Leggi il settimanale

Torre via Stresa, tutti assolti. Rischio flop per i processi

Buona fede dei costruttori, fino al 2023 atti regolari. Sala: "Amarezza per vite rovinate, i pm fanno politica"

Torre via Stresa, tutti assolti. Rischio flop per i processi
00:00 00:00

C'è un risvolto politico e uno che riguarda l'immagine di tutta la filiera dei costruttori in questa prima sentenza di assoluzione di otto imputati tra costruttori, architetti e funzionari del Comune nel processo per il grattacieli di Torre Milano che lascia prevedere una serie a catena di assoluzioni nei processi-fotocopia di questo sul grattacielo di via Stresa. Ieri si è appreso che erano in buona fede i costruttori Carlo e Stefano Rusconi, gli architetti e i dirigenti del Comune coinvolti visto che solo le "pronunce più recenti della giurisprudenza penale, amministrativa e anche della Corte costituzionale hanno offerto diverse interpretazioni del concetto di ristrutturazione edilizia e dell'obbligo di piano attuativo per gli edifici impattanti". Il presidente del Tribunale Fabio Roia ha anticipato parte delle motivazioni con cui la giudice Paola Braggion ha assolto gli 8 imputati, perché "il fatto non costituisce reato", dalle accuse di lottizzazione abusiva e abusi edilizi.

"Siamo soddisfatti, ma... C'è anche tanta amarezza" la premessa del sindaco Beppe Sala. "L'ho detto qualche settimana fa e non posso che confermarlo: una parte della Procura ha dato un'impostazione politica al suo lavoro e questo credo che non vada bene, al di là del fatto che gli interessi immobiliari su Milano ne abbiano risentito. Personalmente ho due motivi di amarezza: aver visto colpito in questa fase persone che sono a me vicine e di cui sono certissimo dell'onestà, come l'ex assessore Tancredi e la violenza verbale usata dai pm nel sostenere le accuse". Per altri versi però "riconosco ai pm di lavorare in uno scenario di incertezza normativa".

A fargli eco la vicesindaco e assessore alla Urbanistica Anna Scavuzzo, che guarda avanti: "Il tema che questa vicenda ha portato alla luce, ovvero la necessità di regole urbanistiche chiare, efficaci e condivise, rimane aperto e urgente. Anzi, è esattamente il cuore del lavoro politico e di riforme di cui il nostro Paese ha bisogno come l'aria".

"Si smantella quel castello che era stato costruito e che evidentemente non ha un fondamento giuridico" chiosa il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Per il capogruppo di FdI in Comune Riccardo Tuppo "siamo arrivati fin qui a causa dell'arroganza di questa Giunta e di questa maggioranza. Le colpe politiche sono ben evidenti. La maggioranza di sinistra ha avuto sempre letture e visioni diverse e opposte su questo tema, motivo per il quale si è sempre preferito nascondere la testa sotto la sabbia. Questo tirare a campare non ha fatto bene alla città e tutt'ora sta rovinando Milano".

Oggi è il giorno zero, quello della ripartenza per l'urbanistica milanese secondo Assimpredil Ance: "Questo verdetto restituisce chiarezza e serenità sull'operato e sulla buonafede dei costruttori e di quanti hanno applicato le regole vigenti e consolidate a Milano negli anni scorsi, e rappresenta un nuovo punto di partenza dell'urbanistica milanese, affinché sia superata la paralisi che sta bloccando lo sviluppo di Milano".

Per Aspesi, l'associazione degli sviluppatori immobiliari "la decisione riconosce che il fatto contestato ovvero ricostruire su un sito abbandonato, per realizzare un edificio residenziale avvalendosi delle agevolazioni previste dalla normativa statale, regionale e comunale, non costituisce reato. Si crea così un importante precedente per il futuro". Tradotto per tutte le inchieste fotocopia che ne sono seguite.

"Milano non può permettersi di attendere le sentenze della Cassazione per

governare l'edilizia in città. Questo significherebbe tornare a paralizzare l'attività amministrativa e scoraggiare gli investimenti" fa notare il segretario di Unione artigiani della provincia di Milano Marco Accornero.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica