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Il Papa alla Sagrada Familia: "Non possiamo credere in Gesù e fare guerre. Ricordiamo Gaudì e quelli che con l'arte evangelizzano"

La celebrazione è avvenuta nel centenario dalla morte dell’architetto Antoni Gaudì dichiarato ‘venerabile’ ad aprile 2025

Il Papa alla Sagrada Familia: "Non possiamo credere in Gesù e fare guerre. Ricordiamo Gaudì e quelli che con l'arte evangelizzano"
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Papa Leone stasera benedirà la nuova Torre di Gesù Cristo che - con la sua altezza di 172 metri - rende la Sagrada Familia la chiesa più alta al mondo.

Giorni prima dell’arrivo del Pontefice, in Catalogna è esplosa pure una polemica; le critiche sono nate dopo la pubblicazione del messale della celebrazione del Papa nel quale la formula per la benedizione della croce della Torre di Gesù compare in spagnolo. Gli ambienti nazionalisti catalani sono insorti.

Il Papa, ricordiamo Gaudì e tutti quelli che con l'arte evangelizzano

"Come architetto ardente di fede, il venerabile Antoni Gaudì pensò questi spazi volendo raccontare i misteri della vita del Signore: in tal modo ci ha proposto un pellegrinaggio spirituale, che porta all'incontro con Cristo nato, morto e risorto per noi. Insieme a Gaudì, commemorando il centenario della sua morte, ricordiamo e ringraziamo questa sera tutti i promotori e i benefattori, gli artisti e le maestranze che cooperano a edificare un capolavoro architettonico che è anche un eloquente catechesi fatta di pietre, di colori e di luce". E' l'atteso omaggio di papa Leone a Gaudì pronunciando l'omelia nella messa di inaugurazione della Torre di Gesù Cristo alla Sagrada Familia. "In questo tempio d'immagini - prosegue Leone - appare ancor più evidente come l'arte e la bellezza siano eminenti canali di evangelizzazione".

Papa: Sagrada Familia chiesa più alta al mondo per guidare popolo di Dio

"Cari fratelli e sorelle, la bellezza di questo tempio ci sproni ad imparare sempre più" a "vivere secondo il Vangelo", "mentre alziamo lo sguardo a lui, il Crocifisso Risorto, impegniamoci a sollevare il viso di chi è nella polvere. E dimostriamo così che la Sagrada Familia è la chiesa più alta del mondo non per primeggiare in classifiche mondane, ma per guidare i passi del popolo di Dio pellegrino in questa terra di Catalogna, con la croce che illumina il cammino". Lo ha detto Papa Leone XIV nella messa celebrata alla Sagrada Familia, nel centenario della morte di Antoni Gaudì.

Papa, croce in cima Sagrada Familia è quella degli ultimi che diventano primi

"Questa sera ricordiamo che la Croce di Cristo, posta in cima" alla Sagrada Familia, "è la Croce degli ultimi che diventano primi, dei peccatori che diventano santi, dei morti che risorgeranno". Lo ha detto Papa Leone XIV nella messa celebrata alla Sagrada Familia, nel centenario della morte di Antoni Gaudì. "Ammirando la torre di Gesù Cristo, alziamo a lui lo sguardo, a lui che solo ci svela la verità di Dio e la verità di noi stessi. Guardando a Cristo possiamo vedere il mondo con occhi rinnovati: la torre della Croce diventa allora vessillo di carità, perché Dio ci ama così, trasformando uno strumento di morte in segno di speranza", ha detto il Papa, "questa Croce brilla di giorno, riflettendo la luce del sole, e brilla di notte, illuminando la città come faro aperto sul Mediterraneo".

Papa, non possiamo credere in Gesù e fare la guerra, uccidere l’innocente

"Carissimi, non possiamo credere in Gesù e fare guerra. Non possiamo credere in Gesù e uccidere l'innocente. Non possiamo credere in Gesù e abbandonare chi soffre, chi piange, chi fugge dalla miseria". Lo ha detto Papa Leone XIV nell'omelia della messa celebrata alla Sagrada Familia, nel centenario della morte di Antoni Gaudì.

