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Grande attesa a Barcellona per l'inaugurazione da parte del Papa della Sagrada Familia

La cerimonia avverrà nel centenario dalla morte dell’architetto Antoni Gaudì dichiarato ‘venerabile’ ad aprile 2025

Diretta Grande attesa a Barcellona per l'inaugurazione da parte del Papa della Sagrada Familia
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Papa Leone stasera benedirà la nuova Torre di Gesù Cristo che - con la sua altezza di 172 metri - rende la Sagrada Familia la chiesa più alta al mondo.

Giorni prima dell’arrivo del Pontefice, in Catalogna è esplosa pure una polemica; le critiche sono nate dopo la pubblicazione del messale della celebrazione del Papa nel quale la formula per la benedizione della croce della Torre di Gesù compare in spagnolo. Gli ambienti nazionalisti catalani sono insorti.

Papa, chi è cristiano ama senza interesse, il Signore è in chi soffre

“Il cristiano, oltre a essere gentile e amabile, deve essere compassionevole, amare senza interesse e cercare il bene degli altri, sapendo che in ogni fratello e sorella che soffre è lo stesso Signore a chiedere e ricevere, a essere accolto o rifiutato, amato o disprezzato”. Lo ha evidenziato il Papa parlando con le realtà caritative di Barcellona. “La carità evangelica, fondata in Gesù Cristo e alimentata dal suo amore, dà forma e identità alla vita personale e comunitaria di ogni cristiano. Da ciò deriva che ogni comunità ecclesiale diocesana, mossa dalla carità e istruita dallo Spirito Santo, è chiamata ad avvicinarsi, secondo le proprie possibilità e capacità, con discrezione, delicatezza e perseveranza alle ferite e ai bisogni dei più piccoli e vulnerabili per alleviare le loro sofferenze e porre rimedio alla loro povertà”, ha osservato Prevost. Il Pontefice sottolinea che “come cristiani siamo chiamati al compito di rendere presente l’amore di Dio per ogni uomo e ogni donna, nel tessuto della storia”.

Papa, perdonare non significa dimenticare

“Alla domanda se dobbiamo perdonare sempre, Gesù ci risponde di sì. Con questo voleva dire: perdona sempre. Occorre però capire bene che cosa significa perdonare. Perdonare non significa dire che il male è stato giusto, né permettere a qualcuno di continuare a fare del male. Non significa dimenticare per forza, come se nulla fosse accaduto”. Parola di papa Leone in dialogo con le realtà che aiutano i poveri a Barcellona. “Perdonare - ha spiegato Prevost -significa non lasciare che l’odio diventi padrone del nostro cuore. Gesù ci chiede di perdonare perché è l’unico modo per sperimentare la pace di Dio e guarire le ferite spirituali. Quando perdoniamo, imitiamo l’esempio di Gesù, che perdonò coloro che lo crocifiggevano. La nostra disponibilità a perdonare è condizione per il perdono che riceviamo da Dio”.

Papa, non volevo esserlo, ma in alcuni casi occorre dire si

Robert Francis Prevost sin da piccolo desiderava dedicare la sua vita a Dio. Lo ha confidato lui stesso dialogando con le realtà caritative a Barcellona: “Mi chiedi se da piccolo volessi diventare Papa. Beh, credo di no. Non volevo essere Papa ne’ da piccolo ne’ da grande ma in alcuni casi occorre dire si’. Ma posso dire questo: da piccolo sentivo il desiderio di dedicare la mia vita a Dio. Non sapevo ancora del tutto come, né dove mi avrebbe portato il Signore. Col tempo ho scoperto che Gesù mi chiamava a seguirlo come sacerdote, e che quel cammino passava per l’ordine di sant’Agostino”. “Ma questo - ha aggiunto - non vale solo per me. Ogni bambino è un sogno di Dio. Anche tu lo sei. Dio desidera la felicità di tutti e vuole che, fin da piccoli e per tutta la vita, conserviamo un cuore come quello dei fanciulli: capace di fidarsi, pieno di bontà. Il Signore vuole che siamo suoi amici e che non ci allontaniamo da Lui. Per questo motivo, più importante che chiedersi se uno sarà sacerdote, medico, maestro, padre di famiglia o altro, è essenziale chiedersi se vogliamo essere amici di Gesù”.

