L’assalto di Ceuta di luglio è lo spartiacque tra un prima e un dopo per la Spagna ma, soprattutto per il governo di Pedro Sanchez. La gestione sbagliata fin dalle prime ore della crisi migratoria, che ha avuto le dimensioni di una vera e propria invasione dell’exclave, si stanno ora ripercuotendo come un effetto domino sulle dinamiche politiche e sociali dello Stato. L’accusa che viene rivolta con più frequenza al governo di Madrid è di aver minimizzato e di stare ancora continuando a sottostimare quanto accaduto, non per mancanza di strumenti ma per volontà politica.
Da Madrid continuano a ripetere che a Ceuta sono rimaste al massimo 5.000 persone dopo i rientri volontari nelle ore immediatamente successive all’assalto ma i numeri non tornano: Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, una settimana fa stimava le persone accampate sulla spiaggia fossero circa 4.500. A queste si aggiungono quelle che si trovano al momento ospitate nelle strutture dello Stato e della Città di Ceuta, che sono 4.160 adulti e 2.348 minori. E si arriva già a oltre 11.000 irregolari. E a questi si aggiungono quelli che dormono nei quartieri, nelle colline e nei boschi, nei campi e in ogni anfratto possibile di Ceuta. Sono numeri enormi, che non accennano a diminuire. E gli spagnoli ora iniziano a chiedere con conto con insistenza, anche perché pare che i numeri non siano l’unico aspetto di questa vicenda sul quale il governo non sta facendo adeguata chiarezza.
Il presidente della Junta di Andalusia, Juanma Moreno Bonilla, esponente del Partito popolare, in un’intervista radiofonica concessa ieri ha sollevato molti dubbi sui minori stranieri. Migliaia sono già arrivati nella penisola ma secondo lui ci sono state omissioni nella determinazione dell’età. Va premesso che l’attribuzione dell’età precisa è un esercizio molto complicato, soprattutto quando si tratta di una discrepanza di pochi anni. Un soggetto di 19 anni può essere attribuito come minore perché non esiste un test definitivo così preciso ma, secondo Bonilla, ci sono state attribuzioni dubbie e sostiene che il governo ha cercato di far entrare 700 migranti “dalla porta di servizio” perché, dice, “sono stati identificati come minori, sebbene gli esami sanitari abbiano indicato che una parte importante era maggiorenne”. L’ha definita “una mancanza di lealtà istituzionale” e ha lamentato che le strutture di accoglienza, in Andalusia così come in altre zone della Spagna sono ormai al collasso.
