Anziani legati ai letti, casa di riposo lager sequestrata dai carabinieri

La struttura finita nel mirino della Procura di Rieti dopo le segnalazioni di alcuni parenti. Al momento del blitz i 26 ospiti erano assistiti da una sola inserviente, ora denunciata assieme alla legale rappresentante dell'ospizio

Pagavano tra i 1.400 e i 2mila euro al mese per essere trattati come bestie. Erano 26 gli anziani ospitati nella casa di riposo «La Contrada», a Tarano, in provincia di Rieti, salvati ieri dai carabinieri di Poggio Mirteto. Erano costretti a vivere in un vero e proprio lager, stipati in un sottotetto inagibile e legati con le lenzuola ai letti, che in realtà erano poco più che brandine da campeggio. A provvedere a loro, al momento dell'irruzione dei militari, c'era soltanto un'inserviente di 43 anni. All'interno della struttura sono stati sequestrati molti farmaci scaduti o conservati irregolarmente, quotidianamente somministrati agli anziani. Moltissime le violazioni penali e amministrative riscontrate. La casa di riposo è stata fatta immediatamente sgomberare e la struttura sequestrata. Dieci dei 26 ospeti sono stati trasferiti dall'Ares 118 negli ospedali di Magliano Sabina e Rieti, gli altri sono stati riaccolti dai familiari. Per il momento sono state denunciate sia l'infermiera in servizio la scorsa notte sia il legale rappresentante della casa di riposo, una donna romana residente a Monterotondo e incensurata, titolare di altre due analoghe strutture a Mentana. Le due donne potrebbero essere accusate di sequestro di persona, maltrattamenti e somministrazione di medicinali guasti. Un'informativa è stata trasmessa alla Procura di Rieti. A far scattare le indagini sarebbero state le segnalazioni di alcuni parenti insospettiti dalle condizioni in cui trovavano i loro congiunti nella casa di riposo.
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