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Quella di oggi "è una bellissima giornata perchè iniziamo a raccogliere i primi frutti di una iniziativa legislativa avviata poco più di un anno fa. La legge era ed è ambiziosa, perchè vuole rendere l'Italia la prima nazione al mondo nella cultura dello screening. Dobbiamo continuare su questa strada perchè è la strada che ci permetterà di sorridere di più e versare qualche lacrima di meno". Lo ha detto il vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, Giorgio Mulè, nel suo intervento in occasione del convegno "Un anno dalla legge numero 130/2023: verso il programma nazionale di screening per diabete tipo 1 e celiachia", presso la sala Matteotti di Montecitorio. Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Mulè (FI): "Legge su diabete tipo 1 e celiachia era ed è ambiziosa"

"Non faccio l'avvocato difensore di Salvini, c'è già Giulia Bongiorno, ma le carte le ho lette, e se si leggono non ci vedo la volontà di sequestrare delle persone a bordo": lo ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia a proposito del rinvio a giudizio del ministro Salvini per il caso Open Arms durante l'incontro odierno a Palazzo Balbi. "Sono fiducioso nella magistratura, la inquirente fa la sua parte ma non è la giudicante - aggiunge Zaia - e sono certo che le carte che ho letto anch'io, perché è tutto documentato, verranno lette e così il giudizio rimetterà in ordine le cose che sono accadute e si vedrà che in quei giorni non c'era un pazzo che è andato lì a dire che non dovevano scendere ma morire di stenti. Anche perché durante il governo Conte 2 i giorni di permanenza a bordo dei migranti erano arrivati a essere anche il doppio rispetto a quando era ministro Salvini". Regione Veneto (Alexander Jakhnagiev)

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Open Arms, Zaia: "Non faccio difensore Salvini, ma nelle carte c'è tutta la verità  dei fatti"

"So che è difficile mettere insieme le nostre industrie della difesa, ma dobbiamo tentare di farlo nel minor tempo possibile al fine di raggiungere il risultato che ci siamo prefissi, ovvero costruire in tutte le parti dell'industria della difesa un piede della Nato in Europa che sia autonomo. Non autonomo dagli alleati, bensì autonomo per quei momenti in cui gli alleati non potranno aiutarci e che sia anche in grado di aiutare gli alleati quando questi ne avessero bisogno. Abbiamo bisogno di un'industria della difesa che cammini con le proprie gambe. Questo serve putroppo in tempi come questi, che nessuno vorrebbe vivere ma che abbiamo il dovere di interpretare" così il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenendo alla Seconda Conferenza della Difesa Missilistica dell'Europa. (Alexander Jakhnagiev)

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Crosetto: "L'Europa deve avere una industria della difesa autonoma"

"A Catania per la stessa vicenda c'è stata l'assoluzione. Io non faccio l'avvocato difensore d'ufficio di Salvini, perché c'è Giulia Bongiorno, però le carte le ho lette. E penso che se si leggono le carte, io non ci intravedo una volontà di sequestro di persona". Lo ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in conferenza stampa a Venezia, sul caso Open Arms. "Io sono un inguaribile ottimista e ho fiducia nella magistratura. La magistratura inquirente fa la sua parte, ma non è il giudizio. Io spero che le carte vengano lette e che poi il giudizio si traduca in un giudizio che riporta la verità. La consolazione di portare a casa la verità in appello o in Cassazione è magra, perché passano anni", ha aggiunto. Fb Zaia (Alexander Jakhnagiev)

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Open Arms, Zaia: "Ho fiducia nella magistratura, basta leggere le carte"

"Oggi forse nessuno si è accorto che l'Italia ha ottenuto un risultato che i gufi tentavano di evitare, ma che io invece preferisco sottolineare. Faccio notare a chi raccontava l'Italia come isolata, che l'Italia non è isolata. E' riconosciuta come un'architrave dell'Europa. Non solo perché è nata a Roma da trattati che hanno messo intorno a un tavolo i governi di nazioni che sie rano fatti la guerra. Ma anche perché l'Italia ha un'economia solida. Per la prima volta l'Italia ha una vicepresidenza esecutiva" così il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, a margine dell'incontro con la stampa estera. (Alexander Jakhnagiev)

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Lollobrigida: "Fitto vicepresidente Commissione Ue? Una vittoria per l'Italia, nonostante i gufi"

