Fausto Cabra è un attore, bresciano, classe 1979, diplomato al Piccolo Teatro. Sarà merito suo se chi non conosce, ancora, Danilo Dolci, potrà scoprire una persona che ha dedicato tutta la vita agli altri, agendo in modo concreto e fattuale, mai solo teorico. Partiva da se stesso, dai suoi sforzi e il suo amore verso il prossimo, per migliorare la condizione di povertà assoluta e mancanza di riferimenti di molte, troppe persone nell'Italia del Secondo Dopoguerra. Al Teatro Franco Parenti fino al 28 giugno è in scena "Danilo Doci- La domanda che non si spegne", di Fausto Cabra con la consulenza artistica di Lorenzo Vitalone e l'accompagnamento sonoro e musicale di Mimosa Campironi, per una produzione del Parenti.
"Questo spettacolo nasce dalla mia ignoranza -spiega Cabra-, non sapevo chi fosse Dolci". Lo ha scoperto per caso, ne è rimasto profondamente colpito e ha deciso di raccontare questa personalità luminosa in uno spettacolo. "Può essere d'esempio per molti giovani". Spettacolo che parte dalle parole che Dolci stesso scriveva, poesie e pensieri: si entra direttamente nella sua intimità più coraggiosa e dedita al prossimo, che nulla ha di nascosto o timoroso. Una lettura di pensieri formulati e scritti da Dolci, ma non solo: i testi che Cabra riporta vengono anche proiettati, nella loro versione originale stampata, e condivisi con il pubblico.
Esistono dei movimenti scenici sul palco, e l'accompagnamento musicale, vocale e sonoro della Campironi crea un'atmosfera ancora più sospesa e originale in cui far emergere le parole e i concetti che Dolci regalava agli altri con la sua stessa vita. Ogni suo risultato è partito dal suo personale sforzo: dalla fognatura costruita in Sicilia dopo che si è sdraiato accanto a un bimbo morente e ha annunciato lo sciopero della fame, scandalizzato che nell'Italia degli anni '50 ancora si potesse morire per denutrizione e povertà. Dallo "sciopero alla rovescia" organizzato sempre in Sicilia nel '56: porta un gruppo di operai disoccupati a lavorare un tratto di strada come forma di protesta contro la disoccupazione. Verrà per questo arrestato e farà 50 giorni di carcere.
Sua anche l'intuizione di quanto la comunicazione influisca nel convincere le persone a sposare un'idea: nel 1970 Dolci apre la prima radio italiana indipendente, Radio Partinico Libera. Inizia le sue trasmissioni lanciando un appello: a più di due anni dal tremendo sisma che aveva devastato la Sicilia occidentale non erano ancora iniziati i lavori di ripristino, e la gente viveva nelle baracche.
Nella recitazione chiara e partecipe di Cabra arriva al pubblico tutta la straordinarietà di questa singola persona, che a partire da se stessa e con il suo esempio ha inciso profondamente nella Sicilia e l'Italia di quel tempo.