L’integrazione tra attività di intelligence, sistemi a pilotaggio remoto a lungo raggio e pianificazione operativa avanzata rappresenta uno degli sviluppi più significativi dell’attuale conflitto tra Russia e Ucraina. Un’analisi pubblicata dal Financial Times evidenzia come il supporto informativo fornito da Stati Uniti e Francia avrebbe probabilmente contribuito ad accrescere la precisione delle operazioni ucraine condotte contro infrastrutture energetiche e industriali situate in profondità nel territorio della Federazione Russa. La strategia descritta dal quotidiano britannico sarebbe orientata a colpire solo componenti ritenute essenziali per il funzionamento degli impianti, privilegiando interventi altamente selettivi rispetto ad attacchi estesi alle intere strutture.
Cosa sappiamo
L’attività di supporto delle strutture d’intelligence occidentali comprenderebbe l’analisi del dispositivo di difesa aerea russo, l’individuazione delle rotte più favorevoli alla penetrazione dei velivoli senza pilota e l’assistenza nella selezione degli obiettivi di maggiore rilevanza strategica.
Le informazioni raccolte consentirebbero agli ucraini di elaborare una mappatura dettagliata delle principali infrastrutture energetiche e industriali russe, individuando i nodi ritenuti più vulnerabili sotto il profilo tecnico e logistico. Nella preparazione delle missioni, gli operatori riceverebbero inoltre il supporto di specialisti del comparto industriale per identificare le apparecchiature la cui eventuale indisponibilità potrebbe richiedere tempi di ripristino particolarmente lunghi. La pianificazione prevederebbe anche obiettivi alternativi, da impiegare qualora quelli inizialmente individuati non risultassero raggiungibili per ragioni operative.
Operazioni mirate contro il comparto energetico e logistico
Analisi,descrivono un’evoluzione dell’approccio operativo, oggi sempre più orientato verso attacchi di precisione contro specifici elementi funzionali degli impianti. In alcuni casi, le installazioni già danneggiate sarebbero state nuovamente colpite prima del completamento degli interventi di riparazione, con l’obiettivo di prolungarne l’inattività.
Tra gli obiettivi figurerebbero numerose raffinerie e impianti petrolchimici, oltre a otto centri logistici appartenenti alla rete Wildberries, per una superficie complessiva stimata in circa 860.000 metri quadrati, pari a circa il 15,4% della capacità totale di stoccaggio dell’azienda. Il danno più rilevante avrebbe interessato il polo logistico di Elektrostal, nell’area di Mosca, dove un attacco del 18 luglio avrebbe provocato un vasto incendio.
Nel corso dello stesso mese, avrebbero inoltre sospeso temporaneamente le attività diversi impianti di raffinazione e complessi petrolchimici situati nelle aree di Tyumen, Salavat, Syzran, Saratov, Omsk e Nizhegorodnefteorgsintez.
Ripercussioni sulla raffinazione e sviluppo delle capacità a lungo raggio
Secondo le stime diffuse da Energy Intelligence, nel mese di luglio la capacità di raffinazione della Federazione Russa sarebbe scesa a circa 3,58 milioni di barili al giorno, un livello che la società di analisi indica come il più basso registrato almeno dall’inizio degli anni Duemila.
Tra gli impianti coinvolti figurerebbe la raffineria di Tyumen, una delle principali strutture indipendenti del Paese, con una capacità nominale di circa nove milioni di tonnellate annue. In base alle informazioni disponibili, si apprende che l’attacco con droni avrebbe determinato la sospensione della lavorazione del greggio e della produzione di carburanti. Sarebbero stati interessati un impianto d’idrotrattamento del gasolio e un’unità destinata alla produzione di benzine ad alto numero di ottano, mentre non risultano comunicazioni ufficiali sui tempi necessari per il completo ripristino delle attività.
Alcuni analisti evidenziano inoltre che la campagna comprenderebbe azioni rivolte anche contro sistemi di difesa aerea, radar e apparati di guerra elettronica, con lo scopo di agevolare la penetrazione dei droni nelle aree d’interesse operativo. In parallelo, le autorità ucraine hanno dichiarato che prosegue lo sviluppo dei programmi dedicati ai sistemi a pilotaggio remoto a lungo raggio, con l’obiettivo d’incrementarne progressivamente l’autonomia operativa nei prossimi anni.
