Quella del 2026 degli Emmy Awards, è stata un’edizione all’insegna dei record e delle conferme. La 78ª cerimonia, condotta da Mariska Hargitay al Peacock Theater di Los Angeles, ha premiato The Pitt come miglior serie drammatica e Widow’s Bay come miglior commedia. Ma a dominare la serata sono stati soprattutto Matthew Rhys, Jean Smart e Rhea Seehorn.
Widow’s Bay è la grande vincitrice
La commedia horror di Apple TV ha conquistato il premio più importante della categoria comedy e altri cinque riconoscimenti nella serata principale. Sommando gli otto Emmy già ottenuti ai Creative Arts Awards, Widow’s Bay arriva a 14 statuette, diventando la commedia più premiata in una singola stagione nella storia degli Emmy e superando il precedente record di The Studio, fermo a 13. Oltre alla vittoria come miglior serie, la produzione ha premiato Matthew Rhys come miglior attore protagonista, Kate O’Flynn come miglior attrice non protagonista, Stephen Root come miglior attore non protagonista, Katie Dippold per la sceneggiatura e Hiro Murai per la regia.
Matthew Rhys fa la doppietta e scrive la storia
La serata è diventata storica per Matthew Rhys, vincitore di due Emmy da protagonista nella stessa edizione: quello comedy per Widow’s Bay e quello come miglior attore in una serie limitata o film televisivo per The Beast in Me. “Grazie per aver corso questo rischio, grazie a chi ha scommesso su di me. Eccomi qui, ancora una volta”, ha detto l’attore, prima di ringraziare i genitori, la sorella e il Galles: “Grazie al Galles, una piccola ma grande nazione”. Rhys aveva già vinto nel 2018 per The Americans: con i due nuovi riconoscimenti è il primo interprete ad aver conquistato Emmy da protagonista nelle categorie drama, comedy e limited series/movie.
The Pitt vince ancora
Secondo Emmy consecutivo come miglior serie drammatica per The Pitt, il medical drama di HBO Max ambientato nel pronto soccorso di un ospedale di Pittsburgh. Anche Noah Wyle ha replicato la vittoria come miglior attore protagonista. “È davvero tantissimo, forse fin troppo per me”, ha detto Wyle, che ha poi ringraziato gli altri candidati: “Siete tutti pazzeschi. Gary Oldman, tu sei il benchmark di tutti gli attori della mia generazione”. L’attore ha ricordato anche il sogno di una vita: “Sono cresciuto a Los Angeles, tra televisione e cinema, e ho sempre voluto fare l’attore. Questo è il club di cui ho sempre desiderato far parte”.
Jean Smart, quinto Emmy consecutivo per Hacks
Un altro record porta il nome di Jean Smart. L’attrice ha vinto per la quinta volta consecutiva come miglior attrice comedy per Hacks, diventando la prima donna a conquistare un Emmy come protagonista in ogni stagione di una stessa serie. Con il nuovo premio arriva a otto Emmy come interprete, affiancando Cloris Leachman, Julia Louis-Dreyfus e Allison Janney. La vittoria chiude il percorso di Hacks, arrivata alla sua quinta e ultima stagione con il record di 24 nomination nella categoria comedy.
Rhea Seehorn finalmente premiata per Pluribus
Rhea Seehorn ha conquistato il premio come miglior attrice protagonista in una serie drammatica per Pluribus, la produzione di Vince Gilligan. L’attrice interpreta Carol Sturka, una scrittrice che si ritrova in un mondo in cui una misteriosa condizione ha reso l’umanità collettivamente felice. Gilligan ha portato a casa anche l’Emmy per la sceneggiatura drama. Gli altri principali premi della categoria sono andati a Tom Pelphrey per Task, miglior attore non protagonista, Allison Janney per The Diplomat, miglior attrice non protagonista, e Saul Metzstein per Slow Horses, miglior regia.
DTF St. Louis trionfa tra le miniserie
A DTF St. Louis è andato il premio come miglior miniserie. La produzione HBO ha conquistato anche i premi per gli interpreti non protagonisti, David Harbour e Linda Cardellini, e quelli per sceneggiatura e regia a Steven Conrad. Oltre al premio di Rhys per The Beast in Me, la categoria ha premiato Sally Field come miglior attrice protagonista per Remarkably Bright Creatures. L’attrice è diventata la vincitrice più anziana nella storia della categoria.
Reality e premi agli interpreti non protagonisti
Tra gli altri riconoscimenti principali, The Traitors ha vinto per il terzo anno consecutivo come miglior reality competitivo. Alan Cumming, ritirando il premio, ha invitato gli americani a registrarsi per votare alle prossime elezioni. The Late Show with Stephen Colbert ha conquistato per il secondo anno consecutivo il premio come miglior programma di varietà, vincendo anche per la sceneggiatura. South Park è stato premiato come miglior programma animato, The Muppet Show come miglior speciale di varietà registrato e l’Halftime Show di Bad Bunny al Super Bowl come miglior speciale di varietà dal vivo. Tra gli interpreti ospiti hanno vinto Shailene Woodley per The Pitt e, postumo, Rob Reiner per The Bear.
Mariska Hargitay protagonista anche fuori dal palco
A condurre la cerimonia è stata Mariska Hargitay, protagonista di Law & Order: SVU e prima donna a guidare gli Emmy dopo 15 anni. Per lei è stata una serata particolarmente personale: My Mom Jayne, il documentario dedicato alla madre Jayne Mansfield, aveva già conquistato due Emmy ai Creative Arts Awards, per il miglior speciale documentario e per la regia.
Michael J. Fox, il momento più emozionante
Uno dei momenti più toccanti è stato il conferimento a Michael J. Fox del Bob Hope Humanitarian Award, per il suo impegno attraverso la fondazione dedicata alla ricerca sul Parkinson. Ricordando Bob Hope, Fox ha detto: “Ho imparato da lui che, quando le cose si fanno difficili, bisogna sempre dare una mano”. Parlando della propria diagnosi ha aggiunto: “All’inizio ho tenuto nascosta la mia diagnosi, per timore delle ripercussioni sul mio lavoro e sul mio pubblico, ma poi sono rimasto colpito dal vostro supporto”.
Dolly Parton, Charlie’s Angels e la nostalgia
La cerimonia ha ricordato la scomparsa di Dolly Parton, con un omaggio musicale di Reba McEntire. Sally Field ha detto: “Aveva un senso dell’umorismo piuttosto audace e piccante, ma ha svolto un’opera umanitaria che ha fatto la differenza nella vita di tante persone”. Il segmento In Memoriam ha ricordato gli artisti scomparsi, mentre sul palco è tornato anche il cast originale di Charlie’s Angels, Kate Jackson, Jaclyn Smith e Cheryl Ladd, per celebrare i 50 anni della serie. La 78ª edizione degli Emmy si chiude così con tre grandi immagini: i 14 Emmy di Widow’s Bay, il secondo trionfo consecutivo di The Pitt e la doppia vittoria storica di Matthew Rhys. In mezzo, il quinto Emmy consecutivo di Jean Smart e la consacrazione di Rhea Seehorn hanno completato una serata costruita soprattutto su record e conferme.
