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Report riparte senza parlare del suo ex capo

Il programma riprende scansando il tema dell’amicizia Ranucci-Lavitola

Nella bufera L'ex conduttore di Report, Sigfrido Ranucci

A precisa domanda, posta in conferenza stampa, se i giornalisti, inviati, famosi inchiestisti di «Report» si fossero mai accorti dei rapporti tra il loro «comandante» Sigfrido Ranucci e il faccendiere Valter Lavitola, la risposta è stata: «Non è mai venuto in redazione, non aveva rapporti con noi». Eh ci mancherebbe Uno pensa. Ma nessuno, si prova a rilanciare, ha mai sospettato che l’inventore della «bomba d’amore» potesse influenzare le inchieste e i reportage decisi dal suo «caro amico»? Risposta di Daniele Autieri, autore dei servizi in questione: «Quando Lavitola ha provato a farci credere che i mandanti della bomba si dovevano cercare nell’ambito dell’inchiesta sui cantieri navali Vittoria di Adria abbiamo smontato le sue tesi, e tutto questo è avvenuto quando Report era ancora sotto la conduzione di Ranucci». Cavoli, neppure Sherlock Holmes sarebbe riuscito a risolvere cotanto enigma

Insomma, i colleghi di Report ricompattati dopo il turbinio estivo che li ha visti divisi sulle strade da prendere a seguito della rimozione di Ranucci, si ripresentano da domenica al pubblico di Raitre con il fardello di ridare credibilità al programma. Peccato che, nonostante i proclami di imparzialità, correttezza e autorevolezza, nella prima puntata evitino di affrontare la questione più importante: l’amicizia tra l’ex conduttore e colui con cui andava a mangiare gli spaghetti alle vongole. «Ne parleremo quando ci saranno delle novità», spiega la conduttrice Claudia Di Pasquale che guiderà la trasmissione insieme a Daniele Piervincenzi. Una scelta furba: il primo servizio si concentrerà solo su come Lavitola abbia cercato di depistare le indagini sulla bomba messa da lui stesso.

Altra domanda: possibile che nessuno in tanti anni in redazione si sia mai posto un problema rispetto al tumultuoso valzer femminile intorno a Ranucci (raccontato da se medesimo nei suoi libri salvo poi bollarlo come cose romanzate)? Risposta della Di Pasquale, 15 anni da inviata: «Ovviamente io sono contro una visione maschilista del rapporto tra uomo e donna». E beh. Dunque, allora, c’è o non c’è un prima e un dopo Ranucci?

In conferenza nessuno sconfessa apertamente il metodo Sigfrido, ma più volte si sottolinea che si riparte con un programma «riformulato», con una conduzione doppia, una redistribuzione degli incarichi di gestione tra i capi-redattori Bernardo Iovene e Giulio Valesini e la creazione di un «read team», fact-checking sulle inchieste degli stessi colleghi. Se non è sconfessione questa...

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