L'assedio alle acciaierie Azovstal a Mariupol si è trasformato nell'emblema della guerra sbagliata di Vladimir Putin.
Se c'è un dato che la guerra in Ucraina ha messo in evidenza, questo è l'incapacità dell'Unione Europea a contare davvero.
Per evitare tragiche illusioni, bisogna prendere atto che in questo momento sul cielo russo non volano le colombe ma i falchi
A volte si assiste a polemiche senza senso, a diatribe motivate da futili pretesti
Giorgia Meloni ha lanciato l'idea di un partito conservatore in Italia. Ipotesi intrigante, con interessanti riferimenti culturali e con spunti programmatici di buonsenso.
Ieri il Parlamento tedesco ha dato il via libera alla fornitura di armi "pesanti" all'Ucraina voluta dal governo di Olaf Scholz. Un esecutivo che guarda a sinistra ma che nel momento delle decisioni è capace di assumersi le sue responsabilità.
A volte si resta sorpresi, per non dire interdetti, dalle congetture e dai ragionamenti con cui ci si rapporta al conflitto ucraino
Comandano sempre le armi
Ormai è chiaro che la riforma della giustizia del ministro Cartabia è il minimo, minimo, minimo comun denominatore della maggioranza extra-large del governo Draghi.
La guerra è anche simboli, narrazioni. È un palcoscenico tragico.