Papa, il calcio ricorda che la vita non è una gara in cui si gioca da soli

"Domani inizierà il Mondiale, e molti saranno attenti alle partite. Il calcio ci ricorda qualcosa che non dobbiamo dimenticare: la vita non è una gara per mettersi in mostra da soli, ma un cammino che impariamo a percorrere insieme. Chi non sa passare la palla, anche se ha talento, non ha ancora capito il gioco. E chi non sa vivere con gli altri e per gli altri, non ha ancora capito la vita". Lo dice il Papa incontrando le realtà di carità e assistenza diocesane nell'ambito del suo viaggio in Spagna.

Papa incontra le realtà caritative a Barcellona

Il Papa è arrivato nella chiesa di S. Augusti ‘- nel cuore del centro storico di Barcellona - in occasione dell’incontro con le realtà di carità e assistenza diocesane.

Il Papa nel Raval, il volto multietnico e popolare di Barcellona

Prima della messa solenne di questa sera alla Sagrada Familia, nel centenario della morte del suo architetto Antoni Gaudì, Papa Leone XIV farà tappa nel Raval, il quartiere popolare e multietnico nel cuore di Barcellona, che da decenni rappresenta le contraddizioni e la vitalità della città catalana. Noto fino agli anni '80 come 'Barrio Chinò, il quartiere cinese, magistralmente ritratto dallo scrittore Manuel Vazuqe Montalban, il Raval è stato a lungo sinonimo di marginalità, immigrazione, prostituzione e povertà urbana. Oggi, con circa 47.000 residenti, dei quali il 60% nato all'estero, resta una delle zone più densamente abitate e complesso laboratorio di integrazione urbana della Spagna contemporanea, dove convivono decine di comunità provenienti dall'Asia meridionale, dalle Filippine, dall'Africa, dall'America Latina e dal Maghreb. Qui il pontefice, visiterà la chiesa di Sant Agusti, dove incontrerà circa 500 volontari, operatori sociali, associazioni impegnate nell'assistenza ai migranti, ai senzatetto, alle famiglie vulnerabili, ad ex detenuti o vittime della tratta. Tra queste, il refettorio gestito dalle Suore della Carità, che distribuisce ogni giorno tra i 300 e i 400 pasti a persone in difficoltà, e numerose iniziative rivolte a migranti e famiglie vulnerabili. Nel quartiere operano strutture come Casa Betania della Caritas, che accompagna donne detenute o ex detenute in percorsi di reinserimento sociale, e la Fondazione Amaranta, impegnata nell'assistenza alle vittime della tratta, alcune delle quali offriranno la propria testimonianza durante l'incontro con Leone XIV, che avrà una forte dimensione interculturale e interreligiosa.

Il Papa firma in catalano il Libro d'Onore a Montserrat

"Pongo il mio ministero petrino ai piedi della 'Madre di Diò di Montserrat, affinché la sua materna intercessione protegga tutta la Chiesa. Con affetto e benedizione". E' il messaggio lasciato da Papa Leone XIV, vergato in catalano, sul Libro d'Onore dell'Abbazia di Nostra Signora di Montserrat che ha visitato stamane.

Grande attesa per inaugurazione Sagrada Familia nel centenario di Gaudì

Grande attesa per l’inaugurazione (benedizione) della Sagrada Familia da parte di papa Leone stasera, nel centenario dalla morte dell’architetto Antoni Gaudì dichiarato ‘venerabile’ ad aprile 2025 in attesa di beatificazione nel caso gli venisse riconosciuto un miracolo. Papa Leone stasera benedirà la nuova Torre di Gesù Cristo che - con la sua altezza di 172 metri - rende la Sagrada Familia la chiesa più alta al mondo. Giorni prima dell’arrivo del Pontefice, in Catalogna è esplosa pure una polemica; le critiche sono nate dopo la pubblicazione del messale della celebrazione del Papa nel quale la formula per la benedizione della croce della Torre di Gesù compare in spagnolo. Gli ambienti nazionalisti catalani sono insorti. Già ieri il Papa, arrivando a Barcellona, ha pronunciato alcune parole in catalano dimostrando di cavarsela. “Ci sono persone a cui piace accendere fuochi dove non ce ne sono. Il Papa dirà alcune parole anche in catalano”, ha spiegato nei giorni scorsi l’arcivescovo di Barcellona, card. Juan Jose’ Omella.

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