Alla cassa del più grande OVS del mondo appena aperto in quel tempio dello shopping che è il Dubai Mall vedi un’influencer che sta comprando l’introvabile fondotinta coreano bianco importato da Shaka, il brand di Beauty del Gruppo. Poi aggiunge un trench in camoscio di Stefanel, un tailleur pantaloni di Piombo, un paio di sling back di B.Angel e un bikini di Goldenpoint. A Milano avrebbe speso il 40% in meno ma qui guadagna almeno il doppio di un’italiana che fa il suo stesso mestiere. Dietro di lei c’è una signora con un’elegante abaya a righe che guida un corteo composto da figlia dodicenne, tata con due gemelli in carrozzina e marito armato di carta di credito nera. Il conto è notevole ma hanno comprato una montagna di roba sospirando ogni volta con gioia: «bello e italiano». Stefano Beraldo ceo da 21 anni del Gruppo OVS quotato in Borsa e con un titolo che dal 2021 è cresciuto del 150% dice: «L’Italia è insuperabile, resta la patria del buon gusto, del design, dell’estetica e della creatività. Puntiamo su questo anche qui a Dubai».
Ma questo è un Paese mussulmano, ci sono delle regole da rispettare per non offenderli?
«Sì, ma quelle più impattanti riguardano l’uso dell’immagine femminile per cui nei corner dedicati all’intimo e all’abbigliamento da mare non usiamo tutte le foto delle campagne pubblicitarie che normalmente utilizziamo in Italia perché la direzione del Mall non le approverebbe. Proprio in questi giorni ci hanno fatto togliere un’immagine di bambini con un arcobaleno sullo sfondo. Da noi porta fortuna ma per loro l’arcobaleno è il simbolo della comunità LGBT e come tale viene proibito».
Avete fatto dei vestiti tradizionali?
«No, non abbiamo voluto fare nessuna appropiazione culturale. I dipendenti di qui ci hanno fatto notare che alcuni dei nostri modelli sono più appropriati perchè accollati, con le maniche lunghe e senza trasparenze. Ma non faremo neppure dei corner dove concentrare le proposte in linea con le regole vestimentali mussulmane. A Dubai vivono 4,8 milioni di persone. Solo il 10% è degli Emirati, il restane 90% è composto da espatriati provenienti da oltre 200 Paesi.Dubai è il regno dell’interscambio.Con Emirates si arriva dappertutto e così questo è diventato il posto con un grande appeal internazionale.Noi abbiamo oltre 2600 negozi nel mondo di questi 593 sono all’estero in 60 Paesi tra cui India, Spagna, Grecia e Messico questo è e vuole essere un negozio italiano per il mondo».
Quindi non terrete conto di ricorrenze religiose come il Ramadam?
«Non faremo collezioni specifiche, ma di sicuro visto che in quel periodo la vita si svolge dal tramonto all’alba, avremo in negozio anche degli abiti da sera accollati e con le maniche».
In cosa di differenzia il negozio di Dubai?
«È grandissimo - oltre 2500 metri quadri - e propone tutti i nostri marchi: Piombo, OVS Kids, B.Angel, Les Copains, Stefanel, Goldenpoint e Shaka: stiamo esprimendo per la prima volta il concetto di One Brand».
Anche qui il marchio più gettonato è Piombo?
«Piombo funziona bene dappertutto infatti Massimo è il direttore creativo di OVS: lui riesce a fare la normalità in modo speciale. Comunque a Dubai per ora il brand più gettonato è B. Angel perché qui hanno in media 3, 4 figli pro capite e quindi c’è una popolazione molto giovane».
