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Cronaca giudiziaria

Lavitola, investigatori a caccia del movente: l’ipotesi di significati nascosti dietro le sue dichiarazioni

Gli investigatori non sembrano convinti dalla versione dell’imprenditore e cercano una possibile seconda lettura dietro il movente dell’attentato. Intanto si valutano computer, messaggi e rapporti con Ranucci per ricostruire il quadro

Gli investigatori che stanno cercando di trovare tutti i pezzi del puzzle per completare il lavoro sull’attentato subito di Sigfrido Ranucci lo scorso ottobre 2025 non hanno creduto alla versione di Valter Lavitola, ora in carcere, che ha ammesso di essere il mandante dello stesso. L’attentato “per amore” è quasi un unicum nel panorama italiano e numerosi altri elementi in questa vicenda, secondo gli investigatori, devono essere ancora approfonditi del tutto. E, da quanto visto finora, difficilmente l’imprenditore potrà e vorrà essere d’aiuto. Ma gli investigatori hanno diverse possibilità per arrivare alla verità e, una di queste, consiste nell’analizzare il suo computer ma soprattutto, leggere tutti gli elementi già acquisiti e quelli che verranno prossimamente in controluce.

Anche perché, da quando Lavitola ha saputo di essere indagato, non ha lesinato parole e interviste prima di essere arrestato e non è escluso potesse esserci un secondo fine nelle sue dichiarazioni. E anche una volta dentro Regina Coeli, durante l’interrogatorio, pare che l’imprenditore abbia parlato molto ma, soprattutto, gli investigatori vogliono capire se possa esserci una seconda lettura dietro il poco plausibile motivo del desiderio che all’amico venisse implementata la scorta, se ci fossero dei messaggi nascosti che sarebbero dovuti arrivare a qualcuno. Questo movente, ancora tutto da verificare, andrebbe a depotenziare quello ipotizzato dal pm Edoardo De Santis, secondo il quale, invece l’attentato sarebbe parte del piano politico di Lavitola per Ranucci, che aveva il mirabolante obiettivo di portare il conduttore di Report a Palazzo Chigi con se stesso al suo fianco.

Ranucci, in tutto questo, resta vittima di un attentato e nei prossimi giorni potrebbe essere sentito come persona informata sui fatti per capire se avesse intuito, prima o dopo, i piani del suo grande amico, soprattutto alla luce dell’ormai noto sondaggio, che sarebbe dovuto essere il primo passo per candidare il conduttore di Report. Ranucci era dichiaratamente contrario al piano dell’amico, lo confermano anche persone che erano loro vicine in quel periodo, però la gip Iole Moricca evidenzia come fosse sempre più curioso nei confronti di quei progetti, come dimostra il contributo diretto di Ranucci allo stesso sondaggio.

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