Ci vuole coraggio, intraprendenza e un pizzico di follia per essere corsari. Ci vuole una missione da compiere che costringa all'avventura. Lo scrittore spagnolo Arturo Pérez-Reverte lo ha raccontato in varie sue storie: da La regina del Sud a Corsari di levante, facendo della Patente di Corsa il simbolo della sua narrativa ma anche del suo modo di prendere di petto la vita. Essere corsari vuol dire accettare il brivido di imbarcarsi in certe imprese e di farlo nonostante tutto e tutti. Lo sa benissimo il protagonista de L'isola della donna addormentata (Settecolori) che la resa e il compromesso non esistono se si fanno certe scelte.
Miguel Jordán Kyriazis è un avventuriero che ha navigato i Sette Mari e ha assunto varie identità. Un uomo "alto, forte, capelli e barba dorati, con occhi azzurri equivocamente ingenui e un viso dal sorriso facile e dalla gravità improvvisa quando rimaneva a guardare l'interlocutore come se di colpo lo stupisse ciò che aveva appena ascoltato, o pensato". Ha da poco superato i trentaquattro anni "e per due decenni, dopo essersi imbarcato come semplice marinaio e mentre poi seguiva gli studi di nautica, aveva navigato su navi battenti diverse bandiere tra l'Europa, l'America, l'Africa e il Medio Oriente. Nel suo libretto nautico erano registrate sette navi, un naufragio nel golfo di Biscaglia dislocamento del carico durante un temporale, nove sopravvissuti e undici dispersi e il titolo di pilota della Marina Mercantile...".
Poi la sua vita è cambiata: "Sorpreso a bordo di una petroliera della compagnia Campsa ormeggiata a El Ferrol; e dopo essere stato mobilitato e aver superato un rapido corso di adattamento alla Scuola Navale, si era ritrovato sottotenente di vascello della Marina Militare che chiamavano nazionale. I galloni successivi glieli avevano concessi quattro settimane prima, dopo un addestramento speciale su motosiluranti a Kiel, in Germania; ma non aveva avuto il tempo di cucirseli sui polsini dell'uniforme. Nel sacco che portava in spalla quando era sceso lungo la passerella del vapore Alba Adriatica nel porto di Beirut a metà marzo del 1937, Miguel Jordán non aveva nulla che lo identificasse come marinaio di guerra spagnolo. In una tasca della giacca aveva un passaporto britannico rilasciato a Gibilterra a nome di Miguel Tozer. E dentro il sacco, nascosto tra i vestiti, un revolver Webley calibro 38 e canna da cinque pollici".
Un corsaro dell'Egeo al quale viene affidata una missione pericolosa e strategica: compiere azioni di sabotaggio contro le navi che riforniscono la Repubblica spagnola. Per questo con la sua nave si posiziona nelle vicinanze di Gynaíka Koimisméni, una piccola isola dell'Egeo il cui nome evoca qualcosa di magico e romantico visto che le parole greche gynaíka koimismévi si tradurrebbero come la "donna addormentata". Fin da quando questo luogo immaginario viene presentato ai lettori viene spontaneo sognare di trascorrere lì una vacanza se non fossimo in un territorio di guerra nell'aprile del 1937. Un posto dislocato nel mezzo delle Cicladi che mantiene ancora il suo isolamento e che nel passato è stato una prigione ottomana. Un'isola semideserta e incontaminata dove vivono il misterioso barone Katelios e sua moglie Lena, il cui rapporto nel tempo si è logorato. Gynaika Koimismeni è un obiettivo militare strategico situato "nelle Cicladi occidentali, a ponente di Andros e Tinos. Sulla rotta abituale dei mercantili che, provenienti dall'Unione Sovietica e dopo aver superato i Dardanelli, navigano verso sudovest con carichi di armi per la Repubblica Spagnola".
Un'isola a forma di donna con la coda concava dal lato di levante, dove è situata una fonda discreta, tra i due e i cinque metri di sonda su un fondo di sabbia e sassi, al riparo da quasi tutti i venti. Un luogo dove le navi possono fermarsi al sicuro se a cercare di affondarle e depredarle non ci fosse il gruppo di moderni corsari capitanati da Miguel Jordán Kyriazis pronti ad issare la Bandiera Nera e a colare a picco chiunque possa arricchirli.
Arturo Pérez-Reverte è abilissimo nel mescolare generi come l'avventura e lo spionaggio con una storia d'amore che racconta un pericoloso triangolo fra il corsaro e l'affascinante coppia che vive sull'isola.
I personaggi sulla sua scacchiera narrativa si incontrano, si studiano, si cercano, si innamorano disperatamente, si preparano a perdersi in mare mentre echeggia un grammofono dal quale proviene la voce suadente di Lucien Boyer che sussurra "Parlami d'amore". "In un tempo di guerra, la più pericolosa delle avventure è sottrarsi al proprio destino". Ed è facile naufragare e perdere la rotta se ci si fa vincere dalle passioni.