C'è un momento preciso in cui si capisce davvero cosa significhi guidare un'Alfa Romeo.
Non accade leggendo una scheda tecnica o osservando un'auto sotto i riflettori di uno showroom. Succede quando il volante inizia a parlare attraverso le mani, quando il telaio si muove sotto il corpo e quando si scopre che la velocità, da sola, non basta.
Perché guidare forte è relativamente semplice. Guidare bene è tutta un'altra storia. È da questa filosofia che nasce Alfa Romeo Driving Academy powered by Scuderia de Adamich, il progetto che rinnova una delle collaborazioni più longeve e affascinanti del panorama automobilistico italiano. Trentacinque anni di storia condivisa, iniziati nel 1991 con il Centro Internazionale Guida Sicura fondato da Andrea de Adamich, ex pilota di Formula 1 e storico uomo Alfa Romeo, oggi trasformati in una vera accademia della guida.
Nel cuore della Motor Valley, all'Autodromo di Varano de' Melegari, il Biscione mette in pista soprattutto ciò che negli ultimi anni ha costruito la reputazione tecnica del marchio: telai raffinati, sterzi velocissimi, distribuzione dei pesi quasi perfetta e una dinamica di guida che ancora oggi rappresenta un riferimento nel segmento premium.
Perché al di là dell'elettrificazione, Giulia e Stelvio restano due delle ultime Alfa Romeo nate partendo dalla guida. E proprio la piattaforma Giorgio, sviluppata anche con competenze provenienti dal mondo Ferrari, continua a essere uno degli elementi più apprezzati dagli istruttori della scuola.
Sospensioni sofisticate, avantreno rapidissimo negli inserimenti, trazione integrale Q4 capace di privilegiare il retrotreno e uno sterzo tra i più diretti della categoria permettono infatti di insegnare in modo quasi fisico il trasferimento dei carichi e il controllo della vettura.
"In 35 anni abbiamo vissuto l'evoluzione delle vetture. Da quelle con nessun controllo come l'Alfa 75 3.0, la supercar di allora, alla Giulia Quadrifoglio di oggi", racconta Gordon de Adamich, direttore Alfa Romeo Driving Academy.
Non a caso, accanto alla Giulia Quadrifoglio da 520 cavalli, alla Driving Academy è presente anche la Stelvio 2.2 Turbodiesel da 210 CV con trazione integrale Q4. Una versione che continua ancora oggi a rappresentare uno degli esempi più riusciti di equilibrio tra sportività, comfort e utilizzo reale.
I corsi sono aperti sia ai privati sia alle aziende e si articolano su uno o due giorni. La teoria occupa solo una piccola parte iniziale della giornata, circa mezz'ora, perché il vero cuore dell'esperienza è la pista.
Sul mini skid si imparano le basi del controllo del sovrasterzo. Nei piazzali si lavora sulla gestione delle emergenze e della perdita di aderenza. Poi arrivano le sessioni in circuito, la telemetria e il confronto continuo con istruttori che arrivano tutti dal mondo delle competizioni.
Anche l'elettrico entra nel programma con la Junior EV, utilizzata per insegnare tecniche di guida specifiche legate alla gestione del peso, dell'inerzia e dei consumi. Un approccio moderno che non rinnega il passato ma prova a interpretare il futuro senza perdere il piacere della guida.
Varano, del resto, è il luogo perfetto per tutto questo. Un circuito tecnico, raccolto, sincero, pensato quasi artigianalmente per insegnare a guidare.
Perché in fondo, anche nell'epoca degli schermi digitali e delle auto elettrificate, certe cose
restano immutate. Il rumore delle gomme che cercano aderenza. Il peso che si sposta in frenata. E quella sottile, irresistibile sensazione che arriva quando uomo e macchina iniziano finalmente a parlare la stessa lingua.