Il Papa, la Sagrada Familia è ancora un cantiere ma non un'opera incompiuta

"Molto più di un monumento, la Basilica della Sacra Famiglia è ancora oggi un cantiere, che ci ricorda come la vita cristiana sia sempre un cammino, perché si tratta di un progetto, che Dio porta a compimento. Non abitiamo dunque un'opera incompiuta, ma un tempio ancora in costruzione. La sua imperfezione non è un difetto, perché attesta un desiderio, non significa una mancanza, ma esprime una promessa, che vogliamo onorare con coerenza". Lo dice papa Leone nella messa per l'inaugurazione della Torre di Gesù alla Sagrada Familia. Leone ha celebrato la messa in parte in spagnolo e in parte in catalano. "La torre della Croce - aggiunge - diventa allora vessillo di carità, perché Dio ci ama così, trasformando uno strumento di morte in segno di speranza. Nella Croce di Gesù la nostra fede raggiunge il vertice, come professa l'iscrizione che è posta alla base della guglia: 'Tu solus Sanctus, Tu solus Dominus, tu solus Altissimus'. Questa Croce brilla di giorno, riflettendo la luce del sole, e brilla di notte, illuminando la città come faro aperto sul Mediterraneo". "La bellezza di questo tempio - aggiunge - ci sproni ad imparare sempre più l'arte di vivere secondo il Vangelo. Mentre alziamo lo sguardo a Lui, impegniamoci a sollevare il viso di chi è nella polvere. E dimostriamo così che la Sacra Famiglia è la chiesa più alta del mondo non per primeggiare in classifiche mondane, ma per guidare i passi del popolo di Dio pellegrino in questa terra di Catalogna, con la croce che illumina il cammino".

Papa accolto dal Re di Spagna alla Sagrada Familia

Il Papa è arrivato alla Sagrada Familia. Al suo arrivo e’ accolto dal Re di Spagna, Felipe VI, arrivato da Madrid con la regina consorte Letizia. In basilica anche il premier Pedro Sanchez. Prima di recarsi in sagrestia, Leone XIV visitera’ la cripta e la tomba di Antoni Gaudì nel centenario dalla morte. Quindi presiederà la messa. Successivamente, il Pontefice raggiungera l’esterno della Basilica per l’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo e per la benedizione dei fedeli. Quindi il Papa assiste a uno spettacolo di luci e fuochi d’artificio e, prima di congedarsi dal Re di Spagna, svelerà una targa commemorativa.

Papa prega davanti tomba Gaudì in centenario morte

Papa Leone XIV ha visitato la cripta della Sagrada Familia e ha pregato davanti alla tomba di Antoni Gaudí quando ricorre il centenario della morte del grande architetto catalano, dichiarato venerabile da Papa Francesco nel 2025.

Bagno di folla per il Papa in auto scoperta verso la Sagrada Familia

Papa Leone XIV in papamobile sta raggiungendo la basilica della Sagrada Família a Barcellona dice presiederà’ la messa e la benedizione della Torre di Gesù Cristo.

Papa saluta fedeli fuori San Agustí, mi sento a casa

Papa Leone XIV ha lasciato a piedi la chiesa di San Agustí, che si trova nel quartiere multietnico del Raval, a Barcellona, e ha salutato i fedeli che si erano raccolti fuori per vederlo. "Qui davvero mi sento a casa, grazie per tutto quello che voi rappresentate", ha detto il Pontefice incontrando le realtà di carità e assistenza diocesane nella parrocchia. Prevost ha ricordato di essersi già recato a San Agustí nel 1984, mentre viaggiava da Roma a Leon, ma ha detto di averla trovata chiusa. "Oggi è aperta e quanto è bello incontrare una Chiesa con la comunità di agostiniani" e "con tante persone che trovano qui accoglienza e integrazione", ha detto Leone XIV.

Sanchez arrivato a Sagrada Famila con la moglie per messa Papa

Il premier spagnolo Pedro Sanchez è appena arrivato alla Sagrada Famila a Barcellona per assistere alla messa solenne che officerà Papa Leone XIV nel centenario della morte di Antoni Gaudì e all'inagurazione e benedizione della Torre di Gesù Cristo, punto più alto del tempio espiatorio. Il leader socialista è accompagnato dalla moglie Begoña Gómez, attualmente sotto indagine per presunti reati di corruzione e traffico di influenze. Gómez è stata chiamata a comparire nuovamente davanti al giudice istruttore lunedì 15 giugno.

