I parlamentari iraniani vogliono vietare l'ingresso a Hormuz di navi ostili
I legislatori iraniani hanno redatto un disegno di legge per regolamentare il traffico attraverso loS tretto di Hormuz, prevedendo restrizioni per determinate imbarcazioni e sanzioni per i trasgressori. Lo riporta l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars, scrive la Cnn. Secondo il disegno di legge, alle navi provenienti da Stati Uniti, Israele e altri Paesi considerati ostili dall’Iran verrebbe vietato il transito nello stretto. Anche il carico militare o civile collegato a Israele e le navi coinvolte inazioni contro l’Iran e i suoi alleati sarebbero bandite dallo stretto. Inoltre, alle navi collegate a Paesi e individui ritenuti responsabili di “danni” all’Iran verrebbe impedito il transito nello stretto fino al pagamento di un risarcimento. Il disegno di legge, attualmente al vaglio della commissione per la Sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, è un’iniziativa separata dai colloqui con l’Oman sul traffico commerciale attraverso lo stretto.
Iran ha minacciato di ‘oscurare’ il Golfo in caso di raid Usa a centrali elettriche
La scorsa settimana l’Iran ha intensificato le minacce verso i suoi vicini del Golfo, inviando messaggi secondo cui avrebbe “oscurato” l’intera regione se gli Stati Uniti avessero colpito le sue centrali elettriche e snocciolando un elenco di obiettivi specifici: lo hanno riferito due funzionari all’Afp. L’avvertimento è seguito alle minacce del presidente statunitense Donald Trump di un massiccio attacco contro l’Iran, minacce che ha poi ritirato nel fine settimana citando le richieste di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar e la speranza di una svolta nei colloqui. “L’Iran ha minacciato di oscurare il Golfo, paese per paese, se Trump avesse attaccato le sue centrali elettriche”, ha detto un funzionario del Golfo, con un altro funzionario regionale che ha confermato il messaggio. Teheran ha fatto sapere tramite intermediari che qualsiasi attacco alle sue centrali elettriche avrebbe innescato attacchi contro gli stessi obiettivi nel Golfo, hanno affermato i funzionari. L’Iran aveva già lanciato minacce simili in passato, ma quest’ultima era “molto seria”, ha affermato un funzionario del Golfo, sottolineando che includeva “una lunga lista di obiettivi da attaccare”. La stessa fonte ha affermato che il messaggio iraniano indicava che gli attacchi sarebbero stati diretti contro centrali elettriche e impianti di desalinizzazione dell’acqua, da cui la regione, prevalentemente desertica, dipende in larga misura per l’approvvigionamento idrico.
Media, manca ultimo ok Teheran ad accordo con Oman su Hormuz, no pedaggi
Una fonte qualificata ha detto ai media Al Arabiya e Al Hadath che è stato raggiunto un accordo tra Oman e Iran sulle linee generali dell’intesa per la riapertura dello Stretto di Hormuz. La fonte ha aggiunto che l’accordo potrebbe essere annunciato entro pochi giorni, precisando che necessita ancora dell’approvazione del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell’Iran. L’accordo proposto per lo Stretto di Hormuz avrebbe una durata di 60 giorni e mira a ripristinare la navigazione nell’area. Secondo la fonte, le navi in entrata nello Stretto di Hormuz utilizzerebbero la rotta di navigazione più vicina all’Iran, mentre quelle in uscita utilizzerebbero la rotta più vicina all’Oman. La stessa fonte ha sostenuto che l’accordo proposto per lo Stretto di Hormuz non prevede l’imposizione di pedaggi o oneri di servizio per le navi che lo attraversano.
