Agcom: maximulta da 100mila euro a Tg1 e Tg5 Ma Berlusconi: "Pensino a sanzionare Annozero"

Due sanzioni da 100mila euro
ai tg per lo "squilibrio tra Pdl e Pd" e la "marginale
presenza delle nuove liste". Contro Santoro protesta il premier da Bruxelles: "Trasmissioni inaccettabili, obbrobrio incivile e barbaro"

Roma - Due sanzioni da 100mila euro ciascuna a Tg1 e Tg5 per lo "squilibrio tra Pdl e Pd" e la "marginale presenza delle nuove liste" e un richiamo a tutte le emittenti ad "attuare un immediato riequilibrio" tra le forze politiche in vista delle Regionali: sono le decisioni prese oggi all’unanimità dalla commissione Servizi e Prodotti dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni. Intanto l'Agcom ha avviato un'istruttoria sulla sospensione dei talk show politici a parte della Rai fino al voto per le Regionali, decisione contro la quale erano stati presentati diversi esposti all’organismo di garanzia.

Protesta Berlusconi L'Agcom dovrebbe impegare le sue forze per "sanzionare trasmissioni come quelle mandate in onda da Santoro che sono veramente inaccettabili, un obbrobrio incivile e barbaro" che mette "sotto accusa qualcuno accusato di tutto e di più senza la possibilità di difendersi". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi rispondendo a una domanda dei giornalisti, al termine della cena del Consiglio europeo, sulla decisione dell'Agcom di sanzionare Tg1 e Tg5 perché troppo sbilanciati sul Pdl. Poi spiega di non voler commentare la trasmissione perché, assicura "dovrei essere molto severo". Ma si scaglia contro le puntate di Annozero andate in onda che, dice "accusano qualcuno di tutto e di più senza la possibilità di difendersi".

Le multe ai telegionali La commissione, "presieduta da Corrado Calabrò, relatori Magri e Sortino, alla luce dei dati di monitoraggio dell’ultimo periodo (14-20 marzo) - spiega una nota dell’organismo di garanzia - ha rilevato il perdurare di un forte squilibrio informativo tra le forze politiche, in particolare tra Pdl e Pd, e una marginale presenza delle nuove liste che si sono presentate alle elezioni, in violazione del richiamo già rivolto alle emittenti ad attuare il riequilibrio dell’informazione nei notiziari". "La commissione ha pertanto comminato, all’unanimità, una sanzione di 100mila euro al Tg1 e al Tg5, che presentavano il maggiore squilibrio, ed ha, nel contempo, rivolto un richiamo a tutte le emittenti - conclude la nota - ad attuare un immediato riequilibrio dell’informazione entro la chiusura della campagna elettorale".

Rai: "Impugneremo la multa" La Rai ritiene "insussistente il presupposto della sanzione" da 100mila euro comminata dall’Authority. Perciò "impugnerà il provvedimento dell’agcom nelle sedi competenti". In una nota viale Mazzini afferma che "la Rai sulla base dei dati dell’osservatorio di Pavia, che misura i tempi dedicati ai soggetti politici, rileva che c’è un sostanziale equilibrio nel pieno rispetto delle regole vigenti per le campagne elettorali".

L'istruttoria dell'Agcom Tra gli esposti all’Agcom contro lo stop della Rai ai talk show, quelli di Federazione della stampa e Usigrai e dell’associazione Articolo 21, ma anche dei capigruppo in commissione di Vigilanza Fabrizio Morri (Pd) e Roberto Rao (Udc). Fnsi e Usigrai avevano auspicato un immediato intervento dell’Agcom per il ripristino di Porta a Porta, Annozero, Ballarò e L’ultima parola: le repliche di film e telefilm in onda al posto dei talk show, aveva lamentato il sindacato dei giornalisti, rappresentano una "sottrazione di informazione che è tanto più negativa in periodo elettorale" e lo stop deciso dalla Rai "va ben oltre il contenuto del regolamento" della Vigilanza, a sua volta "in contraddizione con la legge sulla par condicio". Anche per Morri e Rao, la decisione del cda della Rai di sospendere gli approfondimenti "costituisce una violazione delle disposizioni del Testo unico della radiotelevisione e del contratto di servizio". Ai sensi dell’articolo 48 del Testo Unico, "l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è tenuta alla alla verifica dell’effettivo adempimento degli obblighi di servizio pubblico radiotelevisivo alla eventuale irrogazione delle relative sanzioni": di qui la richiesta di adottare "tutti gli atti di competenza".

La replica di viale Mazzini Secondo i vertici della Rai, il Consiglio di Stato ha rilevato che la sospensione temporanea dei talk show non si traduce "in un vulnus al diritto di informazione". Nel ribadire che il Cda ha ritenuto di rivolgersi alla commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la Vigilanza dei servizi radiotelevisivi per eventuali modifiche del regolamento e che la commissione, la Rai non ha deliberato alcuna modifica, ma segnala che il Consiglio di Stato con ordinanza del 23 marzo scorso ha rigettato l’istanza di sospensiva richiesta da Federconsumatori Nazionale, rilevando che non vi sono elementi "da cui desumere che il palinsesto dei programmi stabiliti dalla Rai in sostituzione temporanea dei programmi di informazione sospesi si traduce in un vulnus al diritto di informazione degli utenti del servizio televisivo".

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