"L'oscurità...". Il vescovo Strickland risponde a papa Francesco dopo la rimozione

Joseph Edward Strickland affida al social X la sua reazione alla rimozione dalla diocesi di Tyler. E spunta l'ipotesi messa in latino

"L'oscurità...". Il vescovo Strickland risponde a papa Francesco dopo la rimozione
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"Qualunque cosa porti la giornata, Gesù Cristo è la Via, la Verità e la Vita, ieri, oggi e in eterno", lo scrive in un tweet del suo nuovo profilo X, non più associato alla diocesi di Tyler, il vescovo Joseph Edward Strickland che sabato è stato destituito dal suo incarico dal Papa, a soli 65 anni. Il presule texano ha incassato in queste ore la solidarietà di tutto il mondo cattolico che non ha condiviso la decisione di Francesco. Artington Latin Mass society, associazione di fedeli affezionati alla forma straordinaria del rito romano, hanno anche organizzato un rosario di vicinanza a Strickland, previsto per sabato prossimo davanti alla nunziatura apostolica a Washington, D.C.

La reazione di Strickland

Strickland, che ama usare i social, ha continuato ad utilizzare il suo profilo - che ha guadagnato moltissimi followers in queste ore - condividendo passaggi tratti dalla seconda lettera di Paolo a Timoteo 2. Il vescovo, appena saputa la notizia, non ha criticato il Papa ma si è augurato che "i santi e la Beata Vergine Maria possano ispirarci sempre a ritornare a Cristo, non importa come possiamo vagare nell'oscurità. Gesù è Luce dalla Luce". Un commento, invece, lo ha rilasciato a John-Henry Westen di LifeSiteNews che ha raccontato di averlo chiamato mentre negli States erano le 5 di mattina e di aver sentito un uomo amareggiato ma sereno. Strickland ha rivendicato "tutte le cose che sono state elencate come lamentele contro di me... Lo rifarei allo stesso modo. Mi sento molto in pace nel Signore e nella verità per cui è morto". Il riferimento è alla visita apostolica condotta nella sua ex diocesi da due vescovi Dennis Sullivan di Camden e l'emerito di Tucson Gerald Kicanas che, come ha spiegato in una dichiarazione il cardinale Daniel DiNardo, hanno concluso l'indagine ritenendo che non fosse più "fattibile" la prosecuzione del mandato di Strickland a Tyler. Da queste conclusioni, la richiesta di dimissioni avanzata dal Papa tramite il nunzio apostolico, il cardinal Christophe Pierre, il rifiuto del vescovo e la rimozione d'imperio di Francesco.

Sul profilo X del vescovo texano rimosso, inoltre, mentre aumentano i messaggi di supporto dei fedeli di tutto il mondo, anche un tweet con un elogio della verità tratto da un inno composto nel 1873 dal sacerdote anglicano William Giosia Irons. Un testo che parla della Resurrezione di Cristo e nel finale recita: "tutt'intorno le nuvole si stanno rompendo, Presto le tempeste del tempo cesseranno; A somiglianza di Dio, l'uomo che si risveglia, Conosce la pace eterna”.

Messa in latino

Nella dichiarazione rilasciata a John-Henry Westen di LifeSiteNews, monsignor Strickland ha anche accennato a uno dei motivi che gli sarebbero stati addebitati nella visita apostolica e che quindi avrebbero condotto alla sua rimozione: la mancata applicazione restrittiva di Traditionis custodes, il motu proprio con cui Francesco ha de facto abrogato il Summorum Pontificum di Benedetto XVI che liberalizzava la celebrazione secondo il messale del 1962 di Giovanni XXIII, la cosiddetta messa in latino.

Sarebbe pesata, quindi, la sua scelta di "non aver attuato" questo provvedimento. Una scelta di cui, però, il vescovo texano non si è pentito ed ha spiegato al sito del cattolicesimo statunitense conservatore: "Non potevo far morire parte del mio gregge".

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