Gianandrea Zagato
«Milano deve fare come Roma e tirare fuori le ruspe». Suggerimento datato ottobre 2003 e firmato da Carlo Montalbetti, presidente dei comitati di quartiere. Invito accompagnato dalle immagini choc di un anomalo campo nomadi, quello che sorge nellarea del Parco Agricolo Sud Milano, formato da una ventina di ville con tanto di cancello elettrico comandato a distanza, parco di mille e più metri quadri e piscina. Fotografia di ville abusive nella periferia sud ovest di Milano, a due passi dalla tangenziale, che il presidente del Parco, Bruna Brembilla, assessore della giunta Penati, ammette ora di «conoscere» dallo scorso «gennaio, dopo che il Parco aveva ricevuto la segnalazione di possibile abuso edilizio».
Ma la risposta «fattiva» arriva dal Comune di Milano: «Abbiamo deciso di coordinare lattività della polizia locale con quella del nucleo dintervento rapido per disporre, al momento stesso delloperazione, il sequestro immediato dei mezzi e dei materiali usati per le costruzioni. Intervento per impedire di fare il proseguimento dei lavori, che spesso vanno avanti a dispetto dei sigilli della magistratura» osserva il vicesindaco Riccardo De Corato. Intervento per sanare lillegalità che arriva «sempre in ritardo» per quelli del comitato di quartiere e pure rispetto ai servizi pubblicati nel maggio 2004 dalla cronaca milanese de Il Giornale: «Siamo in aperta campagna, la città è a due passi, e qui, tra le vecchie cascine milanesi, si consuma un continuo oltraggio di un luogo protetto che i beni ambientali custodiscono come un gioiello. Oltraggio e violenze di un gruppo di nomadi diventati, col passare del tempo, padroni della zona». Critica sulla tempistica che Palazzo Marino respinge: «Stiamo intervenendo immediatamente dopo la denuncia arrivata lo scorso giugno ai ghisa. Sta per partire la notifica dellacquisizione gratuita di quellarea che ci consente, entro poche settimane, di procedere allabbattimento di tre strutture abusive grazie pure allintervento del genio militare. Sulle altre pendono invece ricorsi e controricorsi al Tar, controversie legali che ci impediscono ogni intervento. Resta però una domandina: perché lassessore Brembilla che già conosceva, parole sue, la situazione da gennaio non ha pensato di allertare la polizia provinciale?».
Osservazione che il vicesindaco fa «non per vis polemica» ma «per nome e per conto di quei cittadini costretti a subire il sopruso per qualche mese di troppo». Annotazione condivisa pure dai Verdi quando reclamano «il ripristino della legalità» e un «intervento pronto e deciso della Provincia» insieme, naturalmente, «a Comune e Regione». Istituzione, questultima, che «applica e continua ad applicare fermezza e intransigenza contro ogni forma di abusivismo e illegalità» assicura lassessore regionale alla Qualità dellambiente, Domenico Zambetti.
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