San Carlo Acutis ha fatto un altro miracolo. Arrivare al cuore dei telespettatori. E non è irrispettoso accostare gli ascolti televisivi a una dimensione spirituale. Perché la diffusione della parola di Dio e del messaggio cristiano di amore era una delle missioni che il giovane santo aveva portato avanti con tutte le forze nella sua breve vita. Insomma, 4.269.000 spettatori con uno share che ha sfiorato il trenta per cento (29,6 per la precisione) è un grande risultato per il film tv Il mio nome è Carlo andato in onda domenica sera su Canale 5 e dedicato alla vita del santo Millenial, del ragazzino che con la testimonianza terrena e sovrannaturale ha riavvicinato milioni di persone alla Chiesa. E un boom Auditel di queste dimensioni non solo mostra quanto bisogno ci sia di spiritualità, ma soprattutto quanta ce ne sia tra i giovani. Tanto che il risultato è eccezionale tra il pubblico della fascia d’età 15/34 anni: 32.6% di share. Un successo che non solo dà lustro a Mediaset, per un progetto voluto fortemente dall’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi, ma che si inserisce tra i programmi più visti degli ultimi anni.
Certo, le serie sui santi hanno avuto sempre grande attenzione da parte del pubblico italiano (basti pensare al record di Padre Pio che su Canale 5 nel 2000 raggiunse 12 milioni e mezzo di persone o a Chiara e Francesco con quasi 8 milioni su Rai 1), ma non era così scontato che ne avesse anche una fiction dedicata alla vita di un ragazzo dei nostri tempi, morto di leucemia fulminante a soli 15 anni, santificato con il riconoscimento dei miracoli avvenuti dopo la morte.
Naturale la soddisfazione dei vertici di Cologno Monzese. «Sono davvero felice per il successo de Il mio nome è Carlo - ha detto l’ad Mediaset Berlusconi - È un prodotto di cui siamo orgogliosi, fatto con sensibilità, talento e passione. Ed è proprio questa la strada che personalmente sento più giusta e che vogliamo continuare a percorrere. Oggi più che mai servono storie umane, profonde e valoriali. Storie che fanno bene. Complimenti a tutti i professionisti che hanno lavorato per creare questo bellissimo prodotto. E un grazie di cuore alla signora Antonia Salzano Acutis, la mamma di San Carlo».
Aggiunge Giampaolo Letta, vicedirettore generale fiction e cinema di Mediaset: «Da anni Pier Silvio ci chiede di seguire questa strada, fatta di racconti ad alto valore umano. Oggi più che mai siamo tutti convinti che sia la scelta giusta e ci impegneremo per continuare a percorrerla».
In onda nei giorni in cui ricorrono i vent’anni dalla morte (ottobre 2006) e a un anno dalla canonizzazione, il film diretto da Giacomo Campiotti (che si può rivedere su Infinity), racconta la storia di un ragazzo che fin da bambino risponde alla chiamata della fede e cerca di mettere in pratica gli insegnamenti cristiani con il proprio vicino, il compagno di scuola, il barbone sotto casa, la famiglia. Un ragazzo del nostro secolo che usava il web per diffondere la parola di Gesù. Nel ruolo del santo all’età di 6 e 11 anni due bravissimi bambini, Nicolò Caruz Jaramillo e Edoardo Vitalone, mentre gli dà il volto da adolescente l’altrettanto bravo Samuele Carrino. Nei panni della mamma di Carlo, che sta dedicando la vita alla diffusione dell’opera e del messaggio del figlio, è Lucia Mascino. Co-prodotto da RTI e Movie Magic International, il film è girato nei luoghi milanesi dove Acutis è vissuto, tra cui la chiesa di Santa Maria Segreta in pieno centro, dove è conservata anche una sua reliquia e che è meta di pellegrinaggio di migliaia di giovani.
