Notte di fuoco in Iran. In risposta agli attacchi contro navi nello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti hanno condotto una serie di attacchi aerei contro obiettivi militari della Repubblica islamica. Secondo Axios, sono stati quattro o cinque volte più potenti rispetto ai raid di giugno. Il via libera agli strike è stato dato dal presidente Usa Donald Trump al vertice Nato. La risposta dei pasdaran non si è fatta attendere. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver attaccato 85 siti militari degli Stati Uniti in Bahrein e Kuwait, in risposta ai raid aerei statunitensi nel sud dell'Iran. Lo riporta Iran International.
In una dichiarazione, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno aggiunto che gli attacchi statunitensi miravano a oscurare il corteo funebre per la Guida Suprema Ali Khamenei e che Washington ha interpretato la grande partecipazione come un ulteriore segno della sua sconfitta.Rutte, risposta Usa in Iran necessaria, stanno violando la tregua
I bombardamenti Usa in Iran portati avanti nel corso della notte erano "assolutamente necessari". Lo ha detto il segretario generale della nato Mark Rutte arrivando al vertice. "L'Iran sta violando la tregua con l'attacco alle navi, gli Usa dovevano reagire con forza", ha notato. Rutte ha poi dichiarato di aspettarsi che gli alleati oggi ribadiranno che Teheran non potrà mai avere le armi atomiche e che lo stretto di Hormuz deve essere riaperto.
Sirene di allarme aereo suonano di nuovo in Bahrein
In Bahrein risuonano per la seconda volta le sirene di allarme missilistico dopo che l’Iran ha già preso di mira il regno in risposta ai precedenti attacchi aerei degli Stati Uniti.
Gharibabadi, ora misure per proteggere gli interessi del Paese
"L'Iran, pur avvertendo seriamente delle conseguenze della violazione dell'accordo da parte degli Stati Uniti, adotterà misure decisive per proteggere i propri interessi e la sicurezza nazionale", ha scritto mercoledì il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi su X. "Nelle ultime tre settimane, gli Stati Uniti hanno ripetutamente violato le clausole 1 e 2 del Memorandum d'intesa di Islamabad, attraverso dichiarazioni minacciose contro l'Iran e le azioni del regime sionista in Libano", ha aggiunto, secondo l'agenzia di stampa IRNA, sottolineando che "il nuovo attacco statunitense contro l'Iran rappresenta un'ulteriore grave violazione delle clausole del Memorandum d'intesa".
L'Iran afferma che non permetterà mai interferenze nella gestione di Hormuz
Il Comando Centrale delle Forze armate della Repubblica islamica ha dichiarato in un comunicato che "l'Iran non permetterà alcuna interferenza nella gestione e negli affari relativi allo Stretto di Hormuz, in nessuna circostanza". "Le cerimonie funebri del defunto leader Ali Khamenei e la partecipazione del popolo hanno rappresentato un'umiliante sconfitta per l'arroganza globale e i criminali Stati Uniti", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'IRNA, in seguito agli attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran avvenuti la scorsa notte.
Axios, attacchi Usa 4-5 volte più potenti di quelli di fine giugno
Un alto funzionario statunitense ha riferito al giornalista di Axio Barak Ravid che gli attacchi sferrati questa notte dall'esercito degli Stati Uniti in Iran sono stati quattro o cinque volte più estesi e più potenti rispetto a quelli effettuati circa 10 giorni fa.