Quella di stasera sarà la prima messa a cui Sanchez parteciperà da premier. Il leader socialista, che si è definito ateo e che è noto per aver prestato giuramento come presidente del governo senza Bibbia né crocifisso, ha trovato una convergenza con Papa Leone XIV in tema di sforzi per la pace, intelligenza artificiale e migranti.

Papa, chi è cristiano ama senza interesse, il Signore è in chi soffre

“Il cristiano, oltre a essere gentile e amabile, deve essere compassionevole, amare senza interesse e cercare il bene degli altri, sapendo che in ogni fratello e sorella che soffre è lo stesso Signore a chiedere e ricevere, a essere accolto o rifiutato, amato o disprezzato”. Lo ha evidenziato il Papa parlando con le realtà caritative di Barcellona. “La carità evangelica, fondata in Gesù Cristo e alimentata dal suo amore, dà forma e identità alla vita personale e comunitaria di ogni cristiano. Da ciò deriva che ogni comunità ecclesiale diocesana, mossa dalla carità e istruita dallo Spirito Santo, è chiamata ad avvicinarsi, secondo le proprie possibilità e capacità, con discrezione, delicatezza e perseveranza alle ferite e ai bisogni dei più piccoli e vulnerabili per alleviare le loro sofferenze e porre rimedio alla loro povertà”, ha osservato Prevost. Il Pontefice sottolinea che “come cristiani siamo chiamati al compito di rendere presente l’amore di Dio per ogni uomo e ogni donna, nel tessuto della storia”.

Papa, perdonare non significa dimenticare

“Alla domanda se dobbiamo perdonare sempre, Gesù ci risponde di sì. Con questo voleva dire: perdona sempre. Occorre però capire bene che cosa significa perdonare. Perdonare non significa dire che il male è stato giusto, né permettere a qualcuno di continuare a fare del male. Non significa dimenticare per forza, come se nulla fosse accaduto”. Parola di papa Leone in dialogo con le realtà che aiutano i poveri a Barcellona. “Perdonare - ha spiegato Prevost -significa non lasciare che l’odio diventi padrone del nostro cuore. Gesù ci chiede di perdonare perché è l’unico modo per sperimentare la pace di Dio e guarire le ferite spirituali. Quando perdoniamo, imitiamo l’esempio di Gesù, che perdonò coloro che lo crocifiggevano. La nostra disponibilità a perdonare è condizione per il perdono che riceviamo da Dio”.

Papa, non volevo esserlo, ma in alcuni casi occorre dire si

Robert Francis Prevost sin da piccolo desiderava dedicare la sua vita a Dio. Lo ha confidato lui stesso dialogando con le realtà caritative a Barcellona: “Mi chiedi se da piccolo volessi diventare Papa. Beh, credo di no. Non volevo essere Papa ne’ da piccolo ne’ da grande ma in alcuni casi occorre dire si’. Ma posso dire questo: da piccolo sentivo il desiderio di dedicare la mia vita a Dio. Non sapevo ancora del tutto come, né dove mi avrebbe portato il Signore. Col tempo ho scoperto che Gesù mi chiamava a seguirlo come sacerdote, e che quel cammino passava per l’ordine di sant’Agostino”. “Ma questo - ha aggiunto - non vale solo per me. Ogni bambino è un sogno di Dio. Anche tu lo sei. Dio desidera la felicità di tutti e vuole che, fin da piccoli e per tutta la vita, conserviamo un cuore come quello dei fanciulli: capace di fidarsi, pieno di bontà. Il Signore vuole che siamo suoi amici e che non ci allontaniamo da Lui. Per questo motivo, più importante che chiedersi se uno sarà sacerdote, medico, maestro, padre di famiglia o altro, è essenziale chiedersi se vogliamo essere amici di Gesù”.

