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La Nazionale Italiana Rugby maschile ha reso omaggio ai caduti italiani della Prima Guerra Mondiale che riposano presso il Cimitero della Guillotiere di Lione alla vigilia del quarto, decisivo incontro della Rugby World Cup di venerdì sera all'OL Stadium contro la Francia. Una delegazione azzurra, guidata dal Tenente Colonnello dell’Esercito Italiano, Matteo Carmignani, attualmente formatore di competenze trasversali (soft skills coach) dello staff azzurro, grazie alla collaborazione tra FIR e El, ha visitato le tombe dei militari presso l'appezzamento perpetuamente concesso dal Governo francese all'Italia, all'interno del complesso cimiteriale, per consentire il riposo dei caduti su suolo nazionale.Dopo un momento di raccoglimento presso il Monumento ai Caduti italiani situato all'interno del riquadro, gli Azzurri hanno deposto una corona e una maglia firmata dalla Squadra Nazionale al completo, rinnovando il profondo legame ancor oggi esistente tra la città di Lione e i caduti italiani sepolti alla Guillotiere, facenti parte del corpo d'armata italiano inviato in Francia a supporto delle truppe alleate nella fase terminale delle ostilità e perpetuato grazie all'operato delle associazioni DACI (discendenti ex combattenti italiani) e ANFCDG (Associazione Nazionale delle famiglie caduti e dispersi in guerra)."Il senso di questa visita è celebrare il legame esistente tra la Nazionale italiana Rugby e la nostra Italia e rendere omaggio agli italiani che in peggiori frangenti e con conseguenze diverse hanno rappresentato il nostro Paese. Questo momento rafforza ulteriormente l'importanza dei valori che sono tipici del mondo del Rugby e sono condivisi dall'Esercito quali il senso di appartenenza e la coesione" ha sottolineato il Tenente Colonnello Carmignani.Video della Feder Rugby

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Gli Azzurri omaggiano i caduti italiani della Prima guerra mondiale

È stato diffuso il video delle telecamere di sorveglianza che hanno ripreso l'attimo in cui l'autobus con a bordo numerosi turisti stranieri perde il controllo e precipita dal cavalcavia Vempa vicino ai binari della ferrovia tra Mestre e Marghera. Le immagini mostrano il bus procedere normalmente sulla sopraelevata prima di rallentare e poi cadere all'improvviso.

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Incidente a Mestre, ecco il momento in cui il bus precipita dal cavalcavia

"Lo devono arrestare, gli devono togliere tutto come hanno tolto tutto a me". Non si dà pace Mario, il fidanzato di Alessia Neboso, la 21enne morta dopo un intervento per aumentare il seno. "È la prima volta che lo dico - continua il ragazzo - la famiglia nemmeno lo sa, io avevo intenzione di avere un bambino con lei, lei disse: non lo facciamo ancora, voglio rifare il seno". Alle telecamere de La Vita in Diretta, il programma condotto da Alberto Matano su Rai1, Mario poi racconta: "Andai in ospedale e la vidi che stava piena di tubi, tre secondi la guardai e me ne andai, non la volevo vedere così, non mi avvicinai proprio al letto e di questo mi rammarico, io l’ho vista 3 secondi da lontano... Mi disse: Mario, mi voglio rifare il seno. Io non sono mai stato d’accordo, erano tutti quanti contro perché lei era una bellezza sovrannaturale, lei le ragazze le bruciava tutte, anche in Francia. Ma era complessata, piangeva tutti i giorni davanti allo specchio, questo seno è stata la sua rovina". Ora Mario chiede giustizia. "Ormai Alessia non me la ridà più nessuno, voglio solo giustizia, voglio che prendono le chiavi e le buttano. Voglio solo questo. Un chirurgo famoso mi fa morire ‘muglierema’ ... voglio sapere perché l’hanno portata direttamente a Villa dei Fiori, che era l’ospedale più vicino, e perché quando le è salita la febbre la rimandano a casa sapendo che non era normale, deve rispondere a questo. Mi hanno strappato il cuore dal petto, mi manca il suo sorriso, i suoi occhi, l’odore dei suoi capelli, tutto... vorrei dire che non ho più voglia di vivere però non lo dico perché lei non vuole questo... Il mio scopo adesso è dare giustizia ad Alessia, deve pagare (il chirurgo, ndr), deve marcire in galera”.

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Muore dopo intervento al seno, il fidanzato: "Nessuno lo sa, volevo un bambino". E sul chirurgo: "Gli devono togliere tutto come hanno tolto tutto a me"
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