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La7, Mentana medita l’addio: “Basta sceneggiate napoletane”. Le condizioni a Cairo

Il direttore del Tg La7 contro la linea editoriale a senso unico della rete: “O cambia o penso che posso pure fare altro”

Enrico Mentana: "Il Quirinale ora spetta al centrodestra"

Enrico Mentana è in procinto di lasciare La7? Il direttore del telegiornale della tivù di Urbano Cairo, parlando sempre dal palco di Una Montagna di Libri, il festival letterario di Cortina d’Ampezzo, sembra aver voluto dare un ultimatum al suo editore.

“A me non fa piacere stare in una situazione in cui parlano soltanto quelli di una parte, non ci sono quelli dell’altra e quando ci sono quelli dell’altra sembrano sceneggiate napoletane”, ha detto Mentana lasciando trasparire l’eventualità di un addio, peraltro già annunciato. “L’ho già detto più volte, ed è lo stesso motivo che ho utilizzato con estrema franchezza nel parlare con voi”, è la premessa che rivolge al pubblico. Mentana, che già nei mesi scorsi aveva platealmente ammesso che La7 era diventata la rete anti-Meloni per eccellenza, ora rincara la dose. Il direttore, noto per le sue maratone elettorali, riferendosi evidentemente ad alcuni talk-show de La7, parla proprio di “sceneggiate napoletane” dove “a un certo punto si può dire: vai avanti ‘Bocchino’, perché gli altri sono tutti d’accordo”. E poi precisa: “E arriva il guastafeste che però viene rintuzzato”. Mentana, a conclusione del suo ragionamento, mette sul piatto due possibilità “o su La7 ci si apre alla possibilità di fare qualcosa che possa essere vista da tutti, o penso che potrò fare altro nella vita, essendo ancora giovane”.

E, in effetti, secondo i rumors giornalistici, a Mentana non mancano certamente le offerte. Il primo agosto, interpellato dal quotidiano Il Foglio sul suo futuro come direttore editoriale di Repubblica o come direttore del TgCom di Mediaset, aveva detto: “Non andrò. Sono una persona che sta in un posto per volta ed è l’unica clausola (di non concorrenza) che ho con me stesso. Mi è accaduto con la Rai, e con Canale 5. Accadrà ancora”. E, rispetto al suo rapporto con La7, aveva detto: “Onorerò il contratto, come mi è stato chiesto, pregato di fare, personalmente, da Urbano Cairo, fino alla fine di dicembre. La fine del mio contratto. Dopo che ho finito, deciderò”. Ora la stoccata che arriva da Cortina D’Ampezzo potrebbe cambiare lo scenario anche perché si tratta del secondo ‘affondo’ dopo l’avvertimento lanciato a inizio mese dal Festival di Dogliani quando disse: “La 7 è la nuova Rai3, è la tele anti Meloni. Non vedo più programmi dove tutti si sentano a casa. Tutti i programmi ormai hanno uno che sembra in poltrona e l’altro sui carboni ardenti”.

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