Alta moda e oggetti di lusso: febbre cinese per lo shopping

Sapessi come non è strano, per un cinese, fare shopping a Milano. Sono note allegre quelle che fornisce la Fondazione Italia Cina grazie al report annuale sul censimento dei turisti cinesi nel nostro Paese.Turisti big spender in Italia e soprattutto a Milano, città preferita per fare shopping. La cifra che fa cantare i negozianti milanesi: 900 euro di spesa media.
I turisti cinesi preferiscono dunque decisamente lo shopping a Milano e sono buone notizie di questi tempi. Leader in ascesa rispetto alle città «storiche» per i visitatori orientali. La crescita è del 62% e rappresenta il 33% della spesa cinese. Milano come attrazione batte oggi la capitale: lo dice il rapporto annuale della Fondazione Italia Cina, un report previsionale per il 2013 elaborato dal Centro Studi per l'Impresa della Fondazione, che raccoglie ricerche, analisi di rischio e previsioni nel breve-medio periodo. Roma fa infatti segnare solo il 19% della spesa sia pure con una crescita notevole del 55% ed è seguita da Firenze e Venezia.
Secondo una visione più regionale, la Lombardia, trainata appunto da Milano, è il primo obiettivo turistico (34%), seguita da Toscana (29%), Lazio (19%) e Veneto (11%), mentre si segnala in crescita il Piemonte. Non solo. Mano al portafogli, fra i turisti che visitano il nostro Paese i cinesi sono decisamente coloro che danno maggiori soddisfazioni ai negozianti: i 900 euro di spesa media sono per lo più mirate al genere di lusso. Quindi, il profilo è presto delineato: ad attrarre il turismo cinese non sembrano tanto essere le belle arti ma soprattutto lo shopping. E per di più quello che costa.
La società di settore Global Blue, che ha analizzato la spesa Tax Free dei turisti cinesi, rileva anch'essa la tendenza in aumento del 68% per lo shopping made in Italy. Gli acquisti dei turisti cinesi sono rivolti prevalentemente al settore moda (66%) e gioielleria (27%), quest'ultimo nel 2012 ha avuto un tasso di crescita maggiore (+78%) rispetto al primo.
Lo shopping previsionale, insomma, è destinato ad ingrassare in controtendenza rispetto all'economia generale italiana, come affermano senza ombra di dubbio i dati forniti dall'Ambasciata Italiana in Cina che, solo nel 2012, ha registrato una crescita del 30% circa nel rilascio di visti per i gruppi turistici da Pechino. E sembra che la percentuale aumenterà poiché il report previsto segnala che l'economia cinese è in crescita (+ 7,5% nel 2013).
«La propensione al consumo del turista cinese in Italia è in crescita – ha dichiarato il vicepresidente di Global Blue, Alessandro Ciambrone - negli ultimi cinque anni la Cina è cresciuta più di tutti nella spesa esentasse e presto i cinesi raggiungeranno i russi, forse li doppieranno».
A beneficiare della tendenza orientale non sono solo i negozi di lusso ma anche le aree degli outlet, sempre più ricercate da questo turismo che arriva da Oriente. Questi ultimi, dal 2008 al 2012 hanno raddoppiato gli acquisti con uno scontrino che ha raggiunto i 546 euro.

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