Comando Usa, colpiti 80 obiettivi tra cui sistemi difesa e 60 imbarcazioni
"Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) hanno completato una nuova serie di attacchi offensivi contro l’Iran il 7 luglio, colpendo oltre 80 obiettivi con munizioni di precisione come risposta immediata agli ultimi attacchi iraniani contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz". È quanto si legge in una nota del Centcom. "Le forze statunitensi hanno colpito i sistemi di difesa aerea iraniani, le reti di comando e controllo, le postazioni radar costiere, le capacità missilistiche anti-nave e oltre 60 piccole imbarcazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche all’interno e in prossimità dello stretto, al fine di ridurre la capacità dell’Iran di continuare ad attaccare il commercio internazionale che transita attraverso questo corridoio commerciale", fa sapere il Comando Usa, "l’Iran ha recentemente attaccato tre navi mercantili in transito nello stretto, tra cui la M/T Al Rekayyat battente bandiera delle Isole Marshall, la M/T Wedyan battente bandiera dell’Arabia Saudita e la M/T Cyprus Prosperity battente bandiera liberiana. L’aggressione ingiustificata da parte delle forze iraniane costituisce una chiara e pericolosa violazione del cessate il fuoco e compromette la libertà di navigazione". "Le forze del Centcom rimangono pronte e preparate a chiamare l’Iran a rispondere delle proprie azioni qualora l’accordo non venga rispettato o osservato", conclude la nota.
Media, Pezeshkian è rientrato da Iraq dopo attacchi Usa
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha lasciato l'Iraq per tornare in Iran dopo gli attacchi statunitensi contro le regioni meridionali del Paese. Lo riporta la televisione di stato iraniana.
Comando militare iraniano, atti terroristici Usa non rimarrano impuniti
Il Comando Centrale Khatam al-Anbia ha sottolineato che i recenti atti di aggressione degli Stati Uniti contro il Paese non resteranno impuniti. Lo riferisce l'agenzia di stampa Tasnim. In un comunicato, il massimo comando militare iraniano ha promesso che "le Forze armate della Repubblica Islamica daranno una risposta schiacciante ai più recenti atti terroristici degli Stati Uniti contro l'Iran". La dichiarazione è stata rilasciata dopo gli attacchi statunitensi contro le aree meridionali dell'Iran. Promettendo di non lasciare impunito il "terrorismo americano", il quartier generale ha sottolineato che i tentativi di Washington di interferire negli affari della via navigabile "in nessuna circostanza" resteranno impuniti. "Si ribadisce - si legge nel comunicato - che l'unico passaggio sicuro per le navi commerciali e le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è la rotta designata dalla Repubblica islamica". La dichiarazione ha ricordato che la "sfacciata aggressione" ha rispecchiato il "completo disprezzo per gli impegni assunti dagli Stati Uniti" nell'ambito del memorandum d'intesa firmato con l'Iran il mese scorso.
Media statali, colpite basi Usa in Kuwait e Bahrein
Secondo quanto riportato dalla tv di Stato iraniana, le Guardie Rivoluzionarie iraniane avrebbero colpito basi statunitensi in Kuwait e Bahrein.
Kuwait risponde ad attacchi missilistici e droni
L'esercito kuwaitiano ha risposto agli attacchi missilistici e di droni ostili, avvenuti dopo che l'Iran aveva minacciato "ritorsioni" per i raid statunitensi. Lo ha dichiarato lo Stato maggiore dell'esercito kuwaitiano. "Le difese aeree del Kuwait stanno attualmente contrastando attacchi missilistici e di droni ostili - ha dichiarato l'esercito su X, senza specificare la provenienza degli attacchi - Lo Stato Maggiore dell'Esercito precisa che qualsiasi esplosione udita è il risultato dell'intercettazione di attacchi ostili da parte dei sistemi di difesa aerea".
Sirene anti aeree in Bahrein
Sirene d'allarme in Bahrein, dopo gli attacchi statunitensi in Iran. "È scattato l'allarme - scrive il ministero dell'Interno su X senza fornire dettagli sulla presunta minaccia - Si invitano i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino".
Ghalibaf, da Usa violazione memorandum, finita era del bullismo non ci pieghiamo
"Grave violazioni dell'memorandum di intesa tra Usa e Iran da parte degli Stati Uniti: Violazione della regolamentazione nello Stretto (di Hormuz, ndr). Minacce persistenti di ulteriori attacchi. Reintroduzione delle sanzioni sul petrolio. Attacchi al sud dell'Iran. Aggressione sionista continua sul Libano. L'era del bullismo e dell'estorsione è finita. Non porta da nessuna parte. Non ci pieghiamo". Lo ha scritto in un post sul suo profilo X, Mohammad Bagher Ghalibaf presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore per l'Iran nella trattativa con gli Stati Uniti, in seguito agli attacchi delle forze armate americane sul Paese.
