Cultura e Spettacoli
Falsi, menzogne, minacce. Così il clan "Fake Continua" uccise l'innocente Calabresi
Aurelio Grimaldi analizza la campagna diffamatoria orchestrata dai compagni che portò all'omicidio del commissario prima, e al plauso e alla giustificazione dei colpevoli poi. Un clamoroso caso di disinformazione, troppo spesso taciuto










