Libia, nasce il primo giornale dei ribelli
Si chiama Libia il nuovo quotidiano dei manifestanti di Bengasi, la città che, per prima, ha proclamato la "liberazione" da Gheddafi. Nella sua prima edizione il giornale riporta il motto del leader dei mujahiddin libici Omar al-Mokhtar: "Noi non ci pieghiamo, vincere o morire!"
GHEDDAFI COME SADDAM
Soldati semplici e ufficiali si rifiutano di sparare sui loro connazionali. Navi, caccia e Mirage ammutinati. Oggi due piloti di un jet si sono paracadutati e hanno lasciato precipitare il velivolo invece di bombardare Bengasi. Il Rais fa affidamento su truppe di spietati miliziani africani comandati dal figlio Khamis. Al Arabiya cita una fonte della Cpi, che però ha detto di non poter indagare: "10mila morti e 50mila feriti". Intanto è iniziato il grande esodo dal Paese. VIDEO CHOC Sulla spiaggia di Tripoli si scavano le fosse comuni
Sull'ambasciata libica di Roma sventola bandiera pre Gheddafi
Il vessillo è stato collocato da alcuni manifestanti staccatisi dalla protesta organizzata di fronte alla sede diplomatica di via Nomentana e saliti sul cancello dell’ambasciata per sostituire l’attuale bandiera verde della Libia con quella del periodo precedente all’arrivo del colonnello
Libia, Berlusconi: "Basta violenza<br /> Ma ora attenti agli integralisti"
Il premier guarda al futuro: "No all'affermazione del fondamentalismo islamico". Frattini condanna le violenze di Tripoli: "Verosimile la cifra di mille morti". E sull'ondata di immigrati in arrivo dice: "Chiediamo aiuto all'Europa, non ci lasci soli". Poi svela la chiamata di Berlusconi a Gheddafi: "Gli ha ripetuto le stesse cose che ha detto in tv". Tripoli, fosse comuni in riva al mare: guarda il video