“Il rapporto Draghi ha il merito di aprire una riflessione sul futuro dell’Unione ma offre risposte inadeguate, che non modificano il quadro delle politiche macroeconomiche e la qualità dello sviluppo. La proposta di 800 miliardi di investimenti se finanziati dal debito comune rilancia l’ottima esperienza del Next Generation. Ma come si può realizzare in un contesto di politiche fiscali dominato dall’austerità? Il Patto di stabilità ha funzionato solo quando è stato sospeso". Così in un intervento in plenaria Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo. "Ma già quest’anno, il nuovo Patto impone per gli Stati membri una riduzione di spesa pubblica di 100 miliardi di euro, e per l’Italia di 13 miliardi all’anno. Il rapporto Draghi non è completo. Manca una analisi del lavoro di oggi, della funzione dei sindacati, dei problemi della povertà e disuguaglianza scaturiti dal capitalismo finanziario, e della grande disparità tributaria che garantisce alle multinazionali vantaggi fiscali ed elusione. Manca un riferimento sulle conseguenze dell’impatto dell’Intelligenza artificiale sul lavoro: senza un reddito minimo avremo milioni di poveri in più. Infine, ma come si può rilanciare l’economia europea con gli Eurobond per le armi? Crediamo in una Europa più integrata, sociale e solidale, e non immobilizzata nel neoliberismo”, conclude. Ebs (Alexander Jakhnagiev)

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Tridico (M5s): "Draghi vuole eurobond per le armi, noi pace e lavoro"

“Il rapporto del Presidente Draghi ha avuto il coraggio di dire una scomoda verità: l'Europa non è più in grado di realizzare livelli di sviluppo e crescita tali da garantire ai cittadini pace, sicurezza, protezione sociale, lavoro e benessere, cioè quello che si è impegnata a garantire nel 2° dopoguerra. Se ora non riesce più a farlo, perde la sua ragion d'essere. Le crisi di questi anni, la crescita delle disuguaglianze sociali, hanno reso più fragili le nostre democrazie proprio perché se non si offre inclusione e giustizia, cresce la rabbia e il disincanto". Così in aula a Strasburgo Nicola Zingaretti, capo delegazione eurodeputati Pd, intervenendo nel dibattito sulla relazione sul futuro della competitività europea presentato da Mario Draghi."La soluzione alla crisi non è lo status quo o la distruzione dell'Europa. Al contrario sta nell'aprire una stagione di rafforzamento dell'integrazione, della competitività, in primo luogo nei settori più innovativi della produzione: per un’Europa più forte e più umana. Dobbiamo investire per creare più ricchezza, farlo in maniera nuova, salvaguardando il pianeta e redistribuendo meglio all’insegna dell’uguaglianza. Sappiamo che il suo rapporto ora chiama in causa noi, la politica. Questo cammino incontrerà contrarietà e pigrizie. Noi ci impegneremo per andare avanti. Perché, per dirla con Seneca, 'Anche se il timore avrà sempre più argomenti, tu scegli la speranza. Noi scegliamo la speranza”, ha concluso. Ebs (Alexander Jakhnagiev)

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Zingaretti (Pd): “Draghi dice scomoda verità, non garantisce più crescita”

Una bambina di nove anni, Fatima Jaafar Abdullah, e due "combattenti" di Hezbollah, uno dei quali sarebbe il figlio del deputato del gruppo, Ali Ammar, hanno perso la vita in Libano nelle esplosioni simultanee di cercapersone in dotazione a presunti militanti di Hezbollah. Lo ha reso noto l'organizzazione sciita libanese, ammettendo l'esplosione dei dispositivi di un certo numero di affiliati al gruppo. "Le misteriose esplosioni hanno finora provocato la morte di una ragazza e di due combattenti e il ferimento di un gran numero di persone con lesioni diverse", ha dichiarato Hezbollah, precisando che sono in corso "indagini" per scoprire la causa delle esplosioni simultanee. X (Alexander Jakhnagiev)

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Ecco l'esplosione simultanea dei cercapersone miliziani Hezbollah. Otto morti e migliaia i feriti

"La mia preoccupazione non è quella di ritrovarci poveri o soggiogati ad altri dall'oggi al domani. Abbiamo ancora molti punti di forza in Europa ma nel corso del tempo siamo inesorabilmente destinati a diventare meno ricchi, meno equi, meno sicuro e quindi meno liberi di scegliere il nostro destino". Lo ha dichiarato l'ex premier ed ex presidente della Bce, Mario Draghi, nel discorso in plenaria al Parlamento europeo. Ebs (Alexander Jakhnagiev)

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Draghi: "In ansia per futuro Europa, rischiamo di essere meno liberi di scegliere nostro destino"
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