E così - mezza sinistra intellettuale ieri non voleva crederci! - Erri De Luca, lo scrittore-radicale, uno dei pensatori di riferimento della sinistra-sinistra contro la deriva autoritaria della destra-destra, il fiero NoTav, l'indomito ex di Lotta Continua (da cui in effetti non sono uscite le menti più brillanti di quella generazione), in un'intervista al giornale Israel Hoyom ripresa in Italia dal Foglio, ha detto quello che la destra dice e che la sinistra non vuole sentire: "Il sionismo è il riconoscimento basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale" e "A Gaza non c'è alcun genocidio". Per molto meno in Francia Bernard-Henri Lévy è diventato un vecchio bavoso da chiudere in una Rsa.
Povera sinistra. Dopo aver scoperto che il suo vecchio idolo Zapatero è indagato per fondi neri, che il premier spagnolo Sánchez è un picchiatore e che la Flotilla porta più guai che benefici, adesso deve fare i conti con Erri Bibi De Luca. "Che delusione...".
Si chiamano cortocircuiti ideologici. Sentirti dire il contrario da uno che sta sotto la tua stessa bandiera. E così per De Luca passare da "maestro" a "sopravvalutato" è stato un attimo. Ieri la cricca letteraria di sinistra (la "conventicola", come la schifa lui) l'ha scaricato come un sacco di datteri. "Si capiva da come scriveva". "Per me è circonciso...".
"Sempre stato sul ca**o".Finirà isolato come Pansa. Basta recensioni su Repubblica, niente festival né premi, fine delle ospitate in tv. E le librerie Feltrinelli terranno a malapena i suoi libri. A testa in giù.