Teheran: "Esercito preparato ad affrontare qualsiasi minaccia"
L’esercito iraniano afferma di essere “pienamente preparato” ad affrontare qualsiasi minaccia. Il portavoce dell’esercito, il generale di brigata Amir Akraminia, ha dichiarato che le forze armate stanno rafforzando costantemente la propria prontezza operativa attraverso l’ammodernamento dei sistemi danneggiati, l’introduzione di nuovi equipaggiamenti e il ricorso alle capacità dell’industria nazionale, riferiscono l’agenzia iraniana Tasnim e l’emittente qatariota Al Jazeera. Il portavoce ha aggiunto che, con l’arrivo di nuove dotazioni alle unità, l’equipaggiamento e i mezzi da combattimento vengono riorganizzati e redistribuiti in base alle esigenze operative quotidiane.
Houthi, "Attaccate petroliere saudite nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden"
Gli Houthi hanno lanciato un attacco missilistico contro una petroliera saudita al largo della costa di Yanbu, città portuale del regno sul Mar Rosso, e un altro attacco missilistico contro una petroliera saudita nel Golfo di Aden. Lo ha dichiarato il gruppo ribelle yemenita, mentre l’Arabia Saudita non ha confermato nessuno dei due attacchi.
Trump nega carenza munizioni: "Quantità enormi, chi divulga informazioni riservate verrà punito"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha smentito le notizie sulla carenza di munizioni e ha scritto sulla sua piattaforma Truth Social che gli Stati Uniti dispongono di “enormi quantità” di munizioni, “specialmente di certi tipi”. Secondo Trump, “vengono prodotte grandi quantità e fornite agli Stati Uniti a secondo delle necessità. Le aziende del settore della difesa stanno costruendo il maggior numero di fabbriche nella storia del nostro Paese”. Ha aggiunto: “Chi ha fatto trapelare queste dichiarazioni traditrici sarà rintracciato. Saranno necessarie lunghe pene detentive!”.
Wp, "Scontro Trump-Hegseth su carenza munizioni", ma la Casa Bianca smentisce
La scorsa settimana il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è scontrato con il suo segretario alla Difesa, Pete Hegseth, affermando che la Casa Bianca era stata indotta in errore riguardo allo stato delle scorte di munizioni americane in vista di un possibile ritorno a importanti operazioni militari in Iran. Lo riporta il Washington Post, secondo cui il contrasto fra i due sarebbe avvenuto a Camp David, a margine di una riunione di gabinetto. Secondo il giornale, che cita due persone a conoscenza dell’accaduto, Trump avrebbe detto a Hegseth di ritenere che il problema - la carenza di missili a lungo raggio e intercettori - “fosse stato risolto”.
Secondo quanto riportato, il segretario alla Difesa ha scaricato la colpa sul suo vice, Stephen Feinberg. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha smentito categoricamente la notizia, dichiarando al Washington Post che si tratta di: “Notizie false al 100%. Non è mai successo. E il presidente Trump ha la massima fiducia nel segretario Hegseth”. Allo stesso modo, il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha dichiarato: “Il segretario Hegseth non ha tratto in inganno nessuno riguardo alla nostra situazione in materia di munizioni e non ha incolpato il vicesegretario Feinberg”. “Queste affermazioni sulle scorte esaurite, sui disaccordi interni, sulla posizione del Segretario sull’Iran... sono altrettanto inventate”, ha aggiunto.
Iran: "Non stiamo negoziando con gli Usa su Hormuz, solo con l'Oman"
L’Iran nega di stare negoziando al momento con gli Stati Uniti sullo Stretto di Hormuz, ma solo con l’Oman in forma strettamente bilaterale. Lo ha dichiarato ai media iraniani, citato da Cnn, il viceministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi. “L’affermazione degli Stati Uniti secondo cui sono in corso negoziati con l’Iran è falsa”, ha dichiarato in un’intervista televisiva. “Non ci sono stati negoziati”, ha aggiunto Gharibabadi, riconoscendo però che Teheran ha ricevuto messaggi dagli Usa sulla disponibilità a tornare agli impegni precedenti. Donald Trump ha parlato più volte nelle ultime ore di “ottimi colloqui” in corso con Teheran.
