Leggi il settimanale

Le Uve Michelin partono dalla Borgogna

Presentata a Digione la prima guida rossa dedicata al mondo del vino, con la selezione che fotografa uno dei territori più importanti della Francia e del mondo enologico. Vengono raccontato 94 domaines, nove dei quali sono insigniti delle Tre Uve (tutti concentrati nella Côte de Nuits e nella Côte de Beaune), simbolo dell’eccellenza assoluta, 20 le Due Uve e 33 l’Uva singola

Le Uve Michelin partono dalla Borgogna
00:00 00:00

La Guida Michelin amplia il proprio raggio d’azione nel mondo del vino e presenta la prima selezione delle Uve Michelin 2026 dedicata alla Borgogna. L’annuncio è stato dato a Digione, nel Palazzo dei Duchi di Borgogna, oggi sede del municipio, scegliendo non a caso una delle regioni simbolo della viticoltura mondiale per inaugurare il nuovo riconoscimento.

La guida fotografa un territorio in cui tradizione e rinnovamento convivono. Da un lato la forza di una gerarchia di terroir e denominazioni costruita nei secoli, dall’altro una nuova generazione di produttori che continua a innovare senza rompere il legame con il patrimonio storico. Al centro restano i due vitigni che hanno reso celebre la regione, Pinot Noir e Chardonnay.

La selezione 2026 comprende complessivamente 94 domaines, suddivisi in quattro categorie: 9 cantine ottengono le 3 Uve, il massimo riconoscimento; 20 ricevono 2 Uve, 33 conquistano 1 Uva, mentre 32 aziende entrano tra le tenute selezionate per affidabilità e qualità costante.

“Questa prima selezione delle Uve Michelin rivela una Borgogna fedele alla propria eredità, ma decisamente viva”, osserva il direttore internazionale della Guida Michelin, Gwendal Poullennec. Secondo Poullennec, l’eccellenza non dipende soltanto dal prestigio di un nome, ma dalla precisione del lavoro in vigna e in cantina e dalla personalità con cui ogni vignaiolo interpreta il proprio terroir.

Le 3 Uve, simbolo dell’eccellenza assoluta, sono concentrate nelle aree più prestigiose della regione, la Côte de Nuits e la Côte de Beaune. Tra i nomi premiati figurano il Domaine de la Romanée-Conti, riferimento assoluto della viticoltura mondiale, il Domaine Leroy e il Domaine d’Auvenay, entrambi guidati da Lalou Bize-Leroy, unica produttrice a ottenere il massimo riconoscimento con due diverse aziende. Completano il gruppo il Domaine Coche-Dury, il Domaine Roumier, il Domaine Dugat-Py, il Domaine Hubert Lamy, il Domaine Jean-Marc & Thomas Bouley e il Domaine de Cécile Tremblay.

Le 2 Uve premiano invece aziende capaci di garantire elevata qualità e continuità produttiva sull’intero territorio borgognone, dalla Côte de Nuits alla Côte Chalonnaise. Tra i domaines più noti figurano Domaine Dujac, Domaine Denis Mortet, Domaine des Comtes Lafon, Domaine Leflaive, Étienne Sauzet e Bonneau du Martray.

La categoria 1 Uva raccoglie 33 produttori rappresentativi dello stile borgognone, con una forte presenza dei villaggi storici di Gevrey-Chambertin, Chambolle-Musigny, Vosne-Romanée, Meursault e Volnay. Tra le aziende selezionate compaiono Domaine Armand Rousseau, Domaine Faiveley, Louis Jadot, Joseph Drouhin e Domaine Roulot.

Accanto ai riconoscimenti principali, Michelin inserisce infine 32 aziende nella categoria delle tenute selezionate, destinata a produttori ritenuti affidabili per continuità qualitativa.

Fra questi trovano spazio realtà storiche e giovani vignaioli come Domaine Sylvain Pataille, Domaine Camille Thiriet e Domaine Maxime Cottenceau, a conferma di una Borgogna che continua a rinnovarsi valorizzando tanto i nomi affermati quanto le nuove generazioni.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica