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Aziende

“Così le previsioni meteo posso farvi risparmiare il costo dell’energia”

Giacomo Masato, Head of Analytics di Illumia, racconta come intelligenza artificiale e calcoli sul clima possono influenzare la bolletta: “Con le rinnovabili il prezzo di acquisto è diventato più volatile: l’analisi dei dati aiuta le scelte commerciali dell’azienda e si riflette in un risparmio per l’utente”

risparmiare energia

Le previsioni meteo non servono solo a farvi decidere se portare l’ombrello, ma possono dare un aiuto decisivo nella scelta del vostro operatore di energia. Il clima infatti può condizionare in modo diretto la formazione dei prezzi e, quindi, delle bollette, tanto che Giacomo Masato ha fatto di questo studio un lavoro. Lui è Head of Analytics di Illumia, primo “family business” italiano nel retail di energia e gas, un milione di clienti e oltre un miliardo di euro di fatturato. E può spiegare come rinnovabili e intelligenza artificiale stiano cambiando il modo di leggere il mercato energetico.

Giacomo, qual è il tuo lavoro?

“Io ho un background da fisico: ho studiato fisica dell’atmosfera e poi ho costruito un percorso molto applicativo. Oggi il mio lavoro consiste nell’aiutare la mia azienda a muoversi dentro la volatilità del prezzo energetico, che è strettamente collegata alle condizioni meteo e alla produzione da fonti rinnovabili”

In che modo il meteo influisce sul prezzo dell’energia?

“Negli ultimi 10-15 anni il mercato elettrico europeo è cambiato profondamente proprio per l’aumento delle rinnovabili. Quando c’è molto vento o tanto sole, una parte importante del fabbisogno può essere coperta da energia “green”, che ha costi molto bassi di produzione. Quando invece queste fonti non ci sono, bisogna tornare a coprire la domanda con gas o altri combustibili fossili, e il prezzo sale rapidamente”.

Quindi il prezzo è più volatile rispetto al passato?

“Esatto. Una volta il mercato era più stabile perché si basava soprattutto su fonti fossili e nucleare. Oggi, invece, la presenza delle rinnovabili rende i prezzi molto più sensibili alle condizioni meteo. Se c’è tanta produzione rinnovabile, i prezzi scendono; se manca vento o sole, aumentano in modo immediato”.

Il meteo condiziona anche i consumi, non solo la produzione?

“Sì, ed è un altro elemento fondamentale. In estate cresce la domanda per il raffrescamento, mentre in inverno aumenta per il riscaldamento. Quindi il clima agisce su due fronti: da una parte influenza la produzione, dall’altra i consumi. È proprio l’incrocio tra questi due fattori a creare le dinamiche più interessanti sul mercato”.

Masato
Masato

Come usate queste informazioni in azienda?

“Le usiamo per anticipare scenari diversi e aiutare i colleghi del forecasting a prendere decisioni migliori. Se capiamo in anticipo che si sta profilando un inverno più freddo del previsto, per esempio, il team può muoversi prima per coprirsi sul mercato, acquistando gas o altre risorse con maggiore anticipo”.

L’incertezza delle previsioni non è solo un problema…

“No, può essere anche un’opportunità. L’incertezza non va vista solo come un limite, perché può diventare uno strumento utile di gestione del rischio. Se una previsione stagionale mostra un segnale credibile, anche senza essere perfetta, permette comunque all’azienda di posizionarsi prima e di evitare costi più alti quando il mercato si muove all’ultimo momento”.

Quanto conta oggi l’intelligenza artificiale?

“Conta moltissimo, soprattutto in termini di velocità. Un modello tradizionale che elabora una previsione a 10 giorni poteva richiedere dalle 4 alle 8 ore; oggi un modello di intelligenza artificiale può produrre la stessa previsione in pochi minuti. Questo cambia tutto, perché consente di interpretare prima il rischio e di reagire molto più rapidamente. Nello specifico, i modelli realizzati da Illumia sono modelli AI che usano architetture ibride (da transformer a reti neurali a grafo) e che producono un ensemble, il che vuol dire che non si ha una singola previsione ma un gruppo di output simultanei che creano una stima probabilistica della previsione”.

Puoi fare un esempio concreto?

“Se una previsione che supporta un grosso cambio nella produzione del rinnovabile arriva anche con 48 ore di anticipo, i colleghi del forecasting possono già posizionarsi sul mercato in modo più efficiente (ad esempio, anticipando il probabile calo o rialzo del prezzo). Lo stesso vale per eventi estremi, come le ondate di calore: se arrivano con alcuni giorni di anticipo, è possibile prendere contromisure e aumentare la produzione da altre fonti per compensare il rischio”.

Il cambiamento climatico entra nei vostri modelli?

“Sì, ed è un tema sempre più centrale. Gli inverni tendono a essere più miti, mentre le estati mostrano ondate di calore più frequenti e intense. Dal punto di vista del mercato energetico, un inverno mite è spesso una buona notizia perché riduce i consumi; un’estate molto calda, invece, può far salire i prezzi in modo significativo”.

Perché l’estate è così critica?

“Perché le alte temperature aumentano la domanda di energia per il raffrescamento, ma mettono sotto stress anche alcune fonti di produzione. In Francia, per esempio, il nucleare è molto importante, ma durante i periodi di forte caldo può andare in difficoltà perché i fiumi si scaldano troppo e le centrali devono ridurre o fermare l’attività. Questo crea effetti a cascata su tutto il mercato europeo”.

Nel futuro conterà ancora di più la diversificazione?

“Sì, assolutamente. Chi saprà diversificare meglio il proprio mix energetico nei prossimi 10-20 anni sarà più forte in termini di sicurezza energetica. La chiave sarà trovare un equilibrio tra nucleare, rinnovabili e altre fonti, così da ridurre la dipendenza da singole variabili e gestire meglio la volatilità”.

E sulle bollette per il cliente finale?

“Il nostro lavoro aiuta anche in questo. Possiamo costruire modelli sia di breve sia di medio-lungo periodo che supportano le scelte commerciali e permettono di offrire anche soluzioni a prezzo fisso. La logica è quella di garantire stabilità e fiducia al cliente, senza rinunciare alla capacità di leggere il mercato in modo evoluto”.

Il prezzo fisso resta quindi un punto fermo?

“Sì, perché per molti clienti è una forma di protezione e serenità. Allo stesso tempo, però, avere strumenti analitici avanzati permette all’azienda di gestire meglio il rischio e di costruire offerte più sostenibili nel tempo. In questo senso, tecnologia e fiducia possono andare molto bene insieme”.

Alla fine, dunque, il meteo non è più solo una previsione da telegiornale.

“No, è diventato un fattore economico strategico. E proprio per questo il lavoro di analisi dei dati e di modellizzazione diventa cruciale per anticipare i rischi, proteggere l’azienda e costruire offerte più solide per i clienti”.

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