressano come ossessi a centrocampo e i risultati si vedono. Al 2’ Possanzini perde l’attimo solo davanti a Morello che al 16’ dice no al gol che sembrava già fatto: Vass al limite serve Budel che s’inventa un sinistro piazzato proprio all’incrocio dei pali e Morello vola là dove osano le aquile per mandare in angolo.
Comico al 23’: ancora Vass dalla sinistra mette in mezzo e la premiata ditta bresciana Baiocco-Rispoli, soli davanti al portiere granata, si ostacolano, non realizzando quel gol che era più facile segnare che sbagliare. Ci prova Rubin al 23’; Arcari blocca un tiro di Gasbarroni e poi al 30’ manda in angolo un missile di Barusso sparato da oltre trenta metri. Finisce in bianco, un risultato che fa infuriare il Toro che un gol comunque l’aveva fatto. Col Brescia che torna a casa soddisfatto per lo scampato pericolo.

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