Dunque, per ora, niente Aventino. Gli infuriati giornalisti di Report che avevano minacciato la fuoriuscita in blocco dalla redazione, ieri sono arrivati a più miti consigli, sopratutto dopo aver ottenuto il passo indietro di Giulia Presutti che ha rinunciato alla conduzione, come avevano richiesto. L’incontro assembleare con il direttore Approfondimenti Paolo Corsini era finito in maniera interlocutoria, e non con le barricate come pareva fino ai momenti precedenti e le due parti si rivedranno a breve. Si è aperto un «canale di comunicazione con l’azienda», ha spiegato il giornalista Danilo Procaccianti in rappresentanza dei colleghi al termine dell’incontro con l’azienda. «L’interesse di tutti è andare in onda dall’8 novembre con la consueta autonomia e indipendenza», ha aggiunto il giornalista.
Intanto, comunque, continuano le guerre: l’ultima intorno a Giulia Innocenzi, capofila della protesta: l’Unirai (nuovo sindacato interno Rai vicino all’area di centro destra) ricorda che non è neppure una giornalista iscritta all’albo, la redazione la difende a spada tratta.
L’Unirai afferma che il sindacato è intervenuto per stigmatizzare le parole offensive rivolte da Ranucci a Giulia Presutti «che - lo ricordiamo è vicedirettore e quindi un dirigente, alla collega, sua collaboratrice e, quindi, soggetto debole». Unirai invita Ranucci «a controllare i curricula di tutti i suoi collaboratori, che ha scelto personalmente per Report». «Non risulta, infatti prosegue la sigla sindacale che Giulia Innocenzi sia iscritta all’albo dei giornalisti nell’elenco dei professionisti, né in quello dei pubblicisti. Essere giornalista professionista è per esempio condizione indispensabile per partecipare ai concorsi Rai e per essere assunti. Come mai Ranucci ha affidato a una collega non professionista importanti inchieste?». Rispondono i colleghi inviati di Report, senza entrare nel merito se sia o meno giornalista professionista: «Giulia Innocenzi è una delle migliori giornaliste italiane che ha dimostrato negli anni il suo coraggio, firmato tanti scoop... e nel 2024 ha realizzato il documentario Food for profit (per cui è stata anche molto criticata) che ha ricevuto numerosi premi internazionali... chi la critica dovrebbe farsi un esame di coscienza».
