
Il menu più caro al mondo? Costa 2130 euro
Si mangia al Ginza Kitafuku di Tokyo ed è a base di un rarissimo granchio delle nevi. Seguono l’Ultraviolet di Shanghai e il Cavar Russe di New York. Nella top ten stilata dal sito americano chefspencil.com ci sono locali anche a San Francisco, Parigi e Copenaghen ma nemmeno un’insegna italiana. Da noi il menu più caro è la Carta Bianca di Da Vittorio a Brusaporto: 400 euro
Intorcia, la modernità del Marsala
Erede di una storica famiglia del territorio, Francesco ha deciso di dare nuova vita al vino liquoroso siciliano producendo una serie di riserve che partono da annate storiche (la più antica è la 1980) nelle versioni Vergine, Semisecco e Dolce, che si prestano a differenti abbinamenti. C’è poi la chicca del Pre British, un vino secco “perpetuo” che è una cuvée sempre ricolmata dalle nuove annate
Bros’, l’avanguardia trasloca da Lecce
Il ristorante di Floriano Pellegrino e Isabella Potì ha annunciato all’improvviso l’addio alla storica sede e il trasferimento in una nuova location che sarà annunciata prossimamente. Ed è già partito il toto-dove di un ristorante che in quasi otto anni non è mai stato normale, tra fan sfegatati e detrattori, provocazioni e stroncature memorabili
Kbirr, l’identità napoletana della birra
Il birrificio artigianale di Fabio Ditto da sempre punta forte sui simboli più popolareschi della città partenopea lancia ora una linea più social e internazionale che interpreta con rigore e personalità gli stili più amati: Helles, IPA, Red Strong, Blanche e Strong Lager. L’obiettivo è avvicinare il grande pubblico a un prodotto di qualità e conquistare il mercato globale, partendo dalle comunità partenopee
























