Viaggio alla scoperta della nuova New York fra musei e waterfront

Per la Grande Mela, Boscolo Tours propone viaggi confezionati su misura come questo itinerario a caccia di novità

Elena Luraghi

Fra le molte moltissime anime di New York, ce n'è sempre qualcuna che guarda al futuro. Non è mai la stessa, le cose qui cambiano velocemente, ma in questo momento i riflettori sono tutti puntati su Hudson Yards: un immenso lotto costruito da zero nel West End, dove la Manhattan dei grattacieli incontra l'Hudson grazie al più imponente investimento privato su larga scala dai tempi del Rockefeller Center.

Per i newyorchesi si traduce in nuove abitazioni, uffici, scuole, negozi, punti di ristoro; per i turisti vuol dire camminare con gli occhi puntati verso il cielo, ipnotizzati da una verticalità edilizia che porta la firma dei più grandi architetti del mondo, da Diller Scofidio + Renfro a Norman Foster, compresa la piazza del paesaggista Thomas Woltz che funge da spartiacque fra la ferrovia e l'ultimo nato: The Vessel, un edificio-scultura fatto solo di rampe di scale (154) e piattaforme panoramiche (un'ottantina) per fermarsi in qualunque punto ad ammirare il panorama. Come un alveare ipertecnologico rivestito di rame che cambia colore in base all'ora e alla luce. La scoperta della nuova New York, ancora work in progress, parte da lì. Poi prosegue in direzione sud lungo l'High Line, il parco sopraelevato nato sul vecchio tracciato della ferrovia dove prati e boschetti, panchine e sculture open-air, fanno da preludio al Whitney Museum of American Art, il contenitore di capolavori disegnato da Renzo Piano a un passo dal fiume per accogliere le opere dei più grandi artisti americani (per esempio Alexander Calder, Edward Hopper, Jasper Johns, Andy Warhol). Anche nella parte opposta di Manhattan c'è un quartiere rinato dalle proprie ceneri. A dimostrazione che la passione per il recupero non è solo restauro e valorizzazione di vecchie glorie, dopo la furia dell'uragano Sandy che nel 2012 flagellò la costa orientale degli Stati Uniti, a New York non ci hanno pensato due volte a trasformare la tragedia in opportunità.

Così lo storico Seaport sull'East River, che nell'Ottocento era zona di pescatori e di mercanti, dopo i lavori di ripristino è diventato un hub culturale e un'area di svago, a misura d'uomo e pieno di attrattive. È anche un salto indietro nel tempo. Ci si arriva dal Financial District (dove merita assolutamente una visita il National September 11 Memorial & Museum), passando dai grattacieli futuristici alle vie lastricate incorniciate da bassi edifici in mattoni che oggi ospitano negozi e musei sulla storia del porto, ma anche bar pop-up, vascelli e il Pier 17, un vecchio molo convertito in food destination affermata. Anche se l'offerta gastronomica è varia, per sentirsi un po' a casa bisogna prenotare all'R17, dove le proposte culinarie declinate in chiave mediterranea vengono servite in una sala vetrata con caminetto hi-tech, oppure nella gettonatissima terrazza con vista sul ponte di Brooklyn. Percorretelo quel ponte-icona, anche a piedi, e vi ritroverete in un altro quartiere che ha fatto dell'upcycled una missione, come raccontano il parco che sta sorgendo sulle sponde del fiume, con i vecchi moli convertiti in oasi green per jogging e attività sportive all'aria aperta, e il waterfront post-industriale di Dumbo, epicentro della movida grazie ai negozi delle pulci e agli indirizzi gourmand, più abbordabili che nella dirimpettaia Manhattan. Fine delle novità? Non proprio. Di recente sono stati inaugurati il Twa Hotel all'aeroporto di JFK, un albergo di oltre 500 camere nell'ex terminal progettato negli anni Sessanta dall'architetto finlandese Eero Saarinen; il Museo della Statua della Libertà a Liberty Island; l'ampliamento del MoMa a Midtown. Un'ubriacatura d'arte, storia, cultura, all'insegna del novo che avanza. What's next?

Il viaggio: a chi non ama i pacchetti preconfezionati ma preferisce seguire i propri ritmi, Boscolo Tours (www.boscolo.com) propone itinerari personalizzati studiati da travel designer esperti sulla destinazione (e una volta arrivati, si potrà sempre contare sull'assistenza di un personal concierge). Quattro notti al Refinery Hotel a Midtown, compresi i biglietti d'ingresso ai musei citati nell'articolo e la visita guidata ai quartieri cult (in italiano), costano a partire da 1.650 euro a persona in camera doppia. Info: www.nycgo.com.

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