Ventitré tagliandini per sognare insieme

(...) pensare che l’obiettivo prioritario sia quantomeno provare ad espugnare Tursi. Obiettivo già difficilissimo di per sè, senza che noi ce ne mettiamo del nostro per rendere l’impresa ancora più improba.
Giocoforza, dopo la dichiarazione di inesistenza nella vita, se non in quella letteraria, di Enrico Reinardi, lo cancelliamo dalla classifica, mandandolo nel purgatorio delle bianche e delle nulle. Ma quel personaggio di un libro innamorato di Genova, io lo vorrei come sindaco. E penso che alcuni (non tutti) dei presenti nel nostro sondaggio possano legittimamente essere come lui. Non credo che il requisito generazionale o la provenienza da un mondo che non è quello della politica siano sufficienti a garantire sulla qualità. Certo, possono aiutare e - ad esempio - credo che personaggi in grado di portare avanti la sfida ci siano in un mondo e nell’altro: penso, giusto per restare a quelli che non si sono chiamati fuori oggi, a Sergio Maifredi o Roberto Cassinelli.
Il gioco dei tagliandini sta per finire. Ma ci sta aiutando a sognare un’altra Genova. Di questi tempi è già moltissimo.

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