Continua ad aggravarsi il bilancio della catastrofica alluvione che ha colpito il Nepal. Centinaia i morti, migliaia i feriti e i dispersi. Ancora nessuna notizia dei tre italiani dispersi.
Tra i dispersi in Nepal l'italiano Luca Barachini e la moglie Patrizia Marziale
Luca Barachini e Patrizia Marziale figurano nell’ultimo elenco delle persone disperse diffuso dalla polizia nepalese, aggiornato alle 17.30 di oggi ora locale e diffuso dal ministero del Turismo. Per entrambi il documento della Nepal Police riporta i dati anagrafici e l’appartenenza, rispettivamente, alle categorie Italia e Svizzera, senza alcuna indicazione di avvenuto soccorso. La coppia e’ residente a Lugano.
Patrizia Marziale, da quanto si e’ appreso, e’ comunque italo-svizzera, quindi con doppia cittadinanza
Autorità Nepal, 187 turisti stranieri salvati dopo le alluvioni, 420 irraggiungibili
Sono oltre 187 i cittadini stranieri soccorsi nelle aree colpite dalle alluvioni del fiume Bhotekoshi. Lo riferisce il ministero degli Esteri nepalese nell’ultimo bollettino, diffuso alle 14 di oggi ora locale, precisando che complessivamente sono state tratte in salvo oltre 4.450 persone. Il ministero non ha fornito nell’ultimo aggiornamento un nuovo dato sugli stranieri ancora non raggiungibili. Nell’ultimo bollettino disponibile sul punto, pubblicato dal Nepal Tourism Board alle 13.30 e riportato da Nepal News, erano invece 420 le persone straniere ancora “out of communication”, mentre 184 erano state soccorse.
Polizia, sale a 675 il bilancio delle vittime
Il bilancio delle vittime in Nepal a quattro giorni dall’alluvione-lampo che ha interessato la regione himalayana è salito a 675. Lo si apprende da un aggiornamento della polizia locale, secondo cui le aree con il maggior numero di vittime sono quelle di Rasuwa (13), Dhading (49), Gorkha (54), Nawalparasi East (158), Nuwakot (49), Chitwan (248), Tanahun (31) e Nawalparasi West (65).
Rientrati in Italia dal Nepal i due turisti bresciani rimasti bloccati
Sono atterrati all’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo) Massimo Lombardi e Giovanni Fassini, i due escursionisti bresciani rimasti bloccati in Nepal a causa delle violente alluvioni e delle frane che hanno colpito il Paese. Dopo giorni segnati dalle difficoltà negli spostmenti, i due sono riusciti a raggiungere Kathmandu e da lì a intraprendere il viaggio di ritorno. “Siamo sani e salvi, l’importante è quello. Ma il pensiero va alla gente ancora isolata o sotto il fango, la concentrazione di tutti deve andare a loro”, hanno detto appena atterrati.
Salgono a 669 i morti in alluvione, quasi 3.000 i dispersi
Le autorità nepalesi hanno aggiornato il bilancio delle vittime dell’alluvione che ha colpito il Paese mercoledì: i morti sono saliti a 669 in Nepal, a cui si aggiungono i 7 segnalati in Tibet. I dispersi sono quasi 3.000.
Sei esperti cinesi per soccorrere i lavoratori intrappolati nel tunnel in Nepal
Il governo del Nepal ha mobilitato un team di sei esperti tecnici cinesi per contribuire alle operazioni di soccorso dei lavoratori intrappolati nel tunnel della centrale idroelettrica Upper Trishuli 3B, nel distretto di Rasuwa. Lo riferisce Nepal News. Gli esperti, arrivati nella zona di Trishuli in elicottero, lavoreranno insieme a una squadra tecnica dell’esercito nepalese. Il primo intervento consisterà in una ricognizione tecnica per valutare le condizioni all’interno del tunnel e stabilire se sia possibile effettuare il salvataggio. Secondo il segretariato dell’ufficio del premier nepalese, altri esperti cinesi sono già in standby nell’area di confine con il Nepal e potranno essere inviati sul posto immediatamente qualora la prima valutazione indichi che l’operazione di soccorso è fattibile. La situazione all’interno del tunnel viene descritta come estremamente difficile e l’operazione come ad alto rischio e tecnicamente complessa.
Kathmandu, ancora dispersi 420 turisiti, tratti in salvo fino a ora 184 cittadini stranieri
La Commissione per il Turismo del Nepal ha reso noto che sono stati tratti in salvo fino a ora 184 cittadini stranieri. Sono inoltre in corso contatti con una persona di nazionalità belga e con due spagnoli. Rimangono dispersi al momento ancora 420 turisti, si precisa.
Papa invia aiuti per le necessità urgenti
Papa Leone XIV ha inviato un sostegno economico per le necessità più urgenti della popolazione colpita dalla catastrofe. Il contributo aiuterà Caritas Nepal nelle attività già in corso dalle prime ore dopo l’alluvione: fornire assistenza immediata con cibo, generi di prima necessità e spazi di accoglienza per chi ha perso tutto.
