West Ham e Millwall: un odio hooligan nato da uno sciopero di 80 anni fa

La rivalità tra le due squadre dell'East End
londinese è la più feroce di tutta l'Inghilterra
Quelli di martedì sono solo gli ultimi scontri
di una guerriglia che dura dal 1926, quando i
portuali della zona Millwall non aderirono allo
sciopero dei cantieri della zona del West Ham

LA PARTITA PIÙ PERICOLOSA. Il derby dell'East End londinese tra West Ham United e Millwall, culminato ieri sera negli scontri «più violenti degli ultimi vent'anni» secondo Sky Uk, è stato per anni definito il duello più atroce nel panorama calcistico britannico. Per intenderci, più pericoloso dell'odio - anche confessionale - che separa i cattolici del Celtic dai protestanti dei Rangers a Glasgow. Più pericoloso ma meno reclamizzato, anche a causa del fatto che il Millwall non ha mai militato in Premiership. Eppure, da decenni i rispettivi hooligans si massacrano ad ogni occasione, fuori e dentro gli stadi, a colpi di anfibi e mattonate.
80 ANNI FA, UNO SCIOPERO. L'odio tra queste due anime della London working class affonda le sue radici addirittura nel 1926, quando fu uno sciopero a scatenare questa atavica rivalità. In quegli anni, nei Royal Docks area di riferimento degli Hammers, i lavoratori dei cantieri navali aderirono a uno sciopero generale del settore. Parallelamente, nella zona della Isle of Dogs, sulla sponda meridionale del Tamigi, gli operai portuali invece continuarono a lavorare, dando vita a scontri e guerriglia con i «compagni» che li accusavano di essere crumiri. Da qui in poi, l'astio si trasferì nei campi da calcio, spesso ultima zona franca delle città.
LE «FIRM». Il periodo più cruento della guerriglia tra Hammers e Lions (Martelli e Leoni) fu quello tra gli anni Settanta e Ottanta; il decennio degli hooligans culminato con la strage dell'Heysel e il bando dei club britannici dalle competizioni internazionali. In particolare, alcune bande di tifosi violenti furono protagoniste di scontri portati poi sullo schermo cinematografico da Alan Clark (The Firm, 1988, con Gary Oldman) e Lexi Alexander (Green Street Hooligans, 2005, con Elijah Wood). Ai tempi della musica «Oi!», dei Dr. Martens e dei bomber, a seminare il terrore per i vicoli erano la Inter City Firm del West Ham (la gang dei treni Interciy, che lasciavano biglietti con scritto «Congratulazioni» sopra i loro avversari picchiati a sangue) e i Bushwackers, gli ultrà del Millwall che presero in prestito il nome dagli assaltatori della guerra civile americana e inventarono il Millwall brick, un'arma contundente costruita arrotolando dei quotidiani quasi a creare una mazza. Motivo valido per cui oggi cantano «No one likes us, we don't care!»: «Non piacciamo a nessuno, ma non ci interessa».
DAL «DEN» AL «BOLEYN GROUND». Anche le zone di rispettiva influenza delle due tifoserie respirano violenza, difficoltà e degrado. Se l'East End degli Hammers è oggi una zona a fortissima caratterizzazione indo-pakistana (dalla curva claret & blue si leva il coro «Better paki than jews» quando si gioca il derby contro il Tottenham, la squadra di radici ebraiche), i quartieri del Millwall sono rimasti in mano alla classe operaia inglese. Bermondsey, Cold Blow lane e la Isle of Dogs sono un complesso di casermoni-dormitorio e garage sporchi e lo stadio dei Lions, il New Den troneggia al centro di questo scenario, dove i tifosi devono percorrere dei tunnel non illuminati, teatro ideale per gli assalti hooligan.

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