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La crisi sanitaria legata al coronavirus è ormai diventata una crisi economica che ha investito diversi settori, compreso il calcio, fermo da settimane, e pronto a rivolgersi al governo per chiedere un aiuto immediato. Dopo l’ultimo vertice a distanza tra il presidente Federale Gravina, i presidenti delle Leghe di A, B, C e Dilettanti, insieme ai rappresentanti di calciatori, allenatori e arbitri, è stato redatto un documento da inoltrare al ministro dello sport Spadafora con le richieste urgenti tra cui il riconoscimento dello stato di crisi per cause di forza maggiore. (Lapresse)

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Calcio in crisi, la Figc chiede aiuto al governo

"Trovare il punto debole di questo agente e lo colpiremo lì dove gli farà più male, questo è il ruolo chiave di qualunque laboratorio di ricerca". A dirlo è Fausto Baldanti, Direttore Unità Virologia Molecolare del San Matteo di Pavia. "I punti deboli bisogna cercarli avendo anche una ricerca dello sviluppo degli anticorpi nelle persone che guariscono da queste infezioni. Questo può diventare un farmaco o una terapia per i pazienti malati", spiega ancora Baldanti. (Lapresse)

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Dentro il laboratorio di Pavia dove si ricerca una cura contro il Covid: "Colpiremo il virus lì dove gli faremo più male"

"La diocesi ha pensato di venire incontro a una necessità che era quella di dove collocare le persone che morivano". Ha la voce rotta e il viso provato Don Mario, il parroco di Seriate, comune della Bergamasca, che ha aperto le porte della sua chiesa, quella di San Giuseppe, per accogliere le bare di alcune delle vittime dell’epidemia di coronavirus nella Val Seriana. Sono 80 le bare che hanno trovato accoglienza all’interno dell’edificio religioso. "C’è sembrato bello- ha aggiunto il sacerdote- È come dire che una comunità si prende cura, fa una carezza di accoglienza e di preghiera in un momento come questo. Per noi è come se fossero già nella casa del padre. Per un po’ di tempo li curiamo noi". (Lapresse)

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La chiesa di Seriate accoglie 80 bare. Il parroco: "Viene da chiedersi dove sia il Signore"

Raffaele Bruno è il primario di Malattie Infettive del San Matteo di Pavia. Ma è anche il medico che ha curato il paziente 1 di Codogno. "Per noi sono tutti pazienti 1, perché hanno tutti la stessa importanza", spiega Bruno che poi racconta: "Umanamente per me questo è stato un mese molto importante, che mi ha fatto apprezzare il meglio delle persone. E ho imparato anche che la normalità è un privlegio". (Lapresse)

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Il medico del paziente 1 di Codogno: "Ho imparato che la normalità è un privilegio"

Sono arrivati a Bergamo gli aiuti militari russi, compreso il personale medico e le forniture, che daranno il loro contributo nella lotta al coronavirus. Il carico comprende un complesso mobile di analisi e diagnostica, apparecchiature di disinfezione mobile ad alte prestazioni, oltre ad uno stock di disinfettanti e attrezzature speciali per assistere i pazienti gravi affetti da coronavirus. (Lapresse)

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Coronavirus, l'arrivo a Bergamo dei militari russi

Strade vuote e silenzio anche a Bergamo, una delle città più colpite dall'epidemia coronavirus. Per le strade solo gli appartenenti alle associazione che aiutano le persone più in difficoltà. "Stiamo sentendo molta gente in difficoltà, c'è bisogno di aiuto", fa sapere uno dei volontari con la voce rotta. (Lapresse)

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Coronavirus: Bergamo deserta, in giro solo i volontari

La guardia di finanza di Ancona, in collaborazione con i funzionari dell’agenzia delle dogane e monopoli, ha sequestrato 1.840 circuiti respiratori composti da tubo, pallone, valvola e maschera respiratoria da utilizzare per i pazienti in condizioni critiche. (Lapresse)

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Coronavirus, Ancona: maxi-sequestro di ventilatori per terapia intensiva

È il grido di dolore di un cittadino di Pianura, quartiere della zona Ovest di Napoli che, durante i controlli effettuati dall'esercito, si avvicina ai microfoni e mostra l'autocertificazione che gli consente di andare in farmacia per comprare un medicinale per la figlia poco più che 28enne colpita da un carcinoma maligno al midollo osseo. "Qui a Pianura nessuno parla delle cinque discariche abusive che decimano la popolazione. Il Coronavirus a noi fa un baffo". (Lapresse)

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La disperazione di un papà: "Il coronvirus ci fa un baffo, respiriamo diossina da 40 anni e mia figlia muore di carcinoma"
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