Nel giorno dell'intervento all'Onu di Joe Biden, Volodymyr Zelensky (in video) e Liz Truss, Vladimir Putin chiama i russi ad una mobilitazione parziale
Nel giorno dell'intervento all'Onu di Joe Biden, Volodymyr Zelensky (in video) e Liz Truss, Vladimir Putin chiama i russi ad una mobilitazione parziale
L'insostenibile escalation della menzogna. Parafrasiamo un illustre critico dell'imperialismo di Mosca, Milan Kundera, per dare a Putin quel che è di Putin
Il segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, conferma il sostegno all'Ucraina e sottolinea che una guerra nucleare "non può essere vinta"
"Lo scopo dell'Occidente è indebolire e distruggere il nostro Paese", le parole di Putin in un discorso alla Russia. (Alexander Jakhnagiev)
"Oggi le nostre Forze Armate, come ho già detto, operano sulla linea di contatto, che supera i mille chilometri. Resistono non solo all'informazione neonazista, ma di fatto all'intera macchina militare dell'Occidente collettivo. In questa situazione, ritengo necessario prendere la seguente decisione. È pienamente adeguato alle minacce che dobbiamo affrontare. Vale a dire, per proteggere la nostra Patria, la sua sovranità e integrità territoriale, per garantire la sicurezza del nostro popolo e del popolo nei territori liberati ritengo necessario sostenere la proposta del Ministero della Difesa e dello Stato Maggiore Generale di condurre una mobilitazione parziale nella Federazione Russa. Ripeto, stiamo parlando di mobilitazione parziale". Le parole di Putin in un discorso alla nazione
Il presidente russo ha parlato alla nazione. Gli obiettivi della guerra restano invariati, spiega il leader del Cremlino. E Putin ora punta all'Occidente: "Volevano distruggerci"
Il Cremlino decreta la svolta nel conflitto. Non più "operazione speciale", ma guerra in difesa dei propri confini. Per cui può alzare il tiro
Dall'attivista alla cantante, alla deputata: crescono le voci critiche
La controffensiva della controffensiva è più politica che militare. Putin, per non farsi cannibalizzare il Donbass dall'esercito di Kiev e dalle armi dell'Occidente, gioca la carta del referendum
Più Breznev che Stalin. È la conclusione della Novaya Gazeta, il giornale del Premio Nobel Muratov, pubblicato ora a Riga in Lettonia