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Pico Bistrot riparte dalla condivisione

Il locale ospitato dalla Madernassa, nelle colline del Roero, e guidato dai fratelli Giuseppe e Francesco D’Errico, ha riaperto il 6 marzo con un menu che introduce, assieme ai piatti completi, dei “piattini” pensati per una tavola conviviale. Un passo in avanti per un locale pensato per una formula più agile e divertente rispetto al fine dining, del quale i due chef conoscono comunque benissimo i codici

Pico Bistrot riparte dalla condivisione
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A Guarene, tra le colline del Roero, ha riaperto lo scorso 6 marzo Pico Bistrot, il bistrot ospitato nella tenuta de La Madernassa. A quasi un anno dall’avvio della nuova gestione, il locale riparte con un menu rinnovato che punta su una formula più agile e conviviale, pensata per ampliare il pubblico senza rinunciare alla cifra gastronomica degli chef Giuseppe D’Errico e Francesco D’Errico.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra i cuochi campani e i fratelli Paolo Montanaro e Stefania Montanaro, alla guida dell’azienda gastronomica Tartuflanghe. L’idea resta quella di portare in tavola una cucina riconoscibile ma accessibile, dove il bistrot diventa il luogo più informale di un complesso gastronomico che negli ultimi anni ha consolidato la propria presenza nelle Langhe.

Il nuovo menu gioca soprattutto sulla dimensione della condivisione. Accanto ai piatti completi, la carta introduce una serie di “piattini” pensati per la tavola conviviale: piccole preparazioni da dividere, in equilibrio tra comfort food e tecnica. Non mancano alcuni sfizi di tradizione campana, come la montanara e la pizza fritta servita con fonduta di Parmigiano e tartufo fresco. A fare da contrappunto locale c’è la robiola del Roero accompagnata da confettura fatta in casa, omaggio esplicito al territorio.

Tra le proposte restano alcuni signature già noti agli ospiti abituali, dalla Bruschetta Pico alla pasta provola e patate. Accanto a questi compaiono piatti che mettono in dialogo Nord e Sud: i moscardini alla Luciana, i carciofi alla brace dal profilo affumicato, i plin al ragù napoletano e il coniglio all’ischitana. Non mancano opzioni vegetali come la scarola imbottita e una serie di piatti del giorno legati alla disponibilità dell’orto e dei produttori locali.

“La qualità nasce dalla scelta degli ingredienti e dal rispetto della stagionalità”, spiegano gli chef D’Errico. Un principio che diventa ancora più evidente con l’arrivo della primavera, stagione che amplia naturalmente la gamma di verdure e prodotti freschi disponibili in cucina.

Tra le novità in arrivo c’è anche una proposta dedicata alla domenica a pranzo: un percorso ispirato ai grandi classici della tradizione italiana, pensato come un piccolo viaggio domestico tra ricette familiari e piatti della festa. Nel frattempo la brigata prepara già il calendario dei prossimi mesi, con cene a tema e incontri a quattro mani con altri cuochi italiani.

L’avvicinarsi della Pasqua porterà anche un altro segnale di continuità con le radici partenopee degli chef: la pastiera napoletana preparata secondo ricetta tradizionale e disponibile su prenotazione.

Per la famiglia Montanaro, che ha rilanciato il progetto della Madernassa insieme ai fratelli D’Errico, la riapertura del bistrot rappresenta un ulteriore passo nel

consolidamento di un format pensato per dialogare con il territorio e con i visitatori delle Langhe. Un luogo informale ma curato, dove la tradizione si muove senza troppa nostalgia e la convivialità resta il vero filo conduttore.

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