Alle Capannelle è il momento del carnevale musicale firmato da Mika

Falsetto e lustrini. Stasera alle Capannelle, per «Rock in Roma», arriva Mika. Inglese di origini libanesi, il giovane cantautore ha saputo conquistare il pubblico con le corde vocali, capaci di acuti vertiginosi, e con l’immagine da bravo ragazzo. A queste doti va aggiunta una sapiente campagna pubblicitaria, che prendendo spunto da un verso del suo primo successo da classifica (Grace Kelly), lo ha lanciato come il vero erede di Freddie Mercury. So I try a little Freddie, cantava Mika riferendosi al leader dei Queen: l’influenza della storica band inglese salta fuori tra una canzone e l’altra del suo repertorio, ma chiaramente non c’è solo quello nella musica del musicista di Beirut. Le atmosfere riportano alla dance e al pop più raffinato degli anni ’80. I suoi due album sono arrangiati in modo complesso e raffinato e la sua voce spicca inconfondibile tra le note. Life in cartoon motion, pubblicato nel 2007, è riuscito a vendere quasi sei milioni di copie, trainato da ottimi singoli come la già citata Grace Kelly, Relax, take it easy, Love today e Big girl (You are beautiful). Poi è arrivato The boy who knew too much, l'anno scorso, ed è riuscito a replicare il successo del primo lavoro, anche grazie al singolo We are golden. La ricetta musicale è sempre quella, pop divertente e brani ben costruiti. Mika dice che ama le atmosfere musicali positive, allegre e solari, e che anche su quelle può raccontare storie difficili. Per questo parla di un album meno commerciale del primo, annunciando altresì di aver già iniziato a lavorare al terzo disco, che non sa quando sarà pronto ma che sarà diverso dai primi due. E potrebbe addirittura includere un duetto con Lady Gaga. I due si conoscono e più di una volta Mika ha dichiarato pubblicamente di adorarla. Inoltre, di tanto in tanto si cimenta con Poker face, l’hit-single dell’amica-collega, divertendosi a inserirla nelle sue scalette. E a proposito dei suoi concerti, il cantante di origine libanese dice che «è come entrare in un carnevale. Per due ore salterete nel mio mondo caotico, colorato e bellissimo».
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