Non facciamola troppo complicata, diciamo le cose come stanno: si ama e poi non si ama più. L'amore è una battaglia persa in partenza. A qualcuno resta nei muscoli la dignità di lasciarsi, gli altri, mollemente, si tradiscono. E quando ti capita di essere cornuta, sostanzialmente sei fottuta. È come aver voglia di annegare mentre in mare ci sono troppi jet-skies. Hai davanti porte chiuse ovunque. È un graffio che non lascia tregua né in pubblico né in privato. Ti squarcia in solitudine, ti addita nella moltitudine. Il dolore solitario, l'onta in mondovisione. Il peggio del peggio. L'unica cosa che puoi augurarti è che chi ti ha ingannata abbia almeno stile. Quasi mai è così. Chiariamoci: le corna le abbiamo tutti, per questo la differenza la fa il come. L'atleta di biathlon norvegese Sturla Laegreid, che dopo aver vinto un bronzo ha svelato in diretta un'infedeltà di tre mesi fa nei confronti della fidanzata, è un cretino. Ha il podio, non ha le palle. Ha confessato piagnucolando per dire alla sua donna quanto si sia pentito di averla ingannata e quanto, in realtà, lei sia importante per lui. Ma mentre sfogava lacrime e sensi di colpa, la rendeva ridicola e vulnerabile davanti alle telecamere di mezzo mondo. Imperdonabile. All'infuori di un pentolino di latte che trabocca dimenticato sul fuoco, non c'è granché sulla Terra di più triste di lui e della sua revisione tardiva. Pessimo due volte. Perché il tradimento è una deflorazione emotiva e consumarlo in pubblico è uno scempio. Dá sollievo solo a chi non lo merita e non ne ha bisogno, cioè al carnefice sentimentale. Meglio avrebbe fatto, l'omone biondo, a godersi la sua medaglia per il terzo posto nell'individuale sui 20 chilometri martedì ad Anterselva e tenere per sé ciò di cui non poteva essere fiero. Invece ha detto tra i singhiozzi che le ultime sono state "le settimane peggiori della (sua) vita" e che lo sport aveva preso "un posto in secondo piano in questi ultimi giorni". Evidentemente il secondo posto lo aveva riservato anche alla sua fidanzata, ma non c'era bisogno che chiunque lo sapesse.
Ha pensato che si trattasse della più imperdibile occasione per recuperare, della perfetta dichiarazione d'amore: la vittoria, il mea culpa, le telecamere, le lacrime. Ma resta sempre una dichiarazione d'amore al contrario di quelle che, dal podio, ti trascinano giù.