IL 28 MAGGIO ALLE 17.30

Caro direttore, da lunedì pomeriggio chi ha votato Doria ha perso per (forse) cinque anni il diritto al mugugno, anche se verosimilmente finirà come a Milano, dove ormai è impossibile trovare qualcuno che abbia votato Pisapia. Da lunedì pomeriggio tanti genitori come me, ormai purtroppo impossibilitati ad andarsene, potrebbero aver iniziato a pensare come mandare i propri figli a studiare e lavorare lontano da Genova, Genova da dove termini come impegno, qualità, eccellenza, sviluppo e meritocrazia, sicuramente sbandierati nel vocabolario politico del nuovo doge, scompariranno definitivamente dalla realtà. Da lunedì pomeriggio potremmo aver iniziato a considerare di abbandonare la città a comunisti e cattocomunisti, invidiosi di tutti e rancorosi verso tutti, ignoranti ma indottrinati nell'uso di luoghi comuni, incapaci a ragionare autonomamente e ad assumere responsabilità, solo diritti e niente doveri, perennemente e storicamente pronti a farsi prendere in giro da chi, poi, spiegherà loro che la colpa è sempre di altri.
Abbandonare Genova, una volta chiamata la Superba ed oggi nota per la ricchezza sì, ma di aborti e divorzi, e per la povertà di nuove vite. Una magnifica città che muore strozzata da mani che vogliono che nulla cambi, mani che la costringono sempre più sola e isolata. E allora no. Noi e i nostri figli non andiamo via, non abbandoniamo la barca che affonda. Abbiamo però bisogno di qualcosa di più. Abbiamo la necessità di vederci confermati nell'antipolitica che abbiamo avviato, l'antipolitica vera, quella che consiste non nell'affidarsi ad imbonitori e barzellettieri, ma nell'individuare e valorizzare le persone competenti che già ci rappresentano e nel convincere chi non ha voluto fino ad ora impegnarsi in prima persona. Abbiamo la necessità di non doverci rapportare con chi ha scelto di non esporsi per evitare il risultato di lunedì pomeriggio, con chi ritiene non dover mai rendere conto del mandato e della fiducia ricevuti. E allora abbiamo bisogno di trovarci tutti, tutti insieme, al Teatro della Gioventù, lunedì 28 maggio: è da lì che si riparte.

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