Usa, colpiti oltre 80 obiettivi fra cui sistemi di difesa
Il Comando centrale degli Stati Uniti ha dichiarato di aver colpito oltre 80 obiettivi durante i raid di questa notte in Iran condotti in risposta agli attacchi di Teheran contro navi nello Stretto di Hormuz. "Le forze statunitensi hanno colpito i sistemi di difesa iraniani, le reti di comando e controllo, le postazioni radar costiere, le capacità missilistiche antinave e oltre 60 piccole imbarcazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche nello stretto e nelle sue vicinanze" scrive l'esercito statunitense in un comunicato pubblicato su X.
Funzionario Usa, Trump ha ordinato attacchi da vertice Nato
Il presidente americano Donald Trump avrebbe approvato il piano d'attacco contro l'Iran, e ne avrebbe ordinato l'esecuzione, mentre si trovava in Turchia per il vertice Nato. Lo riporta Axios citando come fonte un funzionario statunitense. Ad Ankara, Trump avrebbe tenuto un incontro con il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent e il capo di Stato Maggiore congiunto, generale Dan Caine. Secondo il funzionario, "questa risposta è la diretta conseguenza degli atti di terrorismo internazionale perpetrati dall'Iran contro navi innocenti in transito nello Stretto di Hormuz. Gli iraniani conoscono le conseguenze delle loro azioni sconsiderate, eppure hanno scelto di perpetrare questi attacchi". Gli attacchi, prosegue il funzionario statunitense, "sono stati da quattro a cinque volte più estesi e potenti rispetto a quelli effettuati a Hormuz dieci giorni prima".
Funzionario Usa, raid sono punizione, non finirà presto
"Questa è una punizione. Non finirà presto". Lo ha detto un funzionario statunitense alla Cnn a proposito degli attacchi statunitensi contro l'Iran in risposta agli attacchi contro navi mercantili nello Stretto di Hormuz. Gli Usa hanno anche reintrodoto le sanzioni sulle vendite di petrolio iraniano.
Iran, attacchi Usa violano intesa, ci saranno ritorsioni
Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno ripetutamente violato il memorandum d'intesa concordato e ha avvertito che ci saranno ritorsioni in seguito agli attacchi di Washington contro obiettivi nello Stretto di Hormuz. "L'Iran lancia un serio avvertimento sulle conseguenze della violazione del trattato da parte degli Stati Uniti e adotterà misure decisive per proteggere i propri interessi e la sicurezza nazionale", ha affermato il ministero in una dichiarazione pubblicata su Telegram da Irib News.
Teheran, con ripristino sanzioni Usa violano Memorandum d'Intesa
Il ministero degli Esteri iraniano ha accusato gli Stati Uniti di aver violato l'articolo 10 del Memorandum d'intesa annullando la deroga temporanea alle sanzioni che colpivano le vendite di petrolio iraniano. Lo riporta Al Jazeera. In una dichiarazione, il ministero ha condannato la mossa del Dipartimento del Tesoro statunitense, definendola una "chiara violazione" del memorandum. Secondo quanto affermato, la decisione, presa meno di 20 giorni dopo la firma del memorandum, dimostrava "malafede" e provava che non ci si poteva fidare dell'amministrazione statunitense.
Media Tehran, esplosioni a Sirik e sull'isola di Qeshm
I media iraniani segnalano esplosioni nella città portuale di Sirik nel sud del Paese e sull'isola di Qeshm nei pressi di Bandar Abbas dopo che il Centcom ha annunciato di aver effettuato alcuni raid sul territorio iraniano in seguito agli attacchi odierni contro tre navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz.
Usa lanciano attacchi contro Teheran
Il Comando centrale degli Stati Uniti ha annunciato di aver lanciato "potenti" attacchi contro l'Iran in risposta alle azioni di Teheran contro le navi commerciali nello stretto di Hormuz. "L'aggressione dell'Iran - si legge in un post su X - è stata ingiustificata, pericolosa e una chiara violazione del cessate il fuoco".