Trump: "Teheran ci ha chiesto di negoziare, eravamo pronti al più grande attacco da II guerra mondiale"
L’Iran ha chiesto negoziati dopo che gli Stati Uniti si erano preparati a sferrare un massiccio attacco militare. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante un evento a Las Vegas, sostenendo che la pressione militare costante ha riportato Teheran al tavolo delle trattative. Rivolgendosi ai suoi sostenitori, Trump ha affermato che gli Stati Uniti erano “pronti per il più grande attacco dalla Seconda Guerra Mondiale” prima che i funzionari iraniani li contattassero per chiedere un colloquio. “Mi hanno chiamato e mi hanno detto: ‘Per favore, non farlo, parliamone’”, ha dichiarato Trump. Trump ha affermato di preferire una soluzione diplomatica a ulteriori azioni militari, ma ha ribadito che la posizione dell’amministrazione non è cambiata. “Preferisco raggiungere un accordo perché non voglio uccidere nessuno”, ha detto. “Ma l’Iran non può avere un’arma nucleare”. Le dichiarazioni di Trump giungono mentre l’amministrazione Trump prosegue i negoziati con l’Iran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Martedì Trump aveva affermato che sono stati compiuti “molti progressi” e aveva suggerito che un accordo sarebbe potutto essere raggiunto già mercoledì o giovedì.
Iran: petroliera segnala esplosioni in Stretto Hormuz, nave ed equipaggio al sicuro
L’Autorità britannica per le operazioni marittime (Ukmto) ha dichiatato di aver ricevuto una segnalazione tardiva relativa a un incidente avvenuto a 9 miglia nautiche a sud-est di Kumzar, in Oman. Il comandante di una petroliera ha riferito di aver udito due esplosioni mentre transitava nello Stretto di Hormuz. La segnalazione conferma che l’equipaggio e la nave sono al sicuro. Non sono stati segnalati danni ambientali. Si raccomanda alle navi di transitare con cautela e di segnalare all’UKMTO qualsiasi attività sospetta.
Vance, "Negoziati saranno complessi, ma l'esito favorira' gli Usa"
Il vicepresidente degli Stati Uniti, James David Vance, ha dichiarato che i negoziati con l’Iran saranno “complessi” e richiederanno tempo, ma si e’ detto fiducioso che porteranno a un risultato favorevole per gli Usa. In un’intervista all’emittente televisiva “Fox News”, Vance ha affermato che i prezzi del petrolio torneranno a scendere e che Teheran “non avra’ mai un’arma nucleare”. Il vicepresidente ha aggiunto che Washington utilizzera’ “tutti gli strumenti a disposizione” - militari, economici e diplomatici - per arrivare a una soluzione della crisi, invitando a non trarre conclusioni affrettate mentre i colloqui sono ancora in corso.
Trump ha attaccato Hegseth sulla carenza di missili per la guerra in Iran
La frustrazione di Donald Trump riguardo alla guerra contro l’Iran è esplosa la scorsa settimana a Camp David quando il presidente ha chiesto spiegazioni a Pete Hegseth sulla grave carenza di missili americani. Lo hanno riferito al Washington Post due fonti informate. Secondo la Cnn, a causa del conflitto contro l’Iran gli Stati Uniti hanno usato quasi l’80% delle loro riserve. Un’analisi che Hegseth ha bollato come fake news. Ma secondo la ricostruzione del Washington Post, venerdì scorso a margine della riunione di governo a Camp David Trump ha espresso il suo disappunto. Le fonti hanno riferito che la carenza di missili a lungo raggio e di intercettori per la difesa aerea hanno contribuito alla decisione di Trump di rinunciare, negli ultimi giorni, a lanciare nuovi attacchi contro Teheran. Hegseth si sarebbe difeso attribuendo al suo vice, Stephen Feinberg, la responsabilità. Interpellata dal Washington Post sullo scontro, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha definito la storia una “fake news al 100%”. “Il presidente Trump ha la massima fiducia nel segretario Hegseth”, ha detto.
