La sua chiesa era Santa Maria Segreta. Qui ogni giorno il giovanissimo Carlo Acutis andava a pregare e qui sono stati celebrati i suoi funerali, quando appena quindicenne è volato in cielo: il suo cuore aveva smesso di battere giovedì 12 Ottobre 2006 alle 6.45 del mattino, dopo che il ragazzo era entrato in coma per un’emorragia cerebrale scatenata da una leucemia fulminante. Nato a Londra per una trasferta di lavoro del padre, è Milano la città in cui è cresciuto, anche se la sua casa d’elezione è stata Assisi, dove il suo corpo riposa. A Milano Carlo ha frequentato l’asilo comunale di Parco Pagani, poi elementari e medie al San Carlo e al Tommaseo delle suore Marcelline. Ultima tappa della sua vita terrena il liceo classico dai padri gesuiti del Leone XIII.
Milano, insieme con Assisi, ha ospitato le riprese del film tv Mediaset «Il mio nome è Carlo», diretto da Giacomo Campiotti, che andrà in onda domenica 27 settembre su Canale 5. Protagonisti sono Samuele Carrino, nel ruolo di Carlo quindicenne, e Lucia Mascino, che interpreta la madre Antonia Salzano, una delle prime miracolate: è stata la testimonianza del figlio ad avvicinarla più profondamente alla fede.
Il film tv, scritto da Campiotti con Carlo Mazzotta, racconta in 100 minuti «la vita intensa e luminosa di un ragazzo capace di coniugare fede e tecnologia, amicizia e carità». Tre i momenti fondamentali della vita di Carlo raccontati: bambino di sei anni, già straordinariamente appassionato di Gesù, poi ancora undicenne e infine quindicenne al suo primo anno di liceo. Una delle sue frasi più famose è «l’Eucaristia è la mia autostrada per il cielo»: Carlo aveva anche realizzato una mostra sui miracoli eucaristici.
Proclamato santo il 7 settembre 2025, un anno fa, definito santo dei Millennials o santo con le Nike, è già oggetto di devozione di tantissime persone, come hanno dimostrato la solenne celebrazione della sua canonizzazione in Piazza San Pietro, presieduta da Papa Leone, e la sfilata di fedeli che ogni giorno va ad Assisi sulle sue tracce: i pellegrini arrivano dalla Cina al Giappone, dagli Stati Uniti all’America Latina.
