Valeria, la creatività che sceglie di stare a Genova

Fuga dei cervelli, quote rosa, giovani bamboccioni, declino della città, distanze tra cultura, arte e società. C'è un luogo, a Genova, dove è possibile sfatare tutti questi luoghi comuni. Lo si può raggiungere scendendo via San Lorenzo verso il Porto Antico e imboccando uno degli ultimi vicoli sulla sinistra, Canneto il Curto, per poi percorrerlo fino in fondo a piazzetta Barisone. In questa mezzaluna racchiusa nei carruggi e spesso dimenticata, tra invitanti pasticcerie e trattorie caratteristiche, fa la differenza, dall'ottobre del 2008, la più originale Galleria della Lanterna, la Dac, che sta per De Simoni Arte Contemporanea.
Entrare in questo antico fondo medievale, recuperato e restaurato dall'artefice dell'impresa che viene raccontata in queste righe, significa rimanere subito rapiti, prima ancora che da un'estasi artistica per pochi eletti, da un senso di accoglienza e familiarità trasmesso al visitatore dalle avvolgenti volte a botte, dai soffitti bassi, e ancor più dal sorriso luminoso e dallo straordinario garbo della giovanissima titolare. Valeria De Simoni - scevra da odiose barriere radical chic frequenti nel settore - accoglie i suoi ospiti facendoli accomodare su sedie comperate al mercatino dell'usato della vicina parrocchia di San Giuseppe, ritinteggiate di fucsia, il colore preferito in casa Dac.
Cresciuta alla scuola del noto critico d'arte torinese Luca Beatrice, dopo diversi anni di solida e utile gavetta sotto la Mole antonelliana, Valeria ha deciso di compiere un salto, scommettendo sulla sua passione e insieme sul ritorno alla città d'origine. Scelta suggellata in modo felice con la partecipazione a importanti manifestazioni, come «Matilde di Canossa-Festival dell'eccellenza al femminile» nel novembre dello scorso anno. Un percorso inverso rispetto alla tendenza dominante, che l'ha riportata ad abbracciare la sua Genova. È qui che, accingendosi a cercare quanto di più suggestivo poteva ancora offrire l'amato e tormentato centro storico, si è imbattuta in questo antro di cui ha deciso di rilevare le mura, sottraendolo all'oblio del tempo e dello spazio, grazie anche agli incentivi messi a disposizione dalla Regione Liguria per l'imprenditoria femminile. «Per dirla con “L'eleganza del riccio”, un romanzo che mi ha colpito molto e in un passaggio ben esprime il concetto della bellezza e dell'incanto immediato, noi godiamo di ciò che non abbiamo dovuto bramare e amiamo ciò che non è stato necessario desiderare. Così sono rimasta conquistata al primo colpo da questo fondo, che è stato utilizzato prima di me dall'artista americano Forest Spears. Anni fa aveva ospitato addirittura un'officina meccanica per auto e moto, di cui ho voluto conservare un paranco, come traccia della storia del luogo», ama ricordare Valeria. Traccia alla quale se ne aggiungono altre ben più antiche, come le vasche di origine medievale in ardesia e con rubinetti d'ottone, i tradizionali trogoli. Non manca nulla, insomma, per mettere a suo agio e al tempo stesso incuriosire l'avventore, che può sedersi inoltre su comode sedie d'antiquariato e consultare libri d'epoca in un apposito angolo lettura, piacevole nota retrò tra un'esposizione pop e l'altra. Due, per la precisione, in questo momento, visitabili fino al 30 gennaio, riunite nella rassegna «Mean Shadow of a God», che presenta al pubblico italiano le opere dello scultore tedesco Christian Heilig e della pittrice, connazionale, Esther Horn. Oltre a loro, hanno già esposto presso la Dac, fra gli altri, gli artisti Daniela Carati, Silvia Noferi (vincitrice del Premio Pitti Immagine Photo Award 2009), Silvia Chiarini, Paul Pretzer, Ina Bierstedt. Prossimi appuntamenti, venerdì 29 gennaio alle 18.30, degustazione di vini in galleria, serata benefica organizzata in collaborazione con l'American International Women's Club of Genoa, il cui incasso sarà devoluto in favore di F.a.w.c.o Heart Pillow Project per la lotta contro i tumori al seno e, dal 20 febbraio, nuova esposizione con le opere del disegnatore di manga e veejay giapponese Icon Tada. Per ulteriori informazioni, si rimanda al sito www.galleriadac.com.
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