Autorità Nepal, fino a 5 miliardi per la ricostruzione dopo le alluvioni
Il Nepal potrebbe aver bisogno di 4-5 miliardi di dollari per la ricostruzione dopo le devastanti alluvioni di questa settimana. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze Swarnim Wagle, secondo quanto riportato dai media nepalesi. Wagle ha precisato che si tratta di una stima iniziale, mentre è ancora in corso la valutazione dei danni.
Autorità Nepal, sale a 626 il bilancio delle vittime dell'alluvione
Il bilancio delle devastanti alluvioni che hanno colpito il Nepal continua ad aggravarsi. Secondo l’ultimo aggiornamento della National disaster risk reduction and management authority (Ndrrma), 626 persone sono morte e altre 2.426 risultano disperse. Lo riporta la Bbc. Il nuovo bilancio, diffuso dall’autorità nepalese sui social, supera quello di 616 vittime comunicato dalla polizia. Anche il numero dei dispersi è aumentato sensibilmente: erano 1.924 nell’ultimo aggiornamento della Ndrrma di ieri. A questi bisogna aggiungere i 558 citati dalle autorità cinesi. Il totale arriva a quasi 3mila persone, anche se è ancora difficile stabilire se non ci siano sovrapposizioni tra i dispersi.
Autorità del distretto di Chitwan identificano solo 4 corpi su 233
Le autorità del distretto di Chitwan, nel Nepal centro-meridionale, hanno recuperato finora 233 corpi dopo le alluvioni, ma soltanto quattro sono stati identificati. Lo riferisce la Bbc, citando una dichiarazione dell’Ufficio dell’amministrazione distrettuale di Chitwan. “I corpi raccolti dalle strutture sanitarie e dalle rive dei fiumi sono in stato di decomposizione e non sono più identificabili”, si legge nella dichiarazione. I restanti 229 corpi sono conservati nei centri di deposito e nelle strutture sanitarie, mentre le autorità continuano a raccogliere e registrare campioni di Dna per consentirne l’identificazione.
Cresce bilancio vittime, almeno 616 morti e 2.300 feriti
Sale a 616 il numero dei morti e si contano 2.301 persone ferite nella catastrofica alluvione che ha investito mercoledì il confine tra Nepal e Tibet. E’ questo il bilancio aggiornato fornito sui social dalla polizia nepalese.
Sale a sette il bilancio delle vittime in Cina
Il bilancio delle vittime della devastante alluvione-lampo sull’Himalaya è salito di due unità, arrivando a sette in Cina, come rende noto l’agenzia di stampa statale cinese Xinhua, aggiungendo che il numero dei dispersi è sceso da 558 a 554. Complessivamente risultano ancora oltre 2.500 dispersi nella zona del disastro tra Cina e Nepal, Paese che finora ha segnalato 579 morti, portando il bilancio complessivo delle vittime su entrambi i lati del confine a 586. Molti cittadini stranieri sono tra i dispersi sia in Nepal che nel Tibet sud-occidentale, una regione della Cina.
Il Nepal chiede assistenza estera per salvataggi e gestione delle salme
Il Nepal ha bisogno di assistenza straniera per il salvataggio delle persone rimaste intrappolate in un tunnel, nonché per l’identificazione e la conservazione dei corpi, in seguito all’alluvione-lampo che ha colpito il confine himalayano con la Cina. Lo dichiara il ministro degli Esteri nepalese Shisir Khanal, spiegando che il Nepal ha inoltre già presentato richieste di aiuto dall’estero in ambiti specializzati e tecnici nei quali non dispone delle necessarie competenze, ma non nelle operazioni di ricerca e soccorso, stando a quanto riporta il Guardian. L’esercito nepalese ha avviato una pericolosa e difficile operazione per salvare le persone intrappolate nel tunnel di un progetto idroelettrico nel distretto di Rasuwa, colpito dall’alluvione. Khanal ha dichiarato anche che il Nepal ha chiesto a India e Cina di fornire ponti Bailey, ponti reticolari portatili e prefabbricati composti da pannelli standardizzati e rapidamente assemblabili, per ripristinare quanto prima i trasporti e le comunicazioni nell’area colpita dal disastro, dove sono stati distrutti almeno venti ponti.
Fango e intrappolati in tunnel complicano i soccorsi
L’esercito del Nepal ha intensificato le operazioni di ricerca e soccorso dopo la devastante alluvione lampo nell’Himalaya, ma sta incontrando grandi difficoltà, tra cui spessi strati di fango e persone intrappolate nei tunnel di montagna. Lo afferma il portavoce delle forze armate Raja Ram Basnet, spiegando che il fango rende difficile per i quattordici elicotteri di soccorso attualmente operativi nella regione atterrare e decollare nelle aree colpite, tra cui Temure, Syabrubesi e Mailung. I tunnel della regione montuosa rappresentano un altro ostacolo, ha detto Basnet, dato che delle persone sono intrappolate al loro interno. Venerdì mattina il bilancio di individui tratti in salvo da quella particolare situazione si limitava a quattro, ha aggiunto, precisando che si ritiene che molti altri siano ancora intrappolati. Difficile dire quanto a lungo sarebbero continuate le operazioni di soccorso, ha dichiarato in seguito il portavoce. L’autorità nepalese per la gestione dei disastri ha dichiarato che più di 4.400 persone sono state salvate dall’inizio della crisi alla serata di venerdì.
