Il “White Album” di Matteo Ascheri
Il produttore piemontese, che ha dato nuovo sprint a una cantina nata a Bra nel 1880, punta tutto su una produzione “unplugged”, ovvero con la tecnologia ridotta al minimo, e su un approccio agronomico sostenibile. Il cuore della produzione è il Nebbiolo, ma lui per l’estate propone tre bianchi (l’Arneis, il Viognier, il Metodo classico) accostandoli ad altrettanti brani della celebre opera dei Beatles
Tequila Day: l’agave incontra la miscelazione d’autore
Il 24 luglio è il giorno dedicato allo spirit messicano per eccellenza, sempre più apprezzato anche nella mixology. In sei locali italiani (a Milano, Roma, Versilia, Napoli e Crotone) Italia selezionati da Fever-Tree, marchio inglese di mixer premium altrettanti drink signature per esaltare il dialogo tra la parte alcolica e quella analcolica
Feudi del Pisciotto omaggia Giacomo Tachis
La cantina siciliana del gruppo Domini Castellare di Castellina presenta una nuova etichetta, un passito dedicato al grande enologo che è stato il primo a credere nella rinascita enologica dell’isola. Un vino anomalo, da uve Semillon e Gewürztraminer, che non è adatto soltanto al fine pasto, ma grazie alla sua acidità può sostenere un intero pasto. Nel resto della produzione, due linee: Colori di Sicilia e I Putti del Serpotta
Torre Alta, il nuovo volto del Chianti Classico
Da Castellare di Castellina un Sangiovese in purezza da vigne storiche, pensato per guardare lontano restando ben piantato nella tradizione. Un vino strutturato e profondo ma anche versatile, con un passaggio in legno di sette mesi estremamente discreto. Nell’etichetta, come tradizione aziendale, c’è anche in questo caso un uccellino, la Cinciallegra simbolo di sostenibilità









