Aem «punita» dopo l’Opa su Edison

Aem «punita» dopo l’Opa su Edison

Paolo Giovanelli

da Milano

Standard & Poor’s ha giocato ieri un brutto scherzo a sorpresa ad Aem, infliggendo alla società milanese un downgrade annunciato, ma inaspettato nelle sue dimensioni. Il titolo della controllata Edison (che ieri è uscito dallo S&P-Mib mentre vi è entrata Aem) si esibiva intanto in un rush in Borsa che lo portava a risalire fino a quota 1,70 euro (con un incremento del 7,91%), esattamente sulla soglia di quell’1,71 euro che è il livello previsto per il ricollocamento delle azioni in Borsa dopo l’Opa su Foro Buonaparte appena conclusa che ha visto l’azione pagata 1,86 euro. Quanto al nuovo rating di S&P su Aem, il merito a lungo termine scende da A a BBB (inferiore a quello di Edison che è BBB+, il che, commentavano ieri sera alcuni osservatori, è inusuale) e quello a breve da A-1 ad A-2. «Il calo di tre gradi del merito - afferma l'agenzia - segue la chiusura del takeover basato sul debito su Edison lanciato dal consorzio Transalpina». Intanto la battaglia per il controllo di Endesa, che potrebbe arrivare a una svolta mercoledì 9 novembre quando l’Antitrust europea dirà se intende entrare nel merito dell’Opa di Gas Natural, da un lato si sta facendo sempre più dura in Spagna, dall’altro sta facendo sentire i suoi effetti in Italia. In Spagna l’eventuale via libera dell’Antitrust Ue all’Opa secondo alcuni osservatori porterebbe a un successo di Gas Natural, appoggiato dal governo e da azionisti come la Caixa di Barcellona. Il fatto che documenti riservati relativi all’Opa di Gas Natural e agli accordi con Iberdrola siano finiti non solo su un quotidiano italiano ma, sembra, anche in mano ad ambienti vicini ad Endesa, fa pensare che ci siano crepe nel management catalano, che almeno ufficialmente resta comunque compatto. In Italia proprio gli accordi con Iberdrola e la possibilità che parte delle centrali di Endesa Italia vengano messe sul mercato ha messo in moto una serie di mosse e contromosse. Da un lato Asm sta cercando di aggregare attorno a sé le utility del Nord che non sono già finite in Hera o che non si sono alleate con Aem (come Enìa) per formare un gruppo sufficientemente robusto e trattare per l’acquisto di una «fetta» di Endesa. Dall’altro, il presidente e ad di Aem, Giuliano Zuccoli, ha rilanciato la possibilità di un’aggregazione proprio con Asm, che tra l’altro avrebbe il vantaggio di evitare la nascita di un polo energetico concorrente proprio in Lombardia.

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