Papa, il calcio ricorda che la vita non è una gara in cui si gioca da soli

"Domani inizierà il Mondiale, e molti saranno attenti alle partite. Il calcio ci ricorda qualcosa che non dobbiamo dimenticare: la vita non è una gara per mettersi in mostra da soli, ma un cammino che impariamo a percorrere insieme. Chi non sa passare la palla, anche se ha talento, non ha ancora capito il gioco. E chi non sa vivere con gli altri e per gli altri, non ha ancora capito la vita". Lo dice il Papa incontrando le realtà di carità e assistenza diocesane nell'ambito del suo viaggio in Spagna.

Papa incontra le realtà caritative a Barcellona

Il Papa è arrivato nella chiesa di S. Augusti ‘- nel cuore del centro storico di Barcellona - in occasione dell’incontro con le realtà di carità e assistenza diocesane.

Il Papa nel Raval, il volto multietnico e popolare di Barcellona

Prima della messa solenne di questa sera alla Sagrada Familia, nel centenario della morte del suo architetto Antoni Gaudì, Papa Leone XIV farà tappa nel Raval, il quartiere popolare e multietnico nel cuore di Barcellona, che da decenni rappresenta le contraddizioni e la vitalità della città catalana. Noto fino agli anni '80 come 'Barrio Chinò, il quartiere cinese, magistralmente ritratto dallo scrittore Manuel Vazuqe Montalban, il Raval è stato a lungo sinonimo di marginalità, immigrazione, prostituzione e povertà urbana. Oggi, con circa 47.000 residenti, dei quali il 60% nato all'estero, resta una delle zone più densamente abitate e complesso laboratorio di integrazione urbana della Spagna contemporanea, dove convivono decine di comunità provenienti dall'Asia meridionale, dalle Filippine, dall'Africa, dall'America Latina e dal Maghreb. Qui il pontefice, visiterà la chiesa di Sant Agusti, dove incontrerà circa 500 volontari, operatori sociali, associazioni impegnate nell'assistenza ai migranti, ai senzatetto, alle famiglie vulnerabili, ad ex detenuti o vittime della tratta. Tra queste, il refettorio gestito dalle Suore della Carità, che distribuisce ogni giorno tra i 300 e i 400 pasti a persone in difficoltà, e numerose iniziative rivolte a migranti e famiglie vulnerabili. Nel quartiere operano strutture come Casa Betania della Caritas, che accompagna donne detenute o ex detenute in percorsi di reinserimento sociale, e la Fondazione Amaranta, impegnata nell'assistenza alle vittime della tratta, alcune delle quali offriranno la propria testimonianza durante l'incontro con Leone XIV, che avrà una forte dimensione interculturale e interreligiosa.

Il Papa firma in catalano il Libro d'Onore a Montserrat

"Pongo il mio ministero petrino ai piedi della 'Madre di Diò di Montserrat, affinché la sua materna intercessione protegga tutta la Chiesa. Con affetto e benedizione". E' il messaggio lasciato da Papa Leone XIV, vergato in catalano, sul Libro d'Onore dell'Abbazia di Nostra Signora di Montserrat che ha visitato stamane.

Grande attesa per inaugurazione Sagrada Familia nel centenario di Gaudì

Grande attesa per l’inaugurazione (benedizione) della Sagrada Familia da parte di papa Leone stasera, nel centenario dalla morte dell’architetto Antoni Gaudì dichiarato ‘venerabile’ ad aprile 2025 in attesa di beatificazione nel caso gli venisse riconosciuto un miracolo. Papa Leone stasera benedirà la nuova Torre di Gesù Cristo che - con la sua altezza di 172 metri - rende la Sagrada Familia la chiesa più alta al mondo. Giorni prima dell’arrivo del Pontefice, in Catalogna è esplosa pure una polemica; le critiche sono nate dopo la pubblicazione del messale della celebrazione del Papa nel quale la formula per la benedizione della croce della Torre di Gesù compare in spagnolo. Gli ambienti nazionalisti catalani sono insorti. Già ieri il Papa, arrivando a Barcellona, ha pronunciato alcune parole in catalano dimostrando di cavarsela. “Ci sono persone a cui piace accendere fuochi dove non ce ne sono. Il Papa dirà alcune parole anche in catalano”, ha spiegato nei giorni scorsi l’arcivescovo di Barcellona, card. Juan Jose